“Affidare alle Regioni un ruolo di coordinamento territoriale delle politiche per l’innovazione e per il digitale. Sono le amministrazioni regionali infatti, a operare da tempo in prima linea, attuando le disposizioni europee e nazionali in materia. E di fronte a nuove sfide quali l’intelligenza artificiale, la gestione dei dati e la sicurezza cibernetica, necessitano di ampliare la loro capacità di governo e di intervento nel rispetto delle specificità dei singoli territori”.
È quanto proposto dall’assessore regionale ai Sistemi informativi del Friuli Venezia Giulia Sebastiano Callari, nella sua veste di presidente della commissione Agenda digitale della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ai componenti della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, riunita in videoconferenza per approfondire temi legati al Libro bianco sull’intelligenza artificiale, le strategie europee per i dati e la sicurezza cibernetica.
“Non si tratta – ha aggiunto l’assessore – di una richiesta meramente di ruolo: le Regioni, negli anni, hanno costruito veri e propri ecosistemi dell’innovazione, affiancando gli Enti locali e indirizzando risorse nel sistema economico produttivo dei rispettivi territori, anche attraverso la programmazione dei fondi strutturali”.
Rispondendo alle domande rivolte dalla Commissione parlamentare presieduta da Alessandro Morelli sulle prime sperimentazioni legate alla tecnologia di rete mobile 5G che hanno suscitato l’opposizione da parte di alcuni Enti locali, si legge in una nota, Callari ha fatto sapere che il tema verrà affrontato nella prossima riunione del Cobul.
“Non meno urgente per le Amministrazioni regionali – ha aggiunto Callari – è la necessità di giungere a una chiarificazione sul modello nazionale di servizi data center e cloud per il settore pubblico, che faccia perno e valorizzi i sistemi e le strutture già sviluppate a livello territoriale.



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