LA MAPPA

Cartoradio, la piattaforma del MIMIT per stimare i campi elettromagnetici: ecco come funziona


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Appena lanciata, la piattaforma gratuita, realizzata dalla Fondazione Ugo Bordoni, permette di consultare su una mappa le stime del campo elettrico in tutta Italia. I dati sono aggregati e non sostituiscono le misurazioni delle Arpa. Ricerca per indirizzo, zoom fino agli edifici e confronto con le soglie: ecco come leggere i risultati

Pubblicato il 16 set 2026



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La mappa Cartoradio per misurare i campi elettromagnetici
La mappa Cartoradio per misurare i campi elettromagnetici




Una mappa nazionale per consultare, area per area, i livelli stimati di esposizione ai campi elettromagnetici. È l’obiettivo di Cartoradio, il servizio pubblico gratuito attivato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e realizzato dalla Fondazione Ugo Bordoni. La piattaforma consente di cercare una località o un indirizzo, ingrandire la cartografia fino ai singoli edifici e leggere attraverso una scala cromatica l’intensità teorica del campo elettrico.

Il Mimit ha annunciato l’avvio del servizio il 10 settembre 2026, presentandolo come uno strumento per rafforzare trasparenza, accessibilità delle informazioni e conoscenza del quadro elettromagnetico italiano. L’operazione rende comprensibili anche al pubblico dati finora destinati soprattutto agli addetti ai lavori, ma richiede una cautela: quelli visualizzati non sono risultati di misurazioni compiute sul posto.

Cartoradio restituisce proiezioni prodotte mediante modelli numerici e cartografici. Il dato rappresentato può quindi differire dal valore rilevabile in un preciso momento con strumenti fisici. Il controllo sul campo e la verifica del rispetto delle soglie di legge restano di competenza delle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente.

Cartoradio: il servizio

Cartoradio mette a disposizione le stime dei livelli di esposizione sull’intero territorio nazionale. Le elaborazioni partono dalla base dati ufficiale del ministero e includono i contributi delle sorgenti considerate dal modello, fra cui infrastrutture di telefonia mobile e impianti radiotelevisivi.

Per le reti mobili la fonte è il Catasto delle sorgenti radiomobili, alimentato ogni tre mesi dagli operatori secondo il decreto direttoriale del 9 dicembre 2024. Le informazioni trasmesse comprendono, tra l’altro, frequenza, larghezza di banda, orientamento e inclinazione dell’antenna, altezza, guadagno e potenza. Nella piattaforma, tuttavia, i risultati sono aggregati e anonimizzati: non compaiono riferimenti ai singoli gestori o impianti.

Lo scopo è offrire una visione complessiva del territorio, non creare un repertorio pubblico delle antenne. La mappa permette inoltre di confrontare i livelli stimati con le soglie previste dal quadro normativo e rimanda a materiali esplicativi per interpretare correttamente numeri e colori.

A chi si rivolge

Il portale è pensato per i cittadini che vogliono conoscere la situazione stimata in una zona specifica, ma può essere utile anche a enti locali, istituzioni, tecnici e soggetti coinvolti nella pianificazione delle reti. L’accesso è libero e non richiede competenze specialistiche: la ricerca geografica e la legenda traducono l’elaborazione tecnica in una consultazione immediata.

L’apertura dei dati al pubblico può contribuire a rendere più documentato il confronto sull’evoluzione delle infrastrutture di telecomunicazione. Il valore informativo dipende però dalla corretta interpretazione del risultato: la mappa rappresenta uno scenario modellistico e non certifica il livello effettivamente presente in un’abitazione, in un ufficio o in un altro punto preciso.

Come funziona Cartoradio

Il territorio italiano è suddiviso in una griglia di celle da 100 per 100 metri. Secondo le informazioni tecniche pubblicate nelle Faq di Cartoradio, i tasselli sono complessivamente 30.209.603 e sono arricchiti con dati amministrativi Istat. Per ogni cella il sistema stima il campo elettrico complessivo prodotto dalle sorgenti che incidono sull’area.

Il calcolo assume un ricevitore isotropo collocato nel centro della cella e applica il principio di sovrapposizione degli effetti. Alla componente empirico-statistica, che distingue scenari urbani densi, urbani, suburbani e rurali, si affianca una componente deterministica per stimare l’attenuazione dovuta all’orografia. Le potenze attribuite alle diverse sorgenti vengono sommate e convertite in campo elettrico secondo le formule indicate dalle linee guida Cei 211-10.

