Giornali in abbonamento su iPad: Jobs si allea con gli editori?

Allo studio una sorta di iTunes dell’editoria che farebbe leva sul revenue sharing. Gli editori al bivio: si perderebbero introiti ma si amplierebbe la fetta di mercato

Pubblicato il 22 Set 2010

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Giornali in abbonamento su iPad: Jobs si allea con gli editori?

Gli analisti lo avevano detto: l’iPad darà nuovo smalto al
business dei tradizionali gruppi editoriali. Come? Con abbonamenti
per leggere giornali e riviste direttamente sul tablet della Apple.
L’idea sarebbe già in cantiere presso la società della Mela,
secondo le indiscrezioni del Wall Street Journal: Apple sarebbe
pronta ad annunciare la nuova offerta, un abbonamento ai titoli dei
grandi editori della carta stampata, addirittura tra un mese o due,
oppure, dicono altre fonti, a inizio anno prossimo, quando verrebbe
lanciata anche una nuova versione dell’iPad.

In vera ottica do ut des, l’iPad si allea alla carta stampata
promettendo di restituire vigore a un business spento al tempo
stesso differenziandosi dalla concorrenza: i tanti tablet in arrivo
sul mercato basati sul software di Google. La logica è la stessa
con cui Apple ha già conquistato le vendite online di musica con
iTunes, e proprio per questo alcuni editori sono diffidenti,
temendo di concedere alla società dell’iPad una forte influenza
anche sul mercato di giornali e riviste.

Al momento Apple non vende abbonamenti bensì edizioni mensili ad
hoc per iPad di alcuni giornali e riviste, alcune a pagamento,
altre gratis. Gli abbonamenti però sono un business molto più
importante per l’editoria: negli Usa sette giornali o riviste
ogni dieci sono venduti tramite questo canale. E poi gli
abbonamenti sono preziosi per gli editori perché contengono nomi,
indirizzi, email, numeri di carta di credito e altre informazioni
utili ad attrarre inserzionisti e a studiare offerte su misura per
i lettori.

Apple avrebbe già discusso del progetto con aziende quali Time
Inc. di Time Warner, Condé Nast, News Corp. e le divisioni
editoriali di Hearst Corp.; non è chiaro se la proposta raccolga
più entusiasmo o diffidenza, ma un editore avrebbe già dato il
suo sì. Del resto, nonostante i contro (il servizio di abbonamento
non darebbe agli editori automaticamente accesso alle informazioni
personali dei clienti dell’iPad e Apple potrebbe trattenere il
suo tipico 30% sulle vendite), gli editori sono attratti dalla
possibilità di aprirsi ai 160 milioni di account attivi Apple.
Quest’ultima, da parte sua, sarà sicuramente disposta a trovare
modi per condividere nomi e altri dati sui clienti dell’iPad con
gli editori, per esempio offrendo un numero gratis in cambio
dell’accesso ad alcune informazioni personali.

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