Il 2026 si profila come un anno di forte pressione sul fronte della cybersecurity, segnato da una convergenza strutturale tra tensioni geopolitiche, trasformazione tecnologica e attività criminali. Le previsioni delineano uno scenario in cui attori statali, gruppi di Advanced Persistent Threat (APT) ed ecosistemi di eCrime continueranno a operare con livelli elevati di intensità, sfruttando superfici di attacco in costante espansione e modelli operativi sempre più ibridi. I confini tra spionaggio, sabotaggio e criminalità risultano sempre meno definiti, con un impatto diretto sulla stabilità digitale di governi, imprese e infrastrutture critiche.
l’analisi
Geopolitica, AI e criminalità digitale: la cybersecurity entra in una nuova fase di pressione
Il 2026 aumentano le minacce ibride tra attori statali e criminalità, con rischi in crescita per droni e sistemi autonomi, frodi su smartphone e agenti basati su intelligenza artificiale in cloud e ambienti aziendali. Ransomware e furto di credenziali restano centrali, insieme a cooperazione e intelligence condivisa
Country manager, Eset Italia

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