La provincia di Roma sempre più wireless

Entro il 2010 saranno 500 i punti di accesso gratuiti. A Roma verranno installati 250 hot spot

Pubblicato il 18 Mar 2010

La provincia di Roma sempre più wireless
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Si allarga la rete wi-fi della provincia di Roma. Entro la fine del
2010 saranno ben 500 i punti di accesso gratuiti, su tutto il
territorio della capitale.
Ad annunciarlo è stato il presidente della Provincia, Nicola
Zingaretti, durante il convegno “Punto wi-fi: giornata di studio
su regole, scenari e salute”.
“La rete provinciale – ha spiegato Zingaretti – sta crescendo sul
territorio, favorendone la modernizzazione: presto raggiungeremo la
quota dei 500 punti di accesso in tutta la Provincia e ci
integreremo con attività commerciali e grandi partner. Qualcuno
all’inizio ha storto il naso, perché il servizio pubblico
gratuito sta sostituendo quello privato a pagamento, ma poi tutti
ne hanno capito i vantaggi”.

Secondo un sondaggio effettuato dalla Provincia infatti l’83% dei
2.500 utenti iscritti al servizio, si ritengono “molto
soddisfatti”. Tra loro, l’82% giudica adeguata la velocità di
accesso, il 90% considera il processo di log-in e registrazione
facile e veloce e, per il 58%, Provincia Wi-Fi ha
significativamente migliorato le possibilità di accesso al
web.
Attualmente  gli hot spot attivati dall’amministrazione
provinciale sono 237: 137 nella capitale e 93 nel territorio
circostante.
Si tratta del più imponente progetto in Italia per la diffusione
del Wi-Fi per numero di abitanti coinvolti (circa 4 milioni di
persone), superficie del territorio (5 mila chilometri quadrati) e
Comuni interessati (121).

A Roma intanto verranno installati altri 250 punti di accesso
Internet, in diversi punti della città, tra cui: Villa Borghese,
Villa Ada, Villa Doria Pamphili, Villa Torlonia, Auditorium Parco
della Musica, piazza Navona e piazza di Spagna. E senza alcun
rischio per la salute pubblica: “Gli studi sui potenziali rischi
dei campi elettromagnetici dei nostri hot-spot, sostenuti con
cinque borse di studio di 12mila euro ciascuna alla Caspur, hanno
rilevato l’ assenza di elementi dannosi alla salute dell’
uomo”, ha sottolineato Zingaretti.
Secondo i dati degli studi effettuati, infatti, il campo
elettromagnetico generato da un access point a un metro di distanza
è pari a circa 0,6 volt/ metro, ossia venti volte inferiore
rispetto al limite fissato dalla normativa europea (20 v/m) e un
decimo rispetto a quello della legge italiana (6 v/m).

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