L’infrastruttura in fibra ottica e l’analisi con tecnologie AI si uniscono alle tecnologie per la gestione dei rifiuti per dare vita a un servizio più puntuale: questa la base su cui poggia un primo accordo di collaborazione tra Ama, la società in house di Roma Capitale che gestisce la raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti solidi, e Open Fiber.
Le due aziende metteranno a fattor comune risorse e competenze allo scopo di individuare e sviluppare progetti che consentano di migliorare le rispettive esperienze, integrando infrastrutture digitali e tecnologie ambientali di ultima generazione.
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Fibra ottica alleata del monitoraggio rifiuti
Come si legge in una nota congiunta, lo stimolo alla collaborazione nasce dalla volontà di potenziare le applicazioni già in uso da Ama il monitoraggio dei rifiuti, sfruttando le altissime prestazioni della rete in fibra ottica Ftth (Fiber to the home) di Open Fiber.
Lo sviluppo dei processi condivisi presuppone l’interazione tra U.C.R.O.N.I.A., il gemello digitale messo a punto dalla Municipalizzata capitolina per l’ambiente, e il digital twin di Open Fiber con la piattaforma Real City. L’obiettivo dell’intesa è quello di applicare al decoro e all’igiene urbana, attraverso una rete di sensori IoT e telecamere intelligenti, la raccolta e l’aggregazione dei dati fondamentali per l’efficienza dei servizi.
La digitalizzazione di Roma passa per le infrastrutture
La sinergia fra le due aziende apre un percorso per accelerare la digitalizzazione della Capitale. L’obiettivo finale è quello di valorizzare gli investimenti infrastrutturali realizzati negli ultimi anni, trasformandoli in servizi concreti e innovativi che migliorino quotidianamente la qualità della vita di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.
Per Giuseppe Gola, amministratore delegato di Open Fiber, primo operatore Ftth in Italia, con 17,2 milioni di unità immobiliari connesse in fibra fino alla casa e 3,9 milioni di clienti attivi, “con questo accordo mettiamo la nostra infrastruttura al servizio di Roma per implementare soluzioni di nuova generazione grazie alle performance e alla sicurezza garantite dalla fibra ottica. Adesso che la rete in fibra ha un’estensione rilevante, è fondamentale lavorare per accelerarne l’adozione e abilitare tutte le applicazioni innovative, trasformando la connettività in un valore concreto per la sostenibilità urbana e la digitalizzazione del Paese”.
Monitoraggio del territorio grazie a IoT e digital twin
Per il presidente di Ama S.p.A, Bruno Manzi, “questa collaborazione rappresenta un ulteriore ed importante step nell’articolato percorso di innovazione digitale che sta interessando tutte le aree nevralgiche e strategiche di Ama, prima tra tutte quella operativa. Il sistema U.C.R.O.N.I.A., il cui fulcro è questa sala operativa dotata dei più moderni strumenti tecnologici, ci permette di monitorare H24, 7 giorni su 7, tutte le nostre attività sul territorio in modo da avere, in ogni momento, una esatta fotografia dello svolgimento dei servizi e, attraverso una elaborazione dei dati, indirizzare le decisioni strategiche ed operative”.
Conclude Manzi: “La collaborazione con Open Fiber ci aiuterà a potenziare le attività di monitoraggio con un conseguente e ulteriore miglioramento della qualità del servizio di igiene urbana in tutta la città”.
Open Fiber dai cantieri al take-up
Nei giorni scorsi Open Fiber ha indicato che è pronta a chiudere la stagione dei cantieri e ad aprire una nuova fase centrata sulla crescita commerciale e sull’utilizzo della rete. “Siamo nella piena fase di trasformazione: da azienda di costruzione a operatore orientato al mercato”, ha afferma l’amministratore delegato Gola in un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore.
Nelle aree grigie finanziate dal Pnrr, tre lotti sono già stati completati e i restanti saranno chiusi tra aprile e maggio, con un mese di anticipo rispetto alla scadenza prevista. Anche il piano Bul nelle aree bianche è sostanzialmente concluso, con oltre il 99% dei Comuni coperti e solo una limitata coda residua legata a vincoli locali.
La priorità si sposta ora sull’adozione della fibra. “Il nodo vero resta il take-up, ancora troppo basso in Italia, intorno al 30% e sotto la media europea”, sottolinea Gola. Una criticità che emerge soprattutto nelle aree bianche, dove la migrazione dal rame procede più lentamente.
Dal punto di vista finanziario, il gruppo guarda alla sostenibilità nel medio termine. “Dal 2027 smetteremo di assorbire cassa e dal 2028 inizieremo a generarne”, ha spiegato Gola, segnando il passaggio alla seconda fase del ciclo industriale dopo investimenti complessivi vicini ai 12 miliardi di euro. Nel 2025 i ricavi hanno raggiunto 798,1 milioni di euro (+18%), con un Ebitda di 409,5 milioni (+53%) e un margine del 51%.
L’utile arriverà più avanti, anche alla luce degli elevati ammortamenti e degli oneri finanziari legati agli investimenti. “Abbiamo realizzato la più grande rete Ftth non incumbent d’Europa”, sottolinea Gola, ricordando che la copertura ha superato i 17 milioni di unità immobiliari. Il project financing in essere scadrà nel 2029, quando potranno essere valutate nuove opzioni di finanziamento, inclusa l’emissione di bond.






