Il distributed cloud networking entra nella fase di maturità e diventa un pilastro delle strategie digitali. Il nuovo report di Dell’Oro Group prevede ricavi globali per 21 miliardi di dollari nel 2029, con un tasso di crescita annuo del 30%. La categoria riunisce piattaforme e servizi capaci di garantire continuità tra connettività, policy e telemetria lungo tutta la catena utente-applicazione, dal Wan alle infrastrutture distribuite. L’avvento di architetture ibride e dei nuovi flussi generati dall’AI alza il costo operativo dei silos, spingendo le imprese verso modelli unificati.
Secondo Mauricio Sanchez, direttore Enterprise Security and Networking di Dell’Oro Group, “gli acquirenti di Dcn stanno andando oltre gli upgrade isolati e stanno dando priorità alle architetture che riducono le fratture operative tra connettività, sicurezza e telemetria affinché la risposta agli incidenti e il change control seguano un unico filo conduttore”. Il paradigma cambia perché, come osserva lo stesso Sanchez, “il Dcn collega l’esperienza utente-applicazione con i punti in cui si applicano le policy e la visibilità, motivo per cui i controlli adiacenti alle applicazioni stanno influenzando decisioni sulla Wan che prima dipendevano soprattutto dal trasporto”.
Il cambio di prospettiva si inserisce in una trasformazione più ampia. Il recente report “The End of the Cloud as We Know It” di Klecha & Co. evidenzia il tramonto del modello monolitico e l’ascesa di un cloud federato, policentrico, dove hyperscaler, infrastrutture sovrane ed edge computing convivono con nodi altamente specializzati. L’orchestrazione dei carichi distribuiti diventa il nuovo terreno competitivo.
Indice degli argomenti
L’asse applicativo spinge l’evoluzione del perimetro
La crescita più dinamica si concentra nel segmento applicativo. Le imprese cercano piattaforme capaci di portare policy coerenti e telemetria unificata vicino ai carichi, sia nei cloud pubblici sia nei data center privati e nei nodi edge. La natura sempre più variabile dei percorsi di delivery impone strumenti di orchestrazione che semplificano la collocazione delle policy e accelerano il troubleshooting. La domanda si orienta verso soluzioni che riducono i passaggi tra team di networking e sicurezza, migliorando la velocità di intervento e la stabilità operativa.
Il quadro si allinea alla frattura architetturale descritta da Klecha & Co., dove l’AI accelera la transizione verso un tessuto multi-tier. Gli hyperscaler mantengono il ruolo centrale nell’addestramento dei modelli, mentre cloud sovrani ed edge supportano inferenza e analisi a bassa latenza. L’orchestrazione intelligente diventa quindi una componente critica. La latenza si trasforma in variabile economica e indirizza le scelte infrastrutturali.
Il middle mile ritrova centralità
Il cuore del Dcn resta il middle mile. La performance applicativa non dipende solo dall’ultimo miglio, ma dal modo in cui i carichi attraversano reti eterogenee e punti di interconnessione cloud. Imprese e provider chiedono trasporto prevedibile e resilienza, insieme a responsabilità end-to-end. La prossimità ai cloud on-ramp e l’estensione di backbone capaci di garantire continuità operativa diventano elementi discriminanti.
Il modello si sovrappone ai nuovi equilibri competitivi. Gli hyperscaler affrontano un ciclo di investimento continuo in infrastrutture ad alta densità e flotte di Gpu, mentre nascono piattaforme specializzate focalizzate su addestramento e inferenza. La capacità di garantire percorsi stabili, ottimizzati per applicazioni sensibili alla latenza, produce nuovi vantaggi differenziali.
Il nuovo ruolo dell’edge utente
Sul fronte dell’accesso, la convergenza tra secure access, SD-Wan e policy enforcement ridisegna il perimetro. Le imprese chiedono controlli coerenti e trasportabili tra sedi, utenti remoti e ambienti cloud. L’integrazione con middle mile e application edge diventa una condizione necessaria affinché telemetria ed esperienza restino allineate dal punto d’ingresso fino al workload. Si afferma così un modello end-to-end in cui sicurezza, connettività e controllo convivono su un’unica trama logica.
Parallelamente cresce il ruolo dell’edge computing come componente strutturale. La capacità di elaborare in prossimità riduce congestione e costi di uscita, garantendo prestazioni real-time. Telco e Reit convertono centrali locali in micro data center, mentre piattaforme neocloud puntano su modelli aperti e policy-as-code.
Governance, sovranità e vincoli energetici ridisegnano il mercato
La spinta regolatoria accelera la nascita di architetture federate. Sovranità digitale, compliance e politiche di localizzazione entrano nei criteri di scelta e producono nuove mappe competitive. La frammentazione non rappresenta più un limite, ma un paradigma dove la conformità diventa parte dell’architettura.
La dimensione energetica pesa in modo crescente. La trasformazione del calcolo in asset infrastrutturale porta nuovi investitori e spinge verso campus ad alta densità, mentre la disponibilità di energia determina la geografia dello sviluppo. Le imprese devono quindi integrare policy, orchestrazione e footprint energetico in un’unica strategia.
L’Italia nel nuovo scenario distribuito
Il mercato italiano segue la traiettoria internazionale. La domanda di cloud sovrano cresce nei settori regolamentati, mentre i carichi sensibili alla latenza migrano verso piattaforme edge. Il valore complessivo ha superato gli 8 miliardi nel 2025, sostenuto da investimenti pubblici e privati. I programmi pluriennali di Aws, Microsoft e Google confermano il posizionamento del Paese in un cluster europeo ad alta crescita, anche se permangono criticità legate all’energia e agli iter autorizzativi.
Verso un continuum federato
Il cloud non scompare, ma cambia natura. Diventa un continuum policentrico, distribuito e policy-aware, dove la creazione di valore si sposta dalla disponibilità delle risorse alla capacità di orchestrare complessità. Nel Dcn si riflette questa transizione, con un ruolo crescente della telemetria integrata e della coerenza delle policy lungo tutto il percorso applicativo. Chi saprà anticipare questo cambio di paradigma guiderà il prossimo ciclo di crescita digitale e industriale.












