Entro il 2028, il 60% delle aziende multinazionali suddividerà gli stack di intelligenza artificiale in aree sovrane, con un forte impatto sui costi di integrazione (che triplicheranno). È l’impatto delle esigenze di sovranità sulle strategie It, che modelleranno le prossime mosse dei chief information officer delle grandi aziende, come si legge nell’ultimo report di Idc “FutureScape: Worldwide AI-Fueled Business Strategies 2026 Predictions”.
L'ANALISI
AI, privacy e geopolitica: le aziende a caccia di partner che offrono “zone sovrane”
Si frammenta il sogno di un’unica architettura di intelligenza artificiale globale: anche se ciò triplicherà i costi di integrazione, le multinazionali sceglieranno di dividere gli stack di intelligenza artificiale in aree distinte per giurisdizione, rivolgendosi a fornitori cloud e di piattaforma nazionali o regionali
ex alunna dell'Università La Sapienza e attuale alunna dell'Università RomaTre

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