L’utente non vede questo processo, ma il suo risultato cartografico. Può inserire un indirizzo nel motore di ricerca, spostarsi sulla zona selezionata e usare lo zoom fino a riconoscere strade ed edifici. La geolocalizzazione permette inoltre di centrare la mappa sulla posizione del dispositivo, se l’utente concede l’autorizzazione.

Come leggere la mappa

La grandezza scelta per la rappresentazione è il campo elettrico E, espresso in volt per metro (V/m), la metrica normalmente utilizzata per valutare l’esposizione alle radiofrequenze. In condizioni di campo lontano, tipiche delle esposizioni dovute agli impianti mobili e radiotelevisivi, campo elettrico e campo magnetico sono proporzionali; per la valutazione è quindi sufficiente utilizzare una delle due grandezze.

La legenda associa cinque fasce a colori: verde tra 0 e 1 V/m, viola o lilla tra 1 e 6 V/m, rosa tra 6 e 15 V/m, giallo tra 15 e 20 V/m e rosso oltre 20 V/m. La scala aiuta a mettere in relazione la stima con limite di esposizione, valore di attenzione e obiettivo di qualità previsti dalle norme.

Il quadro deriva dal Dpcm 8 luglio 2003, adottato in attuazione della legge quadro 36/2001, e dalle modifiche introdotte dalla legge 214/2023. Per le frequenze comprese fra 3 MHz e 3 GHz il limite di esposizione è 20 V/m, mentre valore di attenzione e obiettivo di qualità sono pari a 15 V/m nei luoghi e nelle aree cui si applicano. La disciplina varia in funzione della frequenza e della destinazione degli spazi: la lettura del colore non può dunque prescindere dal contesto.

Perché una stima può differire da una misurazione

I modelli offrono una rappresentazione uniforme su scala nazionale, ma semplificano una realtà molto più variabile. Morfologia degli edifici, piccoli ostacoli, riflessioni sulle facciate, schermature prodotte dalla vegetazione e condizioni locali possono modificare la propagazione. Anche il traffico della rete conta: gli impianti adeguano l’emissione a chiamate e dati, mentre una simulazione lavora su configurazioni definite dal modello.

Una misurazione strumentale fotografa invece le condizioni effettive nel luogo e nel momento del rilievo. Per questo Cartoradio chiarisce che i suoi valori potrebbero discostarsi da quelli misurati e non sostituiscono l’attività delle Arpa. La distinzione delimita anche l’uso corretto del portale: orientamento e trasparenza a scala territoriale da un lato, controllo tecnico e accertamento del rispetto dei limiti dall’altro.

I dati disponibili e quelli che non ci sono

La piattaforma offre livelli stimati, rappresentazione cromatica e strumenti per esplorare il territorio. Non mette invece a disposizione misurazioni strumentali né serie storiche dettagliate. Chi cerca il dato rilevato sul campo deve consultare i canali delle Agenzie regionali competenti.

Questa separazione evita di attribuire alla mappa un valore certificativo che non possiede. Allo stesso tempo, la pubblicazione di una base nazionale omogenea rende più semplice individuare aree da approfondire e comprendere come i contributi delle diverse infrastrutture concorrano alla stima complessiva.

Il nodo della trasparenza sulle reti

Con Cartoradio il Mimit porta su un’interfaccia accessibile un patrimonio informativo che accompagna lo sviluppo delle reti mobili e radiotelevisive. L’aggiornamento trimestrale dei dati radiomobili è particolarmente rilevante in una fase in cui densificazione delle infrastrutture, capacità delle reti e diffusione del 5G alimentano una domanda crescente di informazioni verificabili.

La scelta di pubblicare valori aggregati tutela i dati riferibili agli operatori e, nello stesso tempo, consente una lettura territoriale. Il banco di prova sarà la capacità di mantenere aggiornate le fonti, spiegare i margini di incertezza e accompagnare i cittadini nella distinzione fra stima e misura. È su questo equilibrio che Cartoradio può diventare uno strumento stabile di trasparenza, senza trasformare una simulazione nazionale in una certificazione puntuale.

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