Dai sistemi di alimentazione ai collegamenti per trasmettere i dati, fino alla capacità di ospitare strumenti ottici e radar: il bus è l’infrastruttura sulla quale si costruisce un satellite. Ed è proprio su questo componente che Kongsberg NanoAvionics punta per rispondere alla crescente complessità delle missioni commerciali, governative e militari.
L’azienda ha presentato la nuova generazione della famiglia MP42, composta da piattaforme modulari sulle quali possono essere integrati payload differenti, cioè gli strumenti e le apparecchiature necessari a svolgere le attività previste in orbita. Il modello di punta è MP42D, un bus capace di sostenere un satellite con una massa complessiva fino a 500 chilogrammi e di ospitare carichi utili fino a 250 chilogrammi. La gamma comprende anche le versioni aggiornate MP42 e MP42H.
Le nuove piattaforme sono state progettate per missioni di osservazione terrestre, telecomunicazioni, intelligence, sorveglianza e ricognizione. Essendo esenti dai vincoli dell’International Traffic in Arms Regulations statunitense, possono inoltre rispondere alle esigenze di clienti europei e internazionali interessati a una maggiore autonomia tecnologica e operativa.
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Contratti già oltre i 10 milioni
La nuova offerta ha già superato la fase degli annunci. I primi cinque sistemi Gen-2 MP42 sono stati costruiti o consegnati a Satlantis, SuperSharp e a un operatore commerciale del Sud-est asiatico la cui identità resta riservata. Il valore complessivo dei contratti supera i 10 milioni di euro, comprendendo sia le piattaforme sia i servizi di supporto sviluppati per i singoli progetti.
I primi lanci sono in programma nel quarto trimestre del 2026 e nel corso del 2027. Altri ordini sono arrivati da Kreios Space, Kongsberg e da clienti governativi e della difesa appartenenti a Paesi membri o alleati della Nato.
Kongsberg utilizzerà tre nuovi satelliti per ampliare N3X, la propria costellazione dedicata alla sorveglianza marittima. L’obiettivo è rispondere alla crescente domanda operativa delle Forze armate norvegesi, in uno scenario nel quale la capacità di controllare dallo Spazio navi, rotte e infrastrutture strategiche sta acquisendo un peso sempre maggiore.
Dall’infrarosso termico alla banda larga
Le prime missioni mostrano la varietà delle applicazioni a cui sono destinate le piattaforme. BlueMoon di SuperSharp porterà in orbita Hibiscus, un telescopio dispiegabile per l’osservazione nell’infrarosso termico. Secondo l’azienda, lo strumento potrà fornire immagini commerciali con una risoluzione al suolo di circa tre metri, la più elevata oggi disponibile in questo segmento.
Una versione personalizzata del bus MP42 sarà impiegata anche per Meridian Space, una costellazione destinata alla connettività broadband. La stessa architettura può quindi essere adattata a missioni molto diverse, dall’osservazione terrestre alle telecomunicazioni satellitari.
NanoAvionics punta anche ad accorciare i tempi che separano l’avvio di un progetto dalla consegna del sistema. Il ciclo può scendere fino a nove mesi, includendo l’integrazione del carico utile e i test ambientali e funzionali dell’intero satellite.
Vita operativa estesa fino a sette anni
Uno dei principali miglioramenti riguarda la permanenza in orbita. La durata prevista passa dai cinque anni a 600 chilometri di quota ai sette anni in orbita eliosincrona a 750 chilometri. Si tratta di un vantaggio economico diretto per gli operatori: una vita utile più lunga permette di sfruttare maggiormente il satellite e di rinviare i costi legati alla costruzione e al lancio di un sostituto.
Dimensioni e capacità superiori ampliano anche il ventaglio delle missioni possibili. La famiglia Gen-2 può essere utilizzata per attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione, conosciute nel settore con l’acronimo Isr. Tra gli impieghi previsti figurano l’acquisizione di immagini ottiche con una risoluzione inferiore ai 50 centimetri, l’osservazione mediante radar ad apertura sintetica, la scansione delle radiofrequenze e la localizzazione degli emettitori per la signal intelligence.
La nuova generazione parte dall’esperienza accumulata con la precedente famiglia MP42, lanciata dieci volte e accreditata di oltre 16 anni complessivi di attività in orbita senza guasti.
Wollo: “Missioni sempre più avanzate ed esigenti”
“I nostri bus per microsatelliti Gen-2 rispondono a parametri di missione sempre più avanzati ed esigenti. Sono stati sviluppati specificamente per soddisfare la crescente domanda dei clienti commerciali e di quelli attivi nella sicurezza nazionale – afferma Atle Wollo, ceo di NanoAvionics – La nostra piattaforma di punta MP42D rappresenta già una quota importante del portafoglio di proposte, sia per il valore complessivo delle operazioni sia per il volume degli ordini. La riduzione dei costi complessivi e dei tempi di consegna, insieme all’aumento della vita utile della nostra famiglia di microsatelliti Gen-2, consentirà inoltre ai clienti di ricavare più valore dalle proprie attività”.
La proposta dell’azienda si inserisce nell’ecosistema industriale del gruppo norvegese Kongsberg, che copre diverse fasi della catena del valore spaziale: dai payload alle stazioni di terra, fino alla gestione dei satelliti, all’elaborazione dei dati e all’accesso alla base di lancio di Andøya.
“Queste nuove piattaforme satellitari focalizzate sulla difesa, insieme alla catena del valore spaziale del gruppo Kongsberg, che comprende payload satellitari, la più grande rete mondiale di stazioni di terra, operazioni satellitari, prodotti per l’elaborazione, la fusione e l’analisi dei dati e l’accesso alla base di lancio di Andøya, rendono il gruppo uno dei partner europei più completi per l’intelligence spaziale – prosegue Wollo – Questo ci permette di rispondere alle esigenze della Nato e dei Paesi alleati con soluzioni sovrane altamente integrate, collaudate e ai vertici della categoria”.
L’esperienza maturata in orbita
Per NanoAvionics, il patrimonio di missioni già realizzate rappresenta la base su cui costruire la nuova offerta. Le precedenti piattaforme sono state utilizzate per radar Sar in banda X, imaging termico, comunicazioni voce e dati, sorveglianza marittima a radiofrequenza e monitoraggio dell’ambiente spaziale.
“Alla base di questa offerta più ampia c’è la vasta esperienza di volo di NanoAvionics – conclude Wollo – Le piattaforme Gen-2 si fondano sulle competenze acquisite attraverso numerose missioni MP42 portate a termine con successo, tra cui radar Sar in banda X, imaging termico, comunicazioni voce e dati, sorveglianza marittima a radiofrequenza e monitoraggio della situazione spaziale. Questa esperienza comprende inoltre più di 50 CubeSat dei clienti già lanciati, che da soli hanno accumulato oltre 112 anni di operazioni in orbita”,
Collegamenti laser per trasmettere i dati più velocemente
MP42D adotta un formato compatibile con lo standard Espa Grande, utilizzato per l’integrazione di satelliti di dimensioni relativamente elevate sui vettori di lancio. La piattaforma è stata pensata per immagini e video ottici ad altissima risoluzione, sistemi radar Sar avanzati e rilevazioni termiche nell’infrarosso a onde medie con risoluzione metrica.
Il bus può inoltre sostenere antenne con consumi energetici elevati, comprese quelle phased array impiegate nelle comunicazioni satellitari ad alta capacità. Per alimentarle, NanoAvionics ha sviluppato pannelli solari con potenza nell’ordine dei kilowatt e batterie capaci di erogare diversi kilowatt.
Un’altra caratteristica è la possibilità di integrare collegamenti ottici tra satelliti. Queste connessioni laser possono raggiungere una velocità di 2,5 Gbps e consentono di trasferire i dati in modo sicuro, aggiornando quasi in tempo reale i compiti assegnati ai veicoli in orbita. Una capacità particolarmente rilevante nelle attività di sorveglianza e negli scenari di crisi, dove la rapidità di trasmissione può incidere sui tempi delle decisioni.
Crescono capacità di carico e resistenza alle interferenze
Anche la versione aggiornata di MP42 compie un salto dimensionale. La massa massima del satellite sale da 150 a 200 chilogrammi, mentre lo spazio e il peso disponibili per il payload aumentano di oltre il 50%. Il bus può ora trasportare apparecchiature fino a 100 chilogrammi.
Gli interventi riguardano anche l’agilità del mezzo, la tolleranza alle radiazioni e la precisione di puntamento, essenziale per mantenere gli strumenti orientati correttamente durante le osservazioni. È stata inoltre rafforzata la capacità di resistere al jamming e allo spoofing dei segnali Gnss, rispettivamente le tecniche utilizzate per disturbare la navigazione satellitare o fornire coordinate false.
La velocità di trasmissione verso le stazioni di terra cresce di oltre tre volte, un’evoluzione necessaria per gestire il volume sempre maggiore di informazioni generato dai sensori ottici, termici e radar.



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