La sanzione di oltre 14 milioni di euro comminata da Agcom a Cloudflare per la mancata esecuzione degli ordini antipirateria legati al Piracy Shield è stata immediatamente letta dagli addetti ai lavori come qualcosa di più di una controversia tra un’autorità nazionale e un fornitore di infrastrutture internet. La durezza della reazione del CEO Matthew Prince, che ha parlato di richiesta di “censurare contenuti non solo in Italia ma a livello globale” definendola “disgustosa” e promettendo battaglia “in nome dei valori democratici”, ha trasformato il dossier in un caso emblematico di attrito tra giurisdizione europea e big tech statunitensi.
L’analisi
Cloudflare-Agcom, il caso che mette alla prova la sovranità digitale italiana ed europea
La maxi-sanzione antipirateria e la reazione del CEO di Cloudflare diventano un test sulla capacità delle autorità nazionali di imporre le proprie regole a un’infrastruttura globale, tra vincoli tecnici, diritti fondamentali e nuovi equilibri geopolitici. Ecco le reazioni degli esperti

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