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Data center, liquid cooling leva per l’AI: spesa globale verso 1.000 miliardi



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I carichi computazionali ad alta densità spingono investimenti record in server e impianti mentre cresce l’attenzione verso le tecnologie di raffreddamento necessarie per supportare infrastrutture sempre più potenti ed energivore. Salvaggio (Faster): “Serve un salto quantico nell’ingegnerizzazione degli impianti”

Pubblicato il 29 giu 2026



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Punti chiave

  • Crescita globale: la spesa per data center ha raggiunto 290 miliardi (2024) e supererà 1.000 miliardi entro il 2030; oltre il 70% del capitale è destinato a server.
  • La gestione termica è critica: il liquid cooling garantisce continuità ed efficienza; Faster propone soluzioni Open Compute (UQD, LQC, SLM) per il Thermal Management.
  • L’Italia emerge come hub mediterraneo: mercato da 7,5 a ~15 miliardi di dollari (2025–2031) e capacità IT da 1,08 a 4,09 mila MW (2025–2030), trainata dal cloud e dall’AI.
Riassunto generato con AI


L’espansione dell’intelligenza artificiale, del cloud computing e dei servizi digitali sta accelerando la trasformazione globale delle infrastrutture IT. Al centro di questa evoluzione ci sono i data center, chiamati a sostenere carichi computazionali sempre più elevati e volumi di elaborazione in costante crescita.

Secondo il Data Center Equipment & Infrastructure Market Report 2025-2030 di IoT Analytics, la spesa mondiale per apparecchiature e infrastrutture destinate ai data center ha raggiunto i 290 miliardi di dollari nel 2024 e supererà i 1.000 miliardi entro il 2030, con una crescita superiore al 250%.

A cambiare il profilo degli investimenti è soprattutto l’aumento della densità di calcolo, spinto dalle applicazioni di intelligenza artificiale generativa e dall’High Performance Computing. Una dinamica che porta in primo piano una sfida sempre più critica: la gestione termica. Per garantire continuità operativa, efficienza energetica e affidabilità dei sistemi, le tecnologie di liquid cooling stanno diventando un elemento strategico nello sviluppo delle infrastrutture digitali.

Server, reti e storage assorbono oltre il 70% dei capitali

L’allocazione dei capitali per i data center evidenzia una netta prevalenza delle infrastrutture IT, vale a dire server, reti e sistemi di archiviazione, che assorbono oltre il 70% delle risorse complessive. Seguono le infrastrutture di impianto, con sistemi elettrici e di raffreddamento che rappresentano il 12% della spesa.

A trainare l’impennata degli investimenti, in particolare per i server, è la crescente domanda di capacità legata all’intelligenza artificiale. Con l’accelerazione dei progetti di GenAI da parte degli hyperscaler e delle principali aziende tecnologiche, il mercato globale dei server per data center è destinato a crescere rapidamente, passando da 204 miliardi di dollari nel 2024 a 987 miliardi entro il 2030.

Il peso strategico del settore emerge anche sul fronte immobiliare. Secondo il Data Center Market Report di Colliers, i data center sono diventati il comparto real estate di punta a livello mondiale, arrivando a rappresentare il 37% della raccolta fondi totale nel 2025, pari a circa 82 miliardi di dollari.

Italia hub emergente nel Mediterraneo

La crescita riguarda anche il mercato italiano. Secondo le stime di Mordor Intelligence, il settore dei data center in Italia è destinato a passare da 7,5 miliardi di dollari nel 2025 a 8,5 miliardi nel 2026, per poi sfiorare i 15 miliardi di dollari entro il 2031. Il tasso di crescita annuale composto previsto per il periodo 2026-2031 è pari al 12,1%.

In termini di capacità di carico IT, il mercato dovrebbe salire da 1,08 mila megawatt nel 2025 a 4,09 mila megawatt entro il 2030, con un CAGR del 30,5%. Una dinamica che rafforza il ruolo dell’Italia come uno dei principali hub emergenti per i data center nell’area mediterranea.

A sostenere questa traiettoria sono l’espansione del cloud hyperscale, le iniziative di digitalizzazione della pubblica amministrazione e la domanda crescente di capacità computazionale legata all’intelligenza artificiale.

Salvaggio: “Serve un salto quantico nell’ingegnerizzazione degli impianti”

“Il settore dei data center sta vivendo una fase di crescita senza precedenti, alimentata dalla fame di calcolo. Le proiezioni verso i 1.000 miliardi di dollari di spesa dimostrano che non si tratta solo di espandere le volumetrie esistenti, ma di compiere un vero e proprio salto quantico nell’ingegnerizzazione degli impianti”, commenta Nicola Salvaggio, Business Development Director for Thermal Management di Faster.

Faster, azienda italiana fondata nel 1951 e attiva a livello globale nella progettazione e produzione di sistemi di connessione idraulica, ha recentemente lanciato una nuova divisione dedicata alla gestione termica.

Liquid cooling, la nuova leva per i data center ad alta densità

Per rispondere alle esigenze delle infrastrutture AI e HPC, Faster ha sviluppato una gamma completa di soluzioni per il Thermal Management conforme alle specifiche Open Compute Project per il liquid cooling dei data center.

Il portafoglio comprende le serie UQD, Universal Quick Disconnect, UQDB, Universal Quick Disconnect Blind, e LQC, Large Quick Connector, progettate per supportare le applicazioni Direct-to-Chip e i sistemi di distribuzione del refrigerante.

Queste soluzioni hanno un ruolo centrale nella gestione e nel trasferimento del fluido di raffreddamento all’interno dell’infrastruttura. Sono progettate per garantire affidabilità nelle applicazioni in cui la prevenzione delle perdite di liquido è un requisito essenziale per assicurare continuità operativa, protezione delle apparecchiature ed efficienza del sistema. Contribuiscono inoltre a migliorare la sicurezza e le prestazioni delle infrastrutture ad alta densità di calcolo.

La serie SLM per le applicazioni ad alta portata

A completare l’offerta si aggiunge la nuova serie SLM, Snap-Lock Modular, sviluppata per applicazioni di liquid cooling ad alta portata, tipicamente impiegate tra le Coolant Distribution Unit e i rack dei data center.

La soluzione integra tecnologia di connessione e valvola con un doppio meccanismo di sicurezza, progettato per garantire un accoppiamento affidabile e una disconnessione controllata. Grazie al design simmetrico e all’attivazione del flusso solo a connessione completata, SLM contribuisce a migliorare la sicurezza operativa e la protezione delle apparecchiature nelle architetture di raffreddamento più avanzate.

“L’AI ridefinisce i requisiti tecnologici dei data center”

“Per sostenere server sempre più potenti, l’infrastruttura fisica e di gestione termica deve garantire livelli di affidabilità assoluti. La crescita dell’Intelligenza Artificiale sta ridefinendo i requisiti tecnologici dei data center e richiede componenti capaci di assicurare prestazioni costanti, sicurezza e continuità operativa lungo l’intero circuito di raffreddamento – continua Nicola Salvaggio di Faster – Con i prodotti per il Thermal Management vogliamo supportare questa evoluzione mettendo a disposizione competenze ingegneristiche, capacità produttiva e soluzioni sviluppate per rispondere alle esigenze dei data center ad alta densità e delle applicazioni di Intelligenza Artificiale”.

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