IL PROVVEDIMENTO

Linfa digitale per i piccoli Comuni, dalla Camera ok alla legge

Diffusione della banda larga, sostegno all’artigianato innovativo e semplificazione i pilastri della proposta di elegge approvata all’unanimità e destinata alle realtà con meno di 5mila abitanti. Per le aree in condizioni di maggior difficoltà previsto uno stanziamento di 100 milioni per il periodo 2017-2023. La palla al Senato

Pubblicato il 28 Set 2016

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Diffusione della banda larga e misure di sostegno per l’artigianato digitale, ma anche semplificazione per il recupero dei centri storici in abbandono o a rischio spopolamento anche per la loro conversione in alberghi diffusi, con un connubio di tecnologia e green economy: sono questi alcuni tra i punti di forza della proposta di legge sul sostegno dei comuni con popolazione inferiore a cinquemila abitanti e dei territori montani e rurali che è stata approvata all’unanimità dall’Aula della Camera e ora passa al Senato.

Il provvedimento nasce da un testo presentato dal presidente della commissione Ambiente Ermete Realacci (Pd) ed ha impiegato tre anni per arrivare al voto dell’Aula. Come ha ricordato Realacci in discussione generale, è la quarta volta in quattro legislature che la proposta di legge sui piccoli Comuni viene approvata a Montecitorio, ma finora si e’ sempre arenata al Senato.

Il testo approvato a Montecitorio, cui in Aula sono state apportate diverse modifiche rispetto a quello uscito dalla commissione che hanno accolto istanze di tutti i gruppi parlamentari, riguarda 5.585 comuni, circa il 70% dei 7.998 comuni italiani, oltre il 50% del territorio nazionale. Ci vivono oltre 10 milioni di cittadini, il 16,59% della popolazione italiana. Nei Piccoli Comuni vengono prodotti il 93% delle DOP e degli IGP accanto al 79% dei vini più pregiati. Il provvedimento contiene interventi di manutenzione del territorio con priorità per la tutela dell’ambiente e la prevenzione del rischio idrogeologico.

Vengono poi previsti misure per la messa in sicurezza di strade e scuole e interventi di efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico; la acquisizione e riqualificazione di terreni ed edifici in abbandono; la possibilità di acquisire case cantoniere da rendere disponibili per attività di protezione civile, volontariato, promozione dei prodotti tipici locali e turismo; la realizzazione di itinerari turistico-culturali ed enogastronomici e di mobilità dolce; la possibilità di acquisire binari dismessi e non recuperabili all’esercizio ferroviario da utilizzare come piste ciclabili”.

Una particolare attenzione è riservata ai servizi: è prevista una dotazione una razionale ed efficiente, con ad esempio la possibilità per i centri in cui non ci sono uffici postali di pagare bollette e conti correnti presso gli esercizi commerciali. Per finire: arriverà la facoltà di istituire, anche in forma associata, centri multifunzionali per la fornitura di una pluralità di servizi in materia ambientale, sociale, energetica, scolastica, postale, artigianale, turistica, commerciale, di comunicazione e sicurezza, oltre che per attività di volontariato e culturali. Via libera anche ad interventi in favore dei cittadini residenti e delle attività produttive insediate nei piccoli Comuni, alla promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta e del loro utilizzo anche nella ristorazione collettiva pubblica. Per le aree oggi in condizioni di maggior difficoltà è previsto uno specifico stanziamento di 100 milioni per il periodo che va dal 2017 al 2023.

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