L’intelligenza artificiale comincia ad avere un’influenza pesante sugli organici delle grandi compagnie di telecomunicazioni. Non più soltanto sperimentazioni nei call center o algoritmi per ottimizzare le reti, ma piani industriali che prevedono migliaia di posti di lavoro in meno, strutture organizzative più snelle e una progressiva automazione delle attività. L’AI sta diventando uno degli strumenti con cui le telco cercano di recuperare redditività in un mercato caratterizzato da margini sotto pressione e investimenti infrastrutturali elevati. Ma sta anche aprendo una questione destinata a diventare centrale per l’intero settore: che cosa accadrà ai lavoratori le cui mansioni saranno trasformate o sostituite dalle nuove tecnologie?
L'APPROFONDIMENTO
Telco e AI, Virgin Media O2 annuncia maxi-tagli: gli altri casi, i posti a rischio, la sfida del reskilling
La compagnia britannica annuncia un piano da 800 milioni di sterline di risparmi annui e migliaia di posti di lavoro a rischio. Da BT a Proximus e Telstra, l’intelligenza artificiale entra nelle strategie di riduzione dei costi. EY e PwC avvertono: senza reskilling e nuovi modelli di business, l’efficienza non basta a garantire crescita
Giornalista

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