DAVOS 2023

Chip, von der Leyen: “Presto una legge sulle terre rare per svincolarci dalla Cina”

La presidente della Commissione europea: “Puntiamo a migliorare la raffinazione e la lavorazione di materie prime cruciali per la transizione ecologica e digitale”. E annuncia anche l’istituzione di un fondo sovrano per l’industria

Pubblicato il 17 Gen 2023

europa-commissione-170828155452
“Il Net-zero industry act andrà di pari passo con il Critical raw materials act. Per le terre rare che sono vitali per la produzione di tecnologie chiave, come la generazione di energia eolica, lo stoccaggio dell’idrogeno o o chip, l’Europa dipende oggi al 98% da un paese: la Cina“. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo al Forum economico mondiale di Davos.
“Oppure prendete il litio. Con solo tre paesi che rappresentano oltre il 90% della produzione di litio, l’intera catena di approvvigionamento è diventata incredibilmente tesa. Ciò ha fatto salire i prezzi e sta minacciando la nostra competitività. Quindi, dobbiamo migliorare la raffinazione, la lavorazione e il riciclaggio delle materie prime qui in Europa. E parallelamente lavoreremo con i nostri partner commerciali per collaborare all’approvvigionamento, alla produzione e alla lavorazione per superare il monopolio esistente. Per fare questo, possiamo creare un Critical raw materials club lavorando con partner che la pensano allo stesso modo, dagli Stati Uniti all’Ucraina, per rafforzare collettivamente le catene di approvvigionamento e diversificare dai singoli fornitori. Questo è il primo pilastro: velocità e accesso attraverso il Net-zero industry act”.

Presto un Fondo di sovranità per l’industria

Per realizzare un piano industriale per il Green Deal, l’Ue proporrà un adeguamento temporaneo per “velocizzare e semplificare le nostre norme sugli aiuti di Stato con calcoli più facili e procedure più semplici”, ha anche detto la von der Leyen a Davos, prendendo atto però del fatto che anche “gli aiuti di Stato saranno solo una soluzione limitata che solo pochi Stati membri potranno utilizzare”. E per evitare l’effetto di frammentazione sul mercato unico “dobbiamo anche intensificare i finanziamenti dell’Ue”, ha aggiunto, annunciando che a medio termine, l’Ue metterà a punto “un Fondo europeo di sovranità nell’ambito della revisione intermedia del nostro bilancio” che è prevista a giugno, che per von der Leyen “fornirà una soluzione strutturale potenziare le risorse disponibili per la ricerca a monte, l’innovazione e i progetti industriali strategici fondamentali al raggiungimento dello zero netto”.

Von der Leyen prende atto del fatto che la preparazione del Fondo richiederà tempo e dunque intanto “esamineremo una soluzione ponte per fornire rapidamente supporto mirato dove è più necessario”, ha chiarito, assicurando che la Commissione europea sta attualmente lavorando “duramente su una valutazione delle esigenze” di maggiori finanziamenti. Illustrando gli elementi che andranno a sostegno del piano industriale per il Green Deal ha aggiunto che l’Ue si concentrerà “sullo sviluppo delle competenze necessarie per realizzare la transizione e sul facilitare il commercio aperto ed equo a vantaggio di tutti”, con “catene di approvvigionamento forti e resilienti”.

Vestager: “Non si può costruire competitività industriale da sussidi”

“Gli aiuti di Stato sono una soluzione efficace alle sfide attuali, ma non si può costruire la competitività a partire dai sussidi. Soltanto un mercato unico senza soluzione di continuità, forte e ben funzionante può garantire una crescita sostenibile e a lungo termine”. Così la vicepresidente esecutiva della Commissione Ue e commissaria per la Concorrenza, Margrethe Vestager. Dal momento in cui “resta il fatto” che “il sostegno pubblico non può fare tutto”, la vicepresidente esecutiva della Commissione Ue ha anticipato che “nel medio termine dobbiamo rafforzare le risorse disponibili per la ricerca a monte, l’innovazione e i progetti strategici a livello europeo”. Questo significa da una parte “garantire nuovi e ulteriori finanziamenti a livello europeo” e, dall’altra, “un più alto livello di coordinamento delle politiche, come l’idrogeno, i semiconduttori, l’informatica quantistica, l’Intelligenza artificiale e le biotecnologie”. 

