il caso

L’Ue a Kkr: “Informazioni inesatte inesatte e fuorvianti sull’acquisizione di NetCo”


Indirizzo copiato

Bruxelles punta il dito contro le dichiarazioni fornite durante l’istruttoria del 2024. Nel mirino gli accordi per l’accesso all’ingrosso alle infrastrutture FiberCop e gli aumenti unilaterali dei prezzi denunciati dagli operatori. Il fondo respinge i rilievi: “Confermiamo l’accuratezza delle informazioni fornite”

Pubblicato il 19 ott 2026

Federica Meta

Direttrice



AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
Europa-Commissione-Ue-Unione-europea


Punti chiave

  • La Commissione europea contesta a Kkr di aver fornito informazioni inesatte o fuorvianti sull’acquisizione di NetCo e sulle clausole contrattuali di FiberCop; procedimento aperto.
  • Denunce di operatori segnalano aumenti unilaterali dei corrispettivi e il rischio che FiberCop modifichi accordi a lungo termine, nonostante le garanzie fornite dopo la cessione da Tim.
  • La comunicazione può portare a sanzioni (fino all’1% del fatturato) o alla revoca dell’autorizzazione; Kkr può presentare osservazioni; l’esito inciderà sul mercato italiano della banda larga.
Riassunto generato con AI


La Commissione europea contesta a Kkr di aver fornito informazioni “inesatte e fuorvianti” durante l’indagine sull’acquisizione di NetCo, la società nella quale sono confluite le attività della rete fissa di Tim. Bruxelles ha inviato al fondo americano una comunicazione degli addebiti, sostenendo in via preliminare che le dichiarazioni presentate nel 2024 sulle condizioni contrattuali per l’accesso all’infrastruttura non fossero corrette.

La questione riguarda in particolare la possibilità per FiberCop di modificare unilateralmente gli accordi di lungo periodo con gli operatori che utilizzano la sua rete per offrire servizi ai clienti finali. Un elemento sul quale la Commissione aveva basato la decisione di autorizzare l’operazione senza condizioni il 30 maggio 2024.

Il procedimento, avviato dopo le denunce di alcuni operatori, è ancora aperto. Le contestazioni rappresentano una valutazione preliminare e Kkr potrà esercitare il proprio diritto di difesa prima della decisione definitiva.

La risposta di Kkr

Pronta la risposta di Kkr che respinge fermamente la valutazione preliminare della Commissione europea. “Confermiamo l’accuratezza delle informazioni fornite durante l’esame dell’acquisizione di NetCo condotto dalla Commissione nel 2024 – sottolinea un portavoce del fondo – Contesteremo con determinazione queste accuse preliminari nella nostra risposta alla comunicazione degli addebiti, continuando al contempo a collaborare in modo costruttivo con la Commissione. La comunicazione degli addebiti non costituisce un accertamento definitivo di una violazione e l’autorizzazione dell’operazione già concessa dalla Commissione rimane valida».

Rete Tim, le garanzie che avevano convinto Bruxelles

La vicenda ha origine nell’aprile 2024, quando Kkr ha notificato alla Commissione europea l’acquisizione del controllo esclusivo di NetCo. L’operazione ha riunito sotto FiberCop la rete primaria di Tim, che collega le centrali telefoniche agli armadi stradali, e quella secondaria, che raggiunge le abitazioni e le sedi degli utenti finali.

Prima della cessione, FiberCop era una joint venture tra Tim e Kkr. Il passaggio al controllo esclusivo del fondo americano aveva sollevato alcuni interrogativi sulle conseguenze per il mercato italiano dei servizi di accesso alla banda larga all’ingrosso.

Durante l’istruttoria, diversi operatori avevano espresso preoccupazione per il rischio che FiberCop potesse limitare l’accesso alle infrastrutture passive o peggiorare le condizioni commerciali applicate ai propri clienti wholesale.

Kkr aveva risposto sostenendo che gli accordi di lungo periodo già sottoscritti sarebbero rimasti validi e vincolanti, impedendo a FiberCop di interrompere la fornitura dei servizi o modificarne unilateralmente le condizioni. Eventuali cambiamenti avrebbero richiesto un’intesa tra le parti.

Queste spiegazioni avevano contribuito a superare i dubbi iniziali dell’autorità europea, consentendo il via libera alla concentrazione senza l’imposizione di rimedi.

FiberCop, gli aumenti tariffari al centro delle denunce

La situazione è cambiata dopo il completamento dell’acquisizione. Alcuni operatori hanno denunciato a Bruxelles aumenti unilaterali dei prezzi previsti dai contratti di accesso alla rete fissa, contestando la possibilità per FiberCop di intervenire sui corrispettivi senza il consenso delle controparti.

Le segnalazioni hanno portato la Commissione ad avviare, il 24 luglio 2025, un’indagine formale per verificare l’accuratezza delle informazioni trasmesse da Kkr durante l’esame della concentrazione.

Nella comunicazione degli addebiti, Bruxelles ritiene in via preliminare che il fondo, quantomeno per negligenza, abbia fornito indicazioni inesatte e/o fuorvianti sulle clausole degli accordi esistenti e sulla loro applicazione.

La distinzione è rilevante sul piano giuridico. Il procedimento riguarda infatti gli obblighi informativi di Kkr nei confronti della Commissione, e non costituisce di per sé un accertamento di comportamenti anticoncorrenziali da parte di FiberCop.

La questione ha ricadute potenziali sull’intero mercato italiano della banda larga. Gli operatori acquistano da FiberCop servizi di accesso all’ingrosso per raggiungere i propri clienti e costruire le offerte commerciali. Un aumento dei corrispettivi o un peggioramento delle condizioni contrattuali può incidere sulla capacità dei fornitori di competere, con possibili conseguenze sui prezzi e sulle possibilità di scelta degli utenti finali.

Le possibili conseguenze per Kkr

La comunicazione degli addebiti apre una nuova fase del procedimento europeo. Kkr potrà esaminare gli elementi raccolti dalla Commissione, presentare osservazioni scritte e chiedere un’audizione per illustrare la propria posizione.

Il regolamento europeo sulle concentrazioni prevede sanzioni fino all’1% del fatturato mondiale complessivo per le imprese che forniscano, intenzionalmente o per negligenza, informazioni inesatte o fuorvianti nel corso delle istruttorie.

La normativa contempla inoltre la possibilità di revocare un’autorizzazione quando questa sia stata adottata sulla base di informazioni inesatte delle quali sia responsabile una delle imprese interessate. Si tratta di un’eventualità distinta dall’eventuale sanzione economica, che richiede una specifica valutazione da parte della Commissione.

Non è previsto un termine legale per la conclusione dell’indagine. L’esito dipenderà dall’accertamento sulla correttezza delle dichiarazioni rese da Kkr nel 2024 e dalle valutazioni che Bruxelles formulerà dopo aver esaminato le osservazioni del fondo.

La decisione assumerà rilievo per i rapporti tra FiberCop e gli operatori che utilizzano la sua infrastruttura, in un mercato nel quale la stabilità delle condizioni di accesso rappresenta un elemento importante per la programmazione degli investimenti e delle offerte commerciali.

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x