Giuseppe Cossiga è stato confermato presidente di AIAD e Luisa Riccardi è stata chiamata alla direzione generale. Si completa così il rinnovo degli organismi dirigenti della Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza, aderente a Confindustria, che riunisce 272 imprese e associazioni. Cossiga guida l’organizzazione dal novembre 2022; Riccardi arriva dopo gli incarichi di vice Direttore Nazionale Armamenti e vice Segretario Generale vicario della Difesa.
L’annuncio della Federazione accompagna le nomine con un richiamo al confronto con le istituzioni e al sostegno di un comparto tornato al centro delle agende governative. Sul versante spaziale, AIAD ha recentemente sottoscritto con le associazioni industriali di Francia e Germania una dichiarazione che indica le priorità per gli investimenti e le politiche europee.
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Cossiga: dialogo e sostegno a innovazione e occupazione
“In ambito Difesa non c’è bisogno di motivare le ragioni che hanno portato all’individuazione di Riccardi – dichiara Cossiga – che porta esperienza e capacità unanimemente riconosciute”.
Il nuovo assetto si inserisce in una fase di crescente attenzione politica al settore, richiamata dallo stesso presidente: “I nuovi organismi di AIAD dovranno affrontare una stagione al tempo stesso difficile e sfidante per un comparto che è ritornato ad essere strategico nelle agende dei governi – argomenta – AIAD non mancherà di aprirsi al dialogo con tutti gli interlocutori, come già iniziato negli ultimi anni e a sostenere un settore che è motore di innovazione, ricerca, sviluppo e occupazione”.
La nuova governance, con Tim e le imprese satellitari
Nel consiglio di presidenza entrano i vice presidenti esecutivi Enzo Benigni di ELT Group, Antonio Alunni di Fucine Umbre, Vittorio Biscarini di Larimart e Fausto Recchia di Fincantieri.
Il consiglio generale comprende Manlio Cuccaro, Antonio Liotti, Angelo Pansini, Mariangela Panza ed Enrico Savio per Leonardo, Luciano Sale e Dario Giacomin per Fincantieri. Ne fanno parte anche Giampaolo Giraudi di IDV, Giampiero Di Paolo di Thales Alenia Space Italia, Gabriele Pieralli di Telespazio e Sabina Strazzullo di Tim, insieme a Renzo Tosini di MBDA Italia, Riccardo Procacci di Avio Aero e Filippo Scarante di Rheinmetall Italia.
Completano il consiglio Manuela Ramella di Baykar Piaggio Aerospace, Tommaso Edoardo Frosini del CIRA, il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, Davide Stefano Zolesi di Kayser Space, Fabio Romani di IPS, Andrea Andreani di Anpam Engineering e Daniele Tonti di Umbria Aerospace Cluster.
La richiesta all’Europa: almeno 60 miliardi per lo spazio
Le priorità spaziali della Federazione sono espresse nella dichiarazione congiunta sul futuro dell’industria spaziale europea, pubblicata il 9 settembre 2026 in occasione dell’International Space Summit di Parigi. AIAD, la francese GIFAS e la tedesca BDLI chiedono di riconoscere lo spazio come infrastruttura critica e pilastro della sovranità europea.
Le associazioni sollecitano almeno 60 miliardi di euro per la componente spaziale del Fondo europeo per la competitività, destinati ai programmi principali e alla filiera che li sostiene. La richiesta guarda al prossimo bilancio pluriennale dell’Unione e alle condizioni per rafforzare capacità industriale e autonomia strategica.
Appalti e regole per le capacità industriali
La dichiarazione propone una preferenza europea negli appalti istituzionali per attività e tecnologie critiche, quando sicurezza, resilienza e dipendenze la giustificano. La collaborazione con partner affidabili di Paesi terzi resta possibile, purché l’autorità di progettazione rimanga sotto controllo europeo.
Il documento chiede inoltre interoperabilità e coordinamento volontario delle capacità nazionali ed europee, preservando concorrenza, scelta tecnologica e ridondanza. Sul piano normativo, le associazioni sostengono regole proporzionate e favorevoli all’innovazione: una priorità rivolta anche all’EU Space Act, il quadro europeo in preparazione per le attività spaziali.



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