La corsa globale al public cloud entra in una nuova fase di espansione. Nel 2026 la spesa mondiale per questi servizi supererà i mille miliardi di dollari, con una crescita superiore al 21% su base annua. A trainare il mercato sono soprattutto l’adozione delle piattaforme di intelligenza artificiale, la modernizzazione delle applicazioni aziendali e la crescente domanda di infrastrutture digitali scalabili. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento della Worldwide Software and Public Cloud Services Spending Guide di IDC.
In questo contesto il cloud consolida il proprio ruolo come infrastruttura strategica per la trasformazione digitale, supportando analytics avanzate, automazione dei processi e nuovi servizi digitali.
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SaaS resta dominante, PaaS cresce più rapidamente
Nel 2026 il Software-as-a-Service (SaaS) continuerà a rappresentare la componente principale della spesa globale, con oltre la metà degli investimenti complessivi nel public cloud. Tra i segmenti più rilevanti emergono in particolare Enterprise Resource Management, software di sicurezza e infrastrutture IaaS, riflesso delle priorità delle imprese nella migrazione al cloud e nella protezione dei dati.
La crescita più dinamica riguarda però il Platform-as-a-Service (PaaS), che nel 2026 registrerà un incremento superiore al 37% anno su anno. Questo modello si sta affermando come piattaforma chiave per lo sviluppo di applicazioni cloud-native, piattaforme dati e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, inclusi ambienti dedicati all’AI generativa e agli agenti intelligenti.
La diffusione del PaaS riflette quindi la necessità delle imprese di accelerare lo sviluppo software e gestire workload sempre più intensivi di dati e analytics in tempo reale.
Banking, software e retail guidano la domanda
Sul piano settoriale, banking, software e servizi informativi e retail saranno i tre comparti con la maggiore spesa globale in public cloud nel 2026, arrivando insieme a rappresentare circa un quarto degli investimenti complessivi.
A questi si affiancano altri settori con livelli di investimento significativi, tra cui servizi professionali e personali, mercati dei capitali, media e intrattenimento, telecomunicazioni e sanità, a dimostrazione di una diffusione ormai trasversale delle piattaforme cloud nelle diverse industrie.
In particolare, la crescita del PaaS risulta particolarmente sostenuta nel banking, nel retail e nell’aerospazio e difesa. Nel settore bancario le istituzioni stanno modernizzando i sistemi core e introducendo applicazioni basate sull’intelligenza artificiale per la gestione del rischio, la prevenzione delle frodi e i servizi bancari in tempo reale. Nel retail, invece, le piattaforme cloud consentono lo sviluppo rapido di applicazioni per pricing dinamico, ottimizzazione delle scorte e commercio digitale.
Stati Uniti ed Europa trainano gli investimenti
Dal punto di vista geografico, gli Stati Uniti si confermano il principale mercato globale del public cloud, con una spesa prevista di 647 miliardi di dollari nel 2026, sostenuta da migrazioni enterprise su larga scala e da importanti investimenti nelle infrastrutture AI degli hyperscaler.
L’Europa occidentale rappresenta il secondo mercato con 255 miliardi di dollari, spinta da programmi di modernizzazione cloud, dalla crescente diffusione del sovereign cloud e da investimenti legati alle normative su protezione dei dati e governance dell’intelligenza artificiale.
Nell’area Asia-Pacifico esclusi Giappone e Cina (APeJC) la spesa raggiungerà invece 84 miliardi di dollari, trainata dall’espansione delle economie digitali, dall’adozione del cloud nelle aziende di medie dimensioni e dalle iniziative pubbliche di trasformazione digitale.
Minonne: il cloud resta centrale per agilità e resilienza
Secondo IDC, la crescita del mercato rimarrà sostenuta anche nei prossimi anni, con tassi a doppia cifra fino al 2029, mentre piattaforme AI, sviluppo cloud-native e soluzioni verticali per industria entreranno sempre più stabilmente nelle strategie digitali delle imprese.
“La spesa per il public cloud continuerà a crescere poiché la migrazione verso il cloud rimane centrale per agilità, resilienza ed efficienza – spiega Andrea Minonne, research manager di IDC – Nel settore aerospazio e difesa, l’aumento dei budget e le crescenti tensioni geopolitiche stanno guidando la domanda di piattaforme cloud sicure che supportino analytics avanzate e sistemi mission-critical, con l’aumento della spesa per la difesa tra i membri della NATO e l’escalation delle tensioni in Medio Oriente che accelerano gli investimenti in ambienti cloud abilitati all’AI e focalizzati sulla sicurezza”.
IDC sottolinea infine che la crescita potrebbe accelerare ulteriormente con una più ampia monetizzazione delle tecnologie di intelligenza artificiale, mentre tra i fattori di attenzione per il mercato figurano frammentazione normativa, carenza di competenze e pressione sull’ottimizzazione dei costi del cloud.


