Le app di messaggistica sono diventate uno dei principali terreni d’azione per il cybercrime. Secondo una nuova ricerca globale condotta da Kaspersky, in Italia un singolo messaggio dall’aspetto attendibile può causare una perdita media di 770 euro, mentre oltre la metà delle truffe va a buon fine entro 30 minuti.
Il fenomeno riguarda canali utilizzati ogni giorno per comunicare con familiari, colleghi, aziende e servizi di consegna. In testa alla classifica italiana ci sono WhatsApp, coinvolto nel 54% dei casi, SMS e iMessage al 35% e Instagram al 20%.
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La velocità è l’arma dei truffatori
La rapidità rappresenta uno degli elementi più critici. In Italia il 56% delle vittime ha consegnato denaro o informazioni personali entro mezz’ora, mentre il 23% lo ha fatto in meno di cinque minuti. I criminali puntano sull’urgenza, sulla familiarità del contesto e sulla fiducia che gli utenti ripongono nelle conversazioni digitali.
Spesso la frode attraversa più piattaforme: il 43% degli episodi coinvolge più canali, passando per esempio dagli SMS a WhatsApp o da WhatsApp a Telegram, con messaggi costruiti per imitare notifiche e conversazioni abituali.
“I truffatori utilizzano contesti riconoscibili, ambienti sociali familiari e norme linguistiche consolidate per far credere alle vittime che le loro decisioni siano razionali e ragionevoli in quel momento – spiega Elisabeth Carter, linguista forense e criminologa presso la Kingston University di Londra – In realtà, costruiscono false realtà che portano le persone a compiere azioni dannose senza rendersene conto. Tenetevi vicini amici e familiari e raccontate loro cosa fate online, perché dall’esterno è molto più facile accorgersi quando qualcosa non va”.
Danni economici e furto di dati personali
Le conseguenze economiche sono immediate. Il 36% delle vittime italiane ha subito una perdita finanziaria, mentre il 38% ha denunciato il furto di dati personali, tra numeri di telefono, indirizzi e-mail, informazioni sull’abitazione e credenziali di accesso.
La perdita media di 770 euro può pesare in modo rilevante sui bilanci familiari, soprattutto in una fase di forte pressione sul costo della vita. Per il 19% delle vittime il danno ha superato i 1.158 euro, mentre il 29% dichiara di essere stato truffato tre o più volte negli ultimi sei mesi.
L’intelligenza artificiale rende le frodi più credibili
Le truffe via messaggio colpiscono ormai tutte le generazioni, dalla Generazione Z alla Generazione X. La familiarità con il digitale offre una protezione limitata quando i messaggi sono costruiti per apparire realistici e personalizzati.
Secondo Kaspersky, l’intelligenza artificiale accelera questa trasformazione. Le vittime indicano l’uso di messaggi generati dall’IA nel 41% dei casi e di voci clonate, immagini o video deepfake nel 46%. I criminali riescono così a imitare tono di voce, stile di scrittura e relazioni personali, rendendo più difficile distinguere una richiesta autentica da un tentativo di frode.
L’impatto emotivo dura nel tempo
Il danno non si esaurisce nella perdita economica. Subito dopo la scoperta della truffa, le vittime dichiarano di aver provato soprattutto rabbia, frustrazione e sconforto. A distanza di mesi, il 54% continua a provare rabbia, il 33% frustrazione e il 23% sconvolgimento.
Questa persistenza evidenzia come le frodi digitali abbiano un impatto psicologico profondo, alimentato dal senso di vulnerabilità e dalla perdita di fiducia nelle comunicazioni online.
Protezione digitale, consapevolezza e verifica autonoma
Per Kaspersky, la risposta passa da comportamenti più prudenti e da strumenti capaci di intercettare link dannosi e attività sospette in tempo reale. Fermarsi prima di reagire a messaggi urgenti, verificare l’identità del mittente attraverso canali indipendenti e proteggere gli account con password uniche sono passaggi sempre più centrali.
“Questa nuova ondata di truffe via messaggio è progettata per risultare indistinguibile dalla comunicazione quotidiana – sottolinea Marc Rivero, Lead Security Researcher del Global Research & Analysis Team (GReAT) di Kaspersky – Inoltre, l’intelligenza artificiale sta accelerando questa tendenza, aiutando i truffatori a imitare in modo convincente marchi, voci familiari e relazioni personali su larga scala”.
“Di conseguenza, la sola consapevolezza non è più sufficiente a proteggersi – conclude Rivero – Le persone devono imparare a riconoscere i rischi prima di essere spinte a prendere decisioni affrettate. Combinare semplici abitudini, come fermarsi un attimo e verificare autonomamente i dettagli di contatto, con strumenti di sicurezza affidabili in grado di rilevare e bloccare le minacce in tempo reale, è oggi essenziale per rimanere protetti”.







