L’industria dei semiconduttori entra in una fase senza precedenti. Secondo le previsioni Gartner, nel 2026 il fatturato globale supererà per la prima volta la soglia di 1,3 trilioni di dollari, segnando la crescita più elevata degli ultimi vent’anni. Una traiettoria che fotografa la centralità strategica dei chip nell’economia digitale e, allo stesso tempo, mette in luce nuove tensioni sul fronte dei prezzi, della capacità produttiva e della domanda non legata all’Ai.
La stima arriva in un contesto di forte accelerazione tecnologica. Data center, reti ad alte prestazioni, sistemi di calcolo avanzato e piattaforme di intelligenza artificiale