Verizon ed Ericsson hanno completato la prima chiamata pre-standard 6G nella banda dei 7 GHz da un sito di rete commerciale di Verizon a Concord, in California. Il kit proof-of-concept 6G di Ericsson è stato installato interamente sul sito e la validazione dei test è stata completata con successo, portando il 6G dal laboratorio a un ambiente reale in cui le prestazioni possono essere valutate sia all’aperto che durante la propagazione dei segnali dall’esterno all’interno degli edifici.
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Verizon ed Ericsson, prima chiamata pre-standard 6G negli Usa
“In qualità di membro fondatore del Verizon 6G Innovation Forum, Ericsson svolge un ruolo fondamentale nella missione condivisa di costruire un ecosistema aperto e diversificato e di portare il 6G dalla ricerca teorica al mondo reale“, ha affermato Yago Tenorio, Chief Technology Officer e SVP of Technology Development di Verizon, sottolineando che il traguardo della prima chiamata 6G all’aperto “dimostra come la stretta collaborazione del settore ci aiuti a generare le conoscenze tecniche chiave necessarie per definire gli standard globali e comprendere come le future reti 6G potrebbero essere progettate, implementate e utilizzate.”
“L’annuncio di oggi è un’ulteriore conferma della leadership di Verizon nel percorso verso il 6G”, ha dichiarato Hannes Ekström, responsabile della Customer Unit Verizon presso Ericsson. “Questi sono i risultati sul campo che possono contribuire a trasformare la promessa del 6G in una tecnologia implementabile e, nel tempo, a sbloccare nuove possibilità per una connettività altamente reattiva, intelligente e coinvolgente.”
Test sul campo progettato per l’apprendimento in condizioni reali
Il kit proof-of-concept 6G di Ericsson 6G è stato installato presso il sito commerciale di Verizon a Concord, in California. La stazione base è installata separatamente nello shelter del sito, mentre l’apparecchiatura utente si trova in una piccola roulotte: un involucro di circa 3,6 x 2,4 metri che supporta configurazioni radio fisse sia per esterni che per interni e include alimentazione dedicata e backup a batteria, con diversi materiali per pareti e finestre per consentire test differenziati della copertura interna, utilizzando uno stack 6G pre-standard con una portante a 400 MHz.
Verizon ed Ericsson hanno sottolineato che non hanno svolto semplicemente un test di penetrazione in ambienti interni: il risultato sul campo confermato è una vera e propria telefonata all’aperto, mentre la prova di concetto in generale ha esaminato come le prestazioni del 6G si estendono dagli spazi aperti agli ambienti interni.
I test hanno coperto una serie di parametri: la copertura, la velocità di trasmissione, la latenza, la stabilità e il comportamento delle funzionalità in condizioni realistiche, inclusi percorsi in linea d’aria e non in linea d’aria, vegetazione, ostacoli e penetrazione dall’esterno verso l’interno attraverso diversi materiali da costruzione e vetri.
Una nuova tappa sulla strada verso il 6G
Questa tappa rappresenta una dimostrazione di fattibilità pre-standard e non il lancio di un servizio 6G commerciale, sottolineando ancora Verizon ed Ericsson. Il termine 6G pre-standard si riferisce alle innovazioni 6G in fase iniziale, sviluppate e testate prima della finalizzazione degli standard ufficiali.
Le due aziende continueranno ad analizzare i risultati ottenuti sul campo e ad applicare quanto appreso alla futura ricerca, ai test e alla pianificazione dell’implementazione del 6G.
Comunicazioni immersive, servizi Ai native, automazione industriale
Nel tempo, il 6G potrà offrire una connettività più programmabile, reattiva e contestualizzata, potenzialmente consentendo nuove esperienze e casi d’uso in ambiti quali comunicazioni immersive, servizi nativi Ai, automazione industriale e robotica.
Ericsson prevede che la sesta generazione delle reti cellulari potrà diventare disponibile commercialmente dopo il 2030. Il 6G non è semplicemente un’evoluzione delle tecnologie di comunicazione mobile, ma una piattaforma multifunzionale capace di generare nuove opportunità per le telco, le industrie tecnologiche, l’industria e la società nel suo complesso.
L’idea di fondo è che le reti future non dovranno limitarsi a trasmettere dati tra dispositivi, ma dovranno fornire un insieme più ampio di servizi intelligenti, affidabili e programmabili. Ericsson colloca quindi il 6G all’interno di una trasformazione tecnologica che coinvolge contemporaneamente telecomunicazioni, intelligenza artificiale, cloud computing e applicazioni digitali avanzate. Tlc mobili, cloud e Ai realizzeranno, insieme, la struttura che Ericsson definisce intelligent fabric.