Il metaverso per affrontare le sfide globali

Il World Economic Forum, in collaborazione con Accenture e Microsoft, ha intanto presentato al suo meeting annuale un prototipo del Global Collaboration Village, uno spazio condiviso nel metaverso in cui le organizzazioni possono per informarsi, proporre e trovare soluzioni in merito alle sfide globali più incombenti. Con l’aiuto di circa 80 realtà aziendali leader di settore, il Wef ha potuto oggi ospitare partecipanti provenienti da tutto il mondo nella sua prima sessione multilaterale nel metaverso.
”Con il Global collaboration village, il World Economic Forum sta creando la prima implementazione pubblica della tecnologia metaverso, costruendo un vero e proprio villaggio globale nello spazio virtuale. Grazie al supporto di una eccezionale rosa di partner provenienti dal settore pubblico e privato, il Villaggio potrà utilizzare le capacità pionieristiche del metaverso per affrontare le grandi sfide nel nostro tempo in maniera più aperta e innovativa”, ha dichiarato Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del Forum.
Julie Sweet, presidente e ceo di Accenture, ha aggiunto che ”il metaverso apporterà cambiamenti profondi a tutti i livelli di ogni business, facendo da ponte tra il mondo fisico e digitale e permettendo alle aziende di creare prodotti e servizi innovativi, trasformare le loro operazioni produttive e ripensare il modo in cui lavoriamo”. “Il Global collaboration village apre una nuova strada per la collaborazione tra pubblico e privato, in cui persone e organizzazioni possono fare la propria parte per affrontare i problemi globali e costruire un futuro migliore, tutto in un unico spazio condiviso”, ha sottolineato.
Brad Smith, vicepresidente di Microsoft Corporation, ha commentato: ”Crediamo che il metaverso abbia la potenzialità di cambiare radicalmente il modo in cui comunichiamo e collaboriamo, superando i limiti del mondo fisico per generare delle connessioni di maggiore qualità per tutti”.

Spazi immersivi per rafforzare l’apprendimento e la collaborazione

Il Villaggio sfrutta il potere del metaverso di creare compresenza e connessione per un target eterogeneo e fisicamente disperso. Partendo dal prototipo introdotto a maggio 2022 e servendosi della piattaforma di realtà mista Microsoft Mesh, questo progetto innovativo prevede una serie di spazi immersivi cui si può accedere mediante pc o visore VR. Tra questi: town hall, il ‘centro congressi virtuale’ del Wef per future sessioni, riunioni plenarie, workshops e incontri bilaterali; centri di collaborazione, spazi collaborativi virtuali per uno storytelling immersivo che ispiri cooperazione, favorisca l’apprendimento empirico e generi un impatto tangibile (ad esempio, nell’oceano virtuale i partecipanti possono immergersi e comprendere perché e come proteggere gli ecosistemi marini per preservare la vita, sia acquatica sia terrestre); stakeholder campus, dove i partner del Forum possono riunire i propri stakeholders e creare nuove collaborazioni per trovare soluzioni innovative alle sfide globali.
Nel corso del prossimo anno, il Wef inviterà le organizzazioni a servirsi di questi spazi immersivi per rafforzare l’apprendimento e la collaborazione. L’obiettivo è quello di rinvigorire la cooperazione internazionale a partire da quattro principi: cooperazione globale verso soluzioni condivise; immersione interattiva per una migliore comprensione; ampia partecipazione mediante discussioni inclusive; e azioni individuali e collettive come catalizzatori di massimo impatto.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati