Fabio Paris è il nuovo Chief Financial Officer di Open Fiber: a lui è stata affidata la responsabilità della funzione finanziaria dell’operatore wholesale only che realizza e gestisce reti in fibra ottica FTTH in Italia. La sua nomina è avvenuta in una fase in cui la società prosegue il proprio percorso di sviluppo e consolidamento organizzativo.
La posizione era vacante dal giugno scorso, a seguito dell’uscita di Andrea Crenna, passato a Eolo con la qualifica di Chief Financial & Investment Officer.
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Chi è Fabio Paris
Manager con una consolidata esperienza nell’ambito dell’amministrazione, della finanza e del controllo di gestione, Paris ha ricoperto negli anni incarichi di crescente responsabilità in importanti gruppi industriali e infrastrutturali, fino a rivestire il ruolo di CFO di Acea, CFO della NetCo di Wind Tre e, più recentemente, Chief Financial Officer del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.
Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella governance finanziaria, nel reporting e nella gestione di complessi processi di trasformazione aziendale, contribuendo al rafforzamento e all’evoluzione delle organizzazioni in cui ha operato.
Open Fiber, dalla grande costruzione della rete alla sfida della redditività
Negli ultimi anni Open Fiber è passata dalla fase della grande espansione infrastrutturale a quella, più delicata, della valorizzazione della rete costruita. Un passaggio maturato dopo il cambio di assetto proprietario del 2021, quando CDP Equity è salita al 60% e Macquarie Asset Management al 40%, e l’approvazione del piano industriale 2022-2031, sostenuto inizialmente da oltre 7 miliardi di finanziamenti. A fine 2025 l’azienda aveva raggiunto in FTTH circa 17 milioni di unità immobiliari, con investimenti cumulati per 11,8 miliardi di euro e circa 3,8 milioni di utenti attivi. I conti mostrano un’accelerazione: ricavi a 798,1 milioni, +18% sul 2024, ed Ebitda a 409,5 milioni, +53%. Resta però rilevante il peso finanziario della costruzione della rete: la posizione finanziaria netta era pari a 6,84 miliardi e il risultato netto negativo per 336,7 milioni. L’obiettivo dichiarato è raggiungere un cash flow positivo entro il 2028.
Nel 2026 il cambio di fase diventa ancora più evidente. A luglio Open Fiber dichiarava 17,4 milioni di unità immobiliari raggiunte in FTTH, circa 171mila chilometri di infrastruttura e 4 milioni di linee attive, dopo oltre 12 miliardi di investimenti. Con il Piano BUL ormai sostanzialmente completato nelle Aree Bianche e l’avanzamento del Piano Italia a 1 Giga, la priorità si sposta quindi dalla posa della fibra alla sua adozione e monetizzazione: aumentare i clienti sulla rete, rafforzare le partnership con gli operatori e sviluppare servizi a maggior valore per imprese e PA, dagli Edge Data Center alle smart city, fino alle applicazioni legate ad AI e cloud.
Cosa può significare l’arrivo di Fabio Paris
È proprio in questa fase che va letta la nomina, dal primo settembre 2026, di Fabio Paris a Chief Financial Officer, al posto di Andrea Crenna. Paris porta un profilo particolarmente coerente con il nuovo corso: come detto, è stato CFO di Acea, della NetCo di Wind Tre e, da ultimo, del Gruppo Ferrovie dello Stato, maturando esperienza nella governance finanziaria e nella gestione di processi complessi di trasformazione. La sua nomina non implica di per sé un cambio di strategia, ma può essere interpretata come un rafforzamento del presidio finanziario proprio mentre Open Fiber deve trasformare l’enorme investimento sostenuto nella rete in maggiore utilizzo, ricavi e generazione di cassa. Dopo gli anni della costruzione, la partita si gioca sempre più sull’equilibrio tra crescita commerciale, disciplina finanziaria, gestione del debito e ritorno degli investimenti: terreni sui quali il curriculum di Paris appare particolarmente funzionale alla fase che si apre.



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