La connettività Internet mobile nel mondo cresce a rilento e non riesce a colmare un digital divide che rischia addirittura di aumentare con l‘AI. L’allarme viene lanciato dalla Gsma nel nuovo report “State of mobile internet connectivity 2026”, insieme a un appello a un’azione urgente per incrementare l’accesso a smartphone a prezzi abbordabili per le fasce di reddito medio-basse.
“Il mondo rischia di creare un nuovo divario globale tra chi ha accesso all’AI e chi no, a meno che non vengano intraprese azioni urgenti per colmare il digital divide e rendere gli smartphone accessibili a miliardi di persone nei paesi a basso e medio reddito”, afferma la Gsma.
Secondo i dati del report, 4,8 miliardi di persone (il 59% della popolazione mondiale) utilizzano ora internet mobile sul proprio dispositivo, ma la crescita degli abbonati ha subito un rallentamento in tutte le regioni. Inoltre, altre 650 milioni di persone (l’8% della popolazione mondiale) utilizzano internet mobile esclusivamente tramite dispositivi presi in prestito o condivisi. Rimangono 3,4 miliardi di persone che non utilizzano internet mobile: il 92% vive nei paesi a basso e medio reddito.
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Internet mobile: la rete c’è, servono gli smartphone
Eppure, oltre il 90% delle persone che non usa la connettività su smartphone vive in aree coperte dalla banda larga mobile. Il 3% della popolazione mondiale (270 milioni di persone) si trova, invece, in aree non raggiunte dalla rete, ma il dato della Gsma riflette un aumento della copertura di internet mobile di circa 40 milioni di persone in più nell’ultimo anno.
In definitiva, il 38% della popolazione mondiale (3,1 miliardi di persone) vive in aree coperte dalla banda larga mobile ma non la utilizza: il cosiddetto “gap di utilizzo”. La maggior parte delle persone appartenenti a questo gruppo (70%) è costituita da coloro che non possiedono un dispositivo, anche se la percentuale di quelli che rientrano nel gap di utilizzo e non possiedono un dispositivo è significativamente inferiore se ci si concentra sugli adulti di età pari o superiore a 18 anni.
Le donne rappresentano la maggioranza (58%) del gap di utilizzo degli adulti nei Paesi a basso e medio reddito.
I device sono troppo costosi
L‘accessibilità economica dei telefoni cellulari è, secondo la Gsma, il principale ostacolo all’adozione di Internet mobile nei paesi a basso e medio reddito presi in esame, seguito dalla mancanza di competenze digitali.
Entro la fine del 2025, un telefono cellulare di base con accesso a Internet costerà al 20% della popolazione più povera dei paesi a basso e medio reddito l’equivalente del 44% del loro reddito mensile medio, percentuale che sale al 76% nell’Africa subsahariana, con costi destinati ad aumentare drasticamente a causa dell’incremento dei prezzi delle memorie.
Fino a un anno fa, ridurre il prezzo degli smartphone di base a 30 dollari avrebbe reso i dispositivi accessibili a quasi 1,6 miliardi di persone, mentre raggiungere un prezzo di 20 dollari li avrebbe resi accessibili a circa 2,2 miliardi di persone che attualmente vivono in aree coperte dalla banda larga mobile. Tuttavia, il rapporto avverte che, nonostante gli sforzi di operatori e produttori, inclusa la Handset Affordability Coalition della Gsma, raggiungere tali prezzi è oggi irraggiungibile a causa del continuo aumento dei costi delle memorie e dei chipset, dovuto alla domanda globale di infrastrutture e data center per l’Ai.
L’appello ai produttori di chip sui prezzi
L’aumento dei costi dei componenti si sta già ripercuotendo sui prezzi degli smartphone di fascia bassa, rendendo l’accesso a internet ancora più costoso per i consumatori a basso reddito e minacciando anni di progressi nel colmare il divario digitale. Per questo la Gsma chiede ai produttori di chipset e memorie di adottare misure concrete per aumentare la disponibilità di componenti a prezzi accessibili per i telefoni di fascia bassa, al fine di evitare che un’ampia fetta della popolazione nelle economie emergenti rimanga completamente esclusa dall’economia digitale.
