Jeremy Rifkin: “Per le reti elettriche modello Internet”

Il presidente della Foundation on Economic Trend: “Gli edifici dovranno essere riconfigurati sulla base dei principi di progettazione che hanno reso possibile lo sviluppo di Internet. Per condividere l’energia in modalità peer-to-peer”

Pubblicato il 01 Giu 2010

Jeremy Rifkin: “Per le reti elettriche modello Internet”
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"Le città del futuro? Dovranno essere progettate ispirandosi
alla rete Internet". Parola di Jeremy Rifkin presidente della
Foundation on Economic Trend e principale “architetto” della
Terza Rivoluzione Industriale dell’Unione Europea, che fa leva su
quattro pilastri: utilizzo delle energie rinnovabili, riconversione
degli edifici come centrali elettriche, adozione dell'idrogeno
in qualità di strumento dei immagazzinamento dell'energia e
distribuzione dell'energia in modalità "diffusa"
ossia sulla base dei principi che regolano la diffuisione delle
informazioni nelle reti informatiche.

Rifkin ha illustrato il piano europeo in occasione del convegno
"Idrogeno: tra bugie e realtà” che oggi alla Camera dei
deputati ha visto presenti alcuni fra i massimi esperti
internazionali di politiche energetiche, scienziati e
accademici.

 “L’idrogeno – sottolinea Rifkin – è versatile come il
digitale”, ma le reti energetiche dovranno essere
“riconfigurate sulla base degli stessi principi di progettazione
che hanno reso possibile lo sviluppo di Internet per produrre
energia rinnovabile e condividerla in modalità
peer-to-peer”. 

Di fatto il modello ispiratore è quello delle smart grid: "Le
nuovi reti intelligenti o le inter-reti rivoluzioneranno il modo in
cui l’energia viene prodotta e distribuita – continua Rifkin-.
Proprio come i sistemi informativi di seconda generazione
permettono alle aziende di collegare migliaia di computer, creando
una potenza di calcolo distribuita maggiore rispetto a quella di
computer centralizzati più potenti al mondo -grazie all’accesso
a reti energetiche intelligenti -, milioni di produttori di energia
rinnovabile sono potenzialmente in grado di produrre e condividere
energia in maniera distribuita e aiutare così l'Ue a
raggiungere l'obiettivo di decarbonizzazione dell’offerta di
energia elettrica entro il 2050".

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