LO STUDIO

Frodi via robocall, nel 2022 costeranno agli utenti 40 miliardi di dollari

Le rilevazioni di Juniper Research: danni per i consumatori in crescita rispetto ai 31 miliardi del 2021. “Per mitigare il fenomeno  sarà essenziale la collaborazione in ecosistemi tra operatori mobili, brand e sviluppatori”

Pubblicato il 27 Set 2021

Frodi via robocall, nel 2022 costeranno agli utenti 40 miliardi di dollari
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Le robocall fraudolente costeranno ai consumatori, nell’arco del 2022, una cifra complessiva a livello globale vicina ai 40 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 31 miliardi previsti per la fine del 2021. E’ quanto emerge dallo studio Robocall Mitigation: Emerging Strategies, Competitor Leaderboard & Market Forecasts 2021-2026, realizzato da Juniper Research, che evidenzia come le chiamate automatizzate a scopo di frode costituiscano una minaccia per gli utenti, portati con l’inganno a condividere informazioni personali che i criminali informatici possono utilizzare per identificare le vittime. Nella maggior parte dei casi, spiega la ricerca, le organizzazioni criminali fingono di contattare i consumatori per conto di brand o aziende per guadagnarsi la fiducia delle proprie vittime.

Per combattere queste pratiche un ruolo centrale – secondo i ricercatori di Juniper – potrà essere svolto dai framework di mitigazione che stanno iniziando a diffondersi, e che sono in grado di contrastare le robocall creando un ecosistema in cui i brand e le imprese siano “verificate” a monte, prima della chiamata. Per questo sarà necessaria una collaborazione sempre più stretta tra tutti gli stakeholder, compresi gli operatori mobili,  i brand e gli sviluppatori, che porti a un sistema per la mitigazione in termpo reale di questo genere di truffe.

Al centro delle strategie di difesa dalle robocall fraudolente, sottolinea la ricerca, dovrebbero esserci le tecnologie per l’identificazione e la certificazione dei brand, che metterebbero a disposizione degli utenti tutte le informazioni utili, direttamente sullo schermo dello smartphone, già prima di rispondere alla chiamata, compresa quella sull’autenticazione del chiamante e sullo scopo della telefonata.

Per massimizzare i benefici di questi framework e ristabilire un clima di fiducia sul mobile come canale di comunicazione sarà necessario che le aziende consentano la verifica della propria identità a una terza parte, come spiega Charles Bowman, co-autore della ricerca: “Anche quando il tentativo di frode non va a buon fine – spiega – gli utenti continueranno comunque a essere presi di mira da chiamate sgradite. Le nostre previsioni per il 2022 parlano di oltre 110 miliardi di chiamate automatizzate indesiderate su scala globale, un trend destinato a influire in negativo sul valore delle chiamate voce su canali mobili”.

In prima linea contro il fenomeno delle chiamate fraudolente c’è il Nord America, dove si registra il 45% dei danni da robocall nonostante rappresenti soltanto il 5% di quello dei clienti mobile: per contrastare questo fenomeno proprio negli Usa è stato messo a punto il framework “Stir/Shaken”, da cui ora si inizia a prendere esempio anche in altre aree geografiche.

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