La Gsma invita queste aziende ad avviare un dialogo con l’intero ecosistema della telefonia mobile, i responsabili politici e le istituzioni finanziarie multilaterali per individuare soluzioni e rendere la connettività accessibile a milioni di persone.
Collaborazione tra stakeholder per vincere il gap dell’Ai
Questa mancanza di accesso a smartphone e internet mobile rischia di creare un ulteriore divario tra chi accede all’AI e chi non potrà beneficiare del suo impatto su economie e società. Senza smartphone a prezzi accessibili, queste persone non potranno beneficiare della rivoluzione dell’Ai, sostiene la Gsma.
“L’intelligenza artificiale ha il potenziale per migliorare la vita delle persone su una scala senza precedenti, ma l’Ai è inutile se le persone non possono connettersi a Internet. Il rischio maggiore non è semplicemente un divario digitale tra i Paesi, ma tra chi può permettersi di partecipare all’economia digitale e chi no“, ha affermato Vivek Badrinath, direttore generale della Gsma. “Se non tuteliamo l’accessibilità economica degli smartphone di fascia bassa, miliardi di persone rischiano di essere escluse dalla prossima generazione di servizi digitali prima ancora di aver avuto l’opportunità di sperimentare Internet. Gli attuali aumenti dei prezzi delle memorie rendono questo pericolo concreto e imminente. Prevenire questo esito richiede un’azione coordinata da parte di responsabili politici, operatori di telefonia mobile, produttori di dispositivi e fornitori di componenti. Chiediamo a tutte le parti di mobilitare tutti gli strumenti possibili, sia sul fronte della produzione che su quello della distribuzione e della tassazione, e di adottare misure per facilitare il riutilizzo dei dispositivi.”
Internet mobile nel mondo: dal 3G al 5G
In base ai dati del report, alla fine del 2025, 4,6 miliardi di persone utilizzavano il proprio smartphone per accedere a Internet mobile, pari al 56% della popolazione mondiale. Ciò rappresenta un aumento di circa 200 milioni di persone, un ritmo di crescita più lento rispetto all’aumento di 250 milioni registrato nel 2024.
La percentuale di abbonati a Internet mobile che accedono alla rete tramite telefoni cellulari tradizionali e smartphone 3G continua a diminuire, ma rimane significativa in diverse regioni.
La copertura 5G ha continuato ad espandersi rapidamente, raggiungendo altri 690 milioni di persone nel 2025. Il 5G copre ora il 57% della popolazione mondiale (4,7 miliardi di persone). Il 4G continua a crescere, con una copertura che ha raggiunto il 94%.
Per coloro che sono già a conoscenza di Internet mobile, i principali ostacoli all’adozione continuano a essere l’accessibilità economica (principalmente dei dispositivi) e l’alfabetizzazione digitale e le competenze digitali.
La velocità di download globale è aumentata del 22% (ovvero di 14 Mbps) nel 2025. Il consumo di dati per connessione continua ad aumentare nei paesi a basso e medio reddito, sebbene il divario rispetto ai paesi ad alto reddito persista. La velocità media di download nei paesi ad alto reddito è circa 3,5 volte superiore e la velocità media di upload circa 1,5 volte superiore rispetto ai paesi a basso e medio reddito. Spinto principalmente dalla continua migrazione verso le reti 4G e 5G, il traffico dati medio per connessione ha raggiunto i 13,5 GB al mese a livello globale nel 2025, rispetto ai 12 GB del 2024.
L’utilizzo quotidiano della connettività mobile
Sebbene in media l’83% degli utenti di internet mobile nei paesi oggetto dell’indagine dichiari un utilizzo quotidiano, molti si dedicano solo a uno o due tipi di attività. La frequenza e la diversità di utilizzo variano considerevolmente tra i paesi e al loro interno: in genere, le donne e gli intervistati delle aree rurali che utilizzano internet mobile meno frequentemente e per una gamma più ristretta di attività rispetto agli uomini e agli abitanti delle aree urbane.
Gli ostacoli a un maggiore utilizzo di Internet mobile differiscono da quelli per l’adozione e variano considerevolmente per paese, ma in cima si collocano i timori sulla sicurezza e protezione
dei dati e dubbi sull’esperienza utente.



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