Per molto tempo le aziende italiane hanno adottato tecnologie e servizi digitali provenienti principalmente da due grandi poli globali: Stati Uniti e, in alcuni casi, altri paesi extraeuropei. Questo modello ha funzionato bene nella fase iniziale della trasformazione digitale, soprattutto grazie alla diffusione del cloud pubblico e alla scalabilità offerta dai grandi provider internazionali. Oggi, però, sta emergendo una nuova consapevolezza: le imprese iniziano a chiedersi dove risiedono realmente i propri dati, chi li gestisce e quali normative li governano. Il tema non riguarda solo la sicurezza tecnica, ma anche il contesto geopolitico e legislativo in cui operano i fornitori tecnologici. Normative come il GDPR europeo hanno già posto l’accento sulla protezione dei dati personali, ma il dibattito si sta ampliando: molte organizzazioni iniziano a considerare la sovranità del dato come un fattore strategico.
punti di vista
Digital Repatriation: perché in Italia sta diventando un tema strategico
Riportare dati, infrastrutture e servizi digitali sotto il controllo di sistemi europei o nazionali sta emergendo in modo significativo anche sul mercato tricolore. Non si tratta semplicemente di una scelta tecnologica, ma di un fenomeno che coinvolge geopolitica, sicurezza informatica, compliance normativa e la strategia aziendale
Manager of Sales Engineering di Eset Italia

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