Il Cybersecurity Act rischia di trasformarsi in uno dei dossier più delicati per il futuro delle telecomunicazioni europee. Se da un lato la revisione della normativa punta a rafforzare la sicurezza delle infrastrutture digitali, dall’altro potrebbe generare un impatto economico senza precedenti per gli operatori. Secondo un nuovo studio di Gsma Intelligence, l’obbligo di rimuovere dalle reti europee le apparecchiature dei fornitori extra Ue classificati come “high-risk vendors” comporterebbe un costo diretto compreso tra 30 e 40 miliardi di euro, cui si aggiungerebbe un forte incremento dei prezzi delle apparecchiature e un rallentamento degli investimenti in 5G e fibra.
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Cybersecurity Act, il conto per le telco europee può arrivare a 40 miliardi
L’eventuale esclusione dei fornitori extra Ue considerati ad alto rischio dalle infrastrutture di comunicazione comporterebbe un forte aumento dei costi di investimento e un rallentamento nello sviluppo delle reti di nuova generazione. L’analisi di Gsma Intelligence accende il dibattito sugli effetti economici della revisione normativa

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