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Unidata, ricavi ed Ebitda crescono dell’8%: confermata la guidance 2026


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Clienti diretti in aumento del 5%, investimenti per 10 milioni e ricavi infrastrutturali a +17%. Il presidente e ceo Renato Brunetti: “Acceleriamo lo sviluppo dei business a maggiore contenuto tecnologico e valore aggiunto”

Pubblicato il 11 set 2026



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Punti chiave

  • Primo semestre: ricavi consolidati 53,6M (+8%), Ebitda 13,1M (+8%) e Ebitda Margin 24,5%; Ebitda Adjusted 13,7M; Guidance 2026 ricavi 114–116M, Adj Ebitda 28–29M.
  • Crescita clienti diretti +5% (32.629), investimenti semestrali 10M; fibra +380 km (tot ~8.880 km); avvio del progetto green colocation Tier IV con Unicenter.
  • Prospettive confermate per la seconda parte 2026 con accelerazione progetti Infratel, Unifiber e Unitirreno; Intermonte rialza target a €4,7 e conferma rating Buy.
Riassunto generato con AI


Unidata mette a segno un primo semestre contraddistinto dal segno più. La relazione finanziaria consolidata al 30 giugno 2026, redatta secondo i principi contabili internazionali Ias/Ifrs e approvata dal consiglio di amministrazione, evidenzia infatti ricavi totali consolidati pari a 53,6 milioni di euro, in crescita dell’8% rispetto ai primi sei mesi del 2025 (49,5 milioni). Il primo scorcio dell’anno conferma anche una crescita dei clienti diretti (+5%) rispetto allo scorso esercizio. L’Ebitda risulta pari a 13,1 milioni, con un incremento percentuale simile a quello delle revenue (+8% rispetto ai 12,2 milioni nel primo semestre 2025). L’Ebitda Margin si attesta al 24,5%, in linea con il 24,7% del primo semestre 2025. L’Ebitda Adjusted risulta pari a 13,7 milioni di euro, in linea con la performance dei primi sei mesi dell’esercizio precedente.

Brunetti: “Acceleriamo sui business a maggiore contenuto tecnologico e valore aggiunto”

“Il primo semestre del 2026 conferma la solidità del percorso di crescita intrapreso da Unidata, con ricavi ed Ebitda in aumento, e la capacità del gruppo di coniugare sviluppo del business e investimenti mirati nelle infrastrutture strategiche.”, commenta Renato Brunetti, presidente e ceo dell’operatore di telecomunicazioni, cloud e servizi IoT, quotato sul mercato Euronext Milan. “Guardiamo alla seconda parte dell’anno con fiducia, proseguendo nell’ampliamento della base clienti e nel rafforzamento delle nostre infrastrutture, ma anche accelerando lo sviluppo dei business a maggiore contenuto tecnologico e valore aggiunto — dal cloud allo smart IoT, dal data center alla cybersecurity — sui quali il gruppo concentra una parte rilevante della propria strategia di crescita futura. In questo percorso, l’avvio dell’operatività di Unicenter con il progetto del green colocation data center Tier IV a Roma rappresenta un passaggio strategico, che rafforza il nostro posizionamento competitivo e pone basi concrete per sostenere la crescita e la creazione di valore nel medio-lungo periodo”.

Gli altri fondamentali e gli investimenti sostenuti nel semestre

I ricavi totali consolidati, pari a come detto a 53,6 milioni, vedono un incremento sia del fatturato da Service (+5%) che di quello da Infrastruttura (+17%). La componente ricorrente si conferma il pilastro del modello di business: 34,5 milioni, pari al 64,3% dei ricavi totali, a conferma della visibilità e della qualità dei flussi del gruppo.

Tra gli altri fondamentali evidenziati nella relazione finanziaria c’è il reddito operativo (Ebit), pari a 7 milioni (+4% rispetto), nonostante un incremento degli ammortamenti legati ai maggiori investimenti effettuati. L’Ebit margin risulta pari al 13% (13,6% nel primo semestre 2025).

Il totale proventi e oneri finanziari ha registrato oneri per 3,7 milioni, in aumento rispetto a oneri per 0,9 milioni nel primo semestre 2025. La variazione riflette per 1,9 milioni il venir meno del provento finanziario non monetario rilevato nel primo semestre 2025 (con un effetto netto sulla voce proventi finanziari pari a 1,8 milioni), coerentemente con quanto richiesto dal principio contabile internazionale Ifrs 9 nell’ambito della rinegoziazione del finanziamento passivo di 50 milioni avvenuta in data 19 giugno 2025. La restante variazione, pari a 0,9 milioni, deriva dal maggior risultato negativo di competenza delle società collegate valutate con il metodo del patrimonio netto, riconducibile alla fase di avviamento delle iniziative infrastrutturali Unifiber e Unitirreno e coerente con il profilo atteso dei rispettivi piani di sviluppo. Gli oneri finanziari netti si mantengono sostanzialmente stabili. Il gruppo precisa inoltre che il tasso di interesse annuo medio dei finanziamenti in essere è pari al 4,5% circa. L’Indebitamento Finanziario netto è pari a 43,9 milioni, rispetto a 37,7 milioni al 31 dicembre 2025.

Nel corso dei primi sei mesi del 2026 sono stati effettuati investimenti per 10 milioni, suddivisi in 1,8 milioni in immobilizzazioni immateriali, 3,7 milioni in immobilizzazioni materiali, connessi principalmente all’area infrastruttura, e 4,5 milioni in investimenti in partecipazioni (Unicenter).

L’evoluzione del parco clienti e dell’infrastruttura

Come accennato, il primo semestre del 2026 conferma una crescita dei clienti diretti (+5%) rispetto allo scorso esercizio. I clienti diretti totali al 30 giugno 2026 sono infatti pari a 32.629, rispetto ai 31.022 al 31 dicembre 2025. L’aumento riguarda tutte le principali categorie; in particolare il mercato dei clienti Business segna un incremento del 2%, mentre il settore dei clienti Consumer registra un incremento del 6%. Il numero di linee whitelabel attivate attraverso la rete dei partner registra un risultato in crescita rispetto al 31 dicembre 2025 attestandosi al 30 giugno 2026 a 34.605 circuiti attivi (di cui 362 internazionali).

Nel corso dei primi sei mesi del 2026, inoltre, la rete in fibra ottica è stata estesa per circa 380 Km mediante l’utilizzo di cavi proprietari arrivando al 30 giugno 2026 a un’estensione complessiva di circa 8.880 Km. La fibra ottica di Unidata presente negli edifici rappresenta una copertura di circa 550mila unità immobiliari residenziali e business, anche in diversi distretti industriali e direzionali.

L’outlook per il medio termine: si confermano gli obiettivi per il 2026

Alla luce dell’andamento registrato nel primo semestre del 2026, Unidata spiega che le aspettative per la restante parte dell’esercizio si mantengono coerenti con gli obiettivi di sviluppo e crescita definiti dal gruppo e conferma la Guidance 2026. L’accelerazione attesa, in linea con la stagionalità storica dei ricavi, nella seconda parte dell’esercizio riflette principalmente la prosecuzione delle attività connesse al contratto sottoscritto con Infratel Italia il 20 luglio 2026, l’avanzamento dei lavori infrastrutturali riferibili al progetto Unifiber e la fatturazione dei progetti speciali il cui capitale circolante è già rilevato in bilancio al 30 giugno 2026.

Sotto il profilo commerciale, la società prevede di proseguire nel percorso di ampliamento della base clienti, con particolare riferimento al segmento Retail. Parallelamente, continuerà l’impegno nello sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione, sia attraverso Unifiber e Unifiber Puglia, partecipate tramite Unifiber Italy, per la realizzazione delle reti in fibra ottica nelle aree grigie del Lazio e della Puglia, sia mediante le iniziative facenti capo a Unitirreno Holding e Unitirreno Submarine Network, dedicate allo sviluppo dell’infrastruttura sottomarina in fibra ottica nel Mar Tirreno.

Un ulteriore ambito di sviluppo sarà rappresentato dalle commesse relative alla Pubblica Amministrazione e dalle soluzioni IoT, per le quali è prevista la prosecuzione delle attività derivanti dalle gare già aggiudicate, cui potranno affiancarsi nuove opportunità connesse alla partecipazione a ulteriori procedure competitive. Proseguiranno, inoltre, le attività previste nell’ambito del progetto Roma 5G.

Nel complesso, per la seconda parte del 2026 il gruppo intende proseguire il percorso delineato dal Piano Industriale 2026-2028, approvato dal consiglio di amministrazione della capogruppo Unidata il 1° dicembre 2025, rafforzando progressivamente il proprio posizionamento nei comparti a maggiore contenuto tecnologico e valore aggiunto.

Nel corso del secondo semestre, in particolare, entrerà nel vivo l’operatività della società di nuova costituzione Unicenter, attraverso la quale il gruppo intende sviluppare il progetto finalizzato alla realizzazione, a Roma, di un green colocation data center di livello Tier IV.

Nel complesso, le prospettive per la restante parte dell’esercizio si confermano orientate alla prosecuzione del percorso di crescita e di evoluzione strategica intrapreso dal gruppo, attraverso il consolidamento delle attività tradizionali e, al contempo, il progressivo sviluppo dei business amaggiore contenuto tecnologico e valore aggiunto.

La Guidance 2026, nello specifico, prevede ricavi totali compresi tra 114 e 116 milioni di euro, Ebitda Adjusted compreso tra 28 e 29 milioni, Ebitda Margin Adjusted pari a circa il 25% e un indebitamento finanziario netto a cavallo di 37 e 39 milioni di euro.

Il commento di Intermonte

Nel commentare la relazione finanziaria di Unidata, la banca d’investimento Intermonte sottolinea che “la società ha registrato solidi risultati nel primo semestre del 2026 e ha fornito prospettive costruttive per il secondo semestre, confermando la guidance per l’intero esercizio. Il tono positivo della conference call, unito al forte slancio commerciale e all’accelerazione prevista nelle attività infrastrutturali e nella fatturazione dei progetti, rafforza la nostra fiducia nel raggiungimento degli obiettivi annuali. Il costante spostamento verso attività a maggior valore aggiunto – quali Cloud, Smart IoT, Data Center e Cybersecurity – insieme all’avvio delle operazioni presso Unicenter, consolida ulteriormente le prospettive di crescita a medio termine. Rivediamo leggermente al rialzo le nostre stime, portando il target price basato sul metodo Dcf da 4,5 a 4,7 euro (con un potenziale di rialzo di circa il 40%) e confermando il rating Buy”.

I risultati del primo semestre hanno del resto superato le attese: i ricavi sono risultati superiori del 3% rispetto alle stime di Intermonte, mentre l’Ebitda rettificato e l’utile netto rettificato hanno superato le previsioni del 7-9%; anche l’indebitamento netto è risultato migliore del previsto, attestandosi a 43,9 milioni di euro (contro i 46,5 milioni attesi).

“Il secondo semestre dovrebbe beneficiare della normale stagionalità, dell’accelerazione delle attività infrastrutturali di Unifiber, del nuovo contratto Infratel e della fatturazione di progetti già inclusi nel capitale circolante di giugno, fattori che sosterranno la prevista riduzione dell’indebitamento”, dicono gli analisti di Intermonte, che incrementano leggermente le stime di ricavi ed Ebitda per l’esercizio 2026, collocandole nella parte alta della forchetta prevista dalla guidance. “Consideriamo perdite della joint venture pari a circa 5 milioni di euro per il 2026 (rispetto agli 1,9 milioni di euro rilevati nel primo semestre 2026), dovute principalmente a costi di avviamento non monetari (non-cash) per Unifiber e Unitirreno. Riteniamo tali componenti elementi una tantum di natura temporanea, privi di impatto sulla generazione di cassa operativa sottostante; pertanto, continuiamo a escluderli dal calcolo dell’Eps rettificato”.

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