Le priorità e le applicazioni del 6G
Ericsson individua alcune priorità per lo sviluppo della nuova generazione: miglioramento significativo delle prestazioni di connettività; maggiore efficienza energetica ed economica; programmazione della rete e continuità con le reti esistenti.
Il 6G potrà migliorare le prestazioni e la differenziazione dei servizi in tre specifici ambiti: eMBB (Enhanced Mobile Broadband); Fwa (Fixed Wireless Access) e IoT (Internet of Things).
Parallelamente, nuove tecnologie dovrebbero permettere la nascita di applicazioni più sofisticate. Tra le applicazioni che Ericsson prevede di rendere possibili figurano:
Realtà mista su vasta area. Esperienze di realtà aumentata e virtuale che potrebbero estendersi oltre gli spazi locali, con maggiore interazione tra ambienti reali e digitali.
Massive twinning. Creazione e gestione di numerosi gemelli digitali, cioè rappresentazioni virtuali di oggetti, impianti, ambienti o sistemi fisici. Questi modelli potrebbero essere aggiornati attraverso i dati raccolti nel mondo reale.
Mobilità autonoma. Sistemi di trasporto e veicoli autonomi capaci di scambiare informazioni con infrastrutture, altri veicoli e sistemi di gestione.
Servizi simultanei di localizzazione e mappatura. Applicazioni che combinano la determinazione della posizione con la costruzione o l’aggiornamento di mappe dell’ambiente circostante.
I vantaggi del 6G per le telco
Un’ulteriore area di applicazione riguarda l’estensione delle funzionalità della rete oltre la semplice connettività.
Ericsson descrive il 6G come una piattaforma sulla quale sviluppatori esterni e aziende potranno costruire servizi innovativi sfruttando direttamente le capacità dell’infrastruttura.
La rete potrebbe mettere a disposizione informazioni e funzionalità quali: dati sul funzionamento e sulle condizioni della rete; informazioni di posizionamento; dati raccolti attraverso capacità di rilevamento ambientale; servizi di intelligenza artificiale; risorse di calcolo distribuite. Queste funzionalità potrebbero essere esposte agli sviluppatori attraverso Api.
Per gli operatori di telecomunicazioni, questo modello potrebbe rappresentare una nuova fonte di ricavi. Invece di vendere esclusivamente connettività, le telco potrebbero offrire servizi differenziati in funzione delle prestazioni, delle informazioni e delle risorse di elaborazione richieste dai clienti.
L‘idea è che la rete diventi una piattaforma di servizi utilizzabile anche da imprese e sviluppatori che non appartengono direttamente al settore delle telecomunicazioni.
Reti native per l’intelligenza artificiale
Un’ulteriore area di sviluppo è rappresentata dalle Ai-native networks, cioè reti progettate per integrare l’intelligenza artificiale nelle proprie funzionalità fondamentali.
Ericsson ritiene che queste capacità possano avvicinare il settore a un funzionamento completamente autonomo delle reti, con interventi umani ridotti al minimo. Il principio fondamentale viene descritto come intelligence everywhere, ossia intelligenza distribuita in tutta l’infrastruttura. In pratica, i carichi di lavoro dell’intelligenza artificiale potrebbero essere eseguiti in diversi punti della rete, a seconda di dove risulti più conveniente.
Integrated Sensing and Communication (ISAC)
Una delle funzionalità più significative del 6G evidenziata da Ericsson è l’integrazione tra comunicazione e rilevamento ambientale (ISAC o Integrated Sensing and Communication).
ISAC utilizza l’infrastruttura di rete per rilevare oggetti e raccogliere informazioni sull’ambiente, basandosi sull’analisi dei segnali a radiofrequenza.
Una rete tradizionale trasmette segnali radio principalmente per comunicare con dispositivi; invece con ISAC gli stessi segnali possono essere utilizzati anche per analizzare ciò che accade nell’ambiente, perché, quando incontrano un oggetto, possono riflettersi e tornare verso i sistemi di ricezione.
L’analisi di queste riflessioni può permettere di ricavare informazioni sulla posizione e sul movimento degli oggetti. Una caratteristica importante è che il sistema potrebbe rilevare anche oggetti che non sono collegati alla rete: a differenza dei normali dispositivi IoT, non sarebbe sempre necessario che l’oggetto da rilevare possieda un sensore connesso o un dispositivo di comunicazione.



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