LA NUOVA SQUADRA

La banda ultralarga nelle mani di Palazzo Chigi: nasce il Cobul

Il Piano appena approvato prevede la costituzione di un comitato ad hoc coordinato dalla Presidenza del Consiglio che vede in campo anche Mise, Infratel, Agid e Agenzia per la Coesione. Ad Agcom il compito di fare le regole e di contribuire a monitorare l’attuazione della strategia. Il Piano sarà aggiornato ogni sei mesi

Pubblicato il 06 Mar 2015

Mila Fiordalisi

AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
La banda ultralarga nelle mani di Palazzo Chigi: nasce il Cobul

Sarà la Presidenza del Consiglio a coordinare l’attuazione della strategia per la banda ultralarga e a dare conto dei risultati raggiunti ogni sei mesi a partire dal secondo semestre di quest’anno. È quanto si legge nel Piano approvato dal Cdm del 4 marzo che fissa nero su bianco la costituzione del Cobul – il Comitato per la diffusione della Banda Ultralarga – che vede in campo in pole position la Presidenza del Consiglio insieme con Mise, Agid, Infratel e Agenzia per la Coesione.

In dettaglio, si legge sul documento, l’attuazione della strategia per il settore pubblico è delegata a Infratel “eventualmente anche in coordinamento con le in-house regionali”. Regioni, Province autonome e Comuni definiscono i programmi operativi con il supporto tecnico di Infratel Italia e il coordinamento dell’Agenzia per l’Italia digitale.

Per favorire le sinergie il Mise da parte sua, anche in coordinamento con Unioncamere e altre associazioni di categoria “stimolerà l’aggregazione preventiva della domanda di connettività nelle aree bianche più densamente abitate e ricche di imprese. L’Agid invece si occuperà di favorire la collaborazione nell’ambito della realizzazione dei progetti La Buona Scuola, Salute e Giustizia Digitale, il Programma Smart Cities e il Piano di razionalizzazione Ict in logica cloud della Pubblica Amministrazione, “ottimizzando e razionalizzando gli investimenti pubblici”.

Le attività di monitoraggio vedranno in prima fila l’Agcom che affiancherà il Cobul insieme con l’Agenzia per la Coesione. Agcom – si legge nel Piano – ha il compito di definire il contesto regolamentare all’interno del quale si muove, e si muoverà, lo sviluppo della banda ultralarga, definendo le tariffe di accesso e gestendo la regolazione di settore, relativamente al calcolo degli eventuali extra profitti dell’aggiudicatario di finanziamenti pubblici (claw-back), come descritto nella sezione monitoraggio. L’Agcom avrà anche il ruolo di verificare la velocità effettiva di connessione nelle aree interessate dal progetto e l’andamento degli abbonamenti a banda ultralarga ad almeno 100 Mbps, che comunicherà all’Agid, rendendo così possibile la valutazione dell’impatto delle misure a sostegno della domanda. L’Agenzia per la Coesione eserciterà i suoi poteri di coordinamento e

controllo della spesa valutando e, talvolta, indirizzando i piani regionali, nonché monitorando l’attuazione della misura sia attraverso il Cobul sia analizzando i dati pubblicati dal Mise. L’Agenzia potrà anche definire direttamente iniziative di sviluppo e, coordinando le Regioni e le Province Autonome, attuare tutte le misure che consentano l’ottimizzazione delle risorse assegnate e il contenimento dei costi operativi.

All’interno di questo quadro, le Regioni e le Province Autonome (R&P), che hanno competenza diretta in materia, definiscono i programmi operativi, stabiliscono le priorità di intervento e dunque i modelli da applicare in coerenza con la presente strategia. Con il supporto del Mise e di Infratel, realizzano anche autonomamente i propri piani infrastrutturali e gestiscono le risorse adibite al finanziamento della strategia.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x