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Audience digitali, Italia apripista: standard unici e convergenza su Audicom



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Agcom approva una misura innovativa che supera la frammentazione tecnologica e tutela il pluralismo: la misurazione del pubblico dei contenuti diffusi originariamente ed esclusivamente su digitale dovrà essere effettuata dal Joint Industry Committee competente. Anitec-Assinform: “Audiovisivo più efficiente e moderno”

Pubblicato il 26 mar 2026



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Una misura innovativa a livello europeo con cui l’Italia, grazie ad Agcom, si dota di metodologie unificate di misurazione dell’audience digitale, superando la frammentazione tecnologica e tutelando il pluralismo.

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha infatti approvato, con il voto contrario della Commissaria Elisa Giomi, il provvedimento di chiusura dell’istruttoria, finalizzata all’analisi delle metodologie di misurazione dei contenuti diffusi dalle piattaforme digitali per definire indirizzi e prescrizioni idonei a garantire dati di audience trasparenti, comparabili e affidabili.

L’Autorità ha quindi approvato una misura che, in linea con quanto previsto dal Regolamento EU 2024/1083 (Emfa) e con i precedenti indirizzi già espressi, attribuisce all’Italia un ruolo di apripista. All’esito del procedimento, l’Autorità ha ritenuto che la misurazione dell’audience dei contenuti diffusi originariamente ed esclusivamente in ambiente digitale debba essere effettuata dal Joint Industry Committee competente, Audicom.

Rilevazione delle audience digitali, standard condivisi

L’istruttoria sulle metodologie di misurazione dei contenuti diffusi dalle piattaforme digitali è stata avviata alla luce della crescente rilevanza economica della misurazione delle audience digitali per il mercato pubblicitario e della necessità di superare l’attuale frammentazione metodologica.

L’indagine ha coinvolto tutti gli operatori del settore (fornitori di servizi media lineari, tra cui Rai, Mediaset, Sky, La7, e non lineari, tra cui Netflix e Amazon Prime, piattaforme Ott come Google, istituti di ricerca quali Gfk, Ipsos, Nielsen e Comscore e associazioni di investitori pubblicitari, quali Upa, Una e Iab).

La mancanza di standard condivisi e di metodologie certificate, indipendenti e verificabili, presenta rischi in termini di distorsione del mercato e tutela del pluralismo. Per tali ragioni, l’Autorità ha approvato una misura innovativa a livello europeo che, in linea con quanto previsto dal Regolamento EU 2024/1083 (EMFA) e con i precedenti indirizzi già espressi, attribuisce all’Italia un ruolo di apripista, ritenendo che la misurazione dell’audience dei contenuti diffusi originariamente ed esclusivamente in ambiente digitale debba essere effettuata dal Joint Industry Committee competente, Audicom, secondo metodologie conformi ai principi di trasparenza, imparzialità, comparabilità e verificabilità.

Il ruolo di Audicom e della metodologia Sdk

Il provvedimento individua nello standard basato su Sdk unico la soluzione metodologica preferibile. Al tempo stesso, ammette il ricorso a soluzioni server-to-server, purché queste rispettino requisiti minimi rigorosi in termini di tracciamento, audit, verifica indipendente e controllo del dato.

Si prevede, inoltre, che Audicom individui uno o più soggetti terzi e indipendenti cui affidare le attività di audit, controllo e verifica della metodologia adottata e provveda tempestivamente all’adeguamento dello statuto e della propria governance allo scopo di assicurare, in linea con l’evoluzione del mercato, una adeguata rappresentanza ai nuovi soggetti che saranno misurati.

Con tale intervento, l’Autorità conferma il proprio ruolo di presidio e di indirizzo nell’evoluzione del sistema dei media e di garanzia nella tutela del preminente interesse pubblico alla trasparenza e affidabilità dei dati di audience in attuazione del mandato conferitole dalla legge istitutiva.

Il commento di Anitec-Assinform

“Accogliamo con favore l’annuncio di Agcom in merito agli esiti dell’istruttoria sulla misurazione cross mediale delle audience”, è il commento di Anitec-Assinform.

Prosegue l’associazione dell’industria Ict: “Attendiamo di leggere la delibera approvata, ma riconosciamo anzitutto all’Autorità la disponibilità all’ascolto su questo tema e la capacità di cogliere l’essenza degli aspetti che abbiamo portato all’attenzione: che operatori tradizionali e servizi streaming nativi appartengono allo stesso universo di fornitori di servizi media audiovisivi ma hanno differenze strutturali e necessità specifiche che si riflettono anche sugli strumenti di rilevazione utilizzati; che strumenti tecnologici differenti possono raggiungere gli stessi obiettivi informativi con output omogenei e nel pieno rispetto dei principi fissati dall’Autorità; che un approccio inclusivo verso la costruzione di un sistema di misurazione condiviso è la strada maestra per valorizzare l’industria audiovisiva e digitale e rendere più efficiente e moderno l’intero settore; che questo approccio pone le basi per fare dell’Italia un modello di riferimento su scala internazionale”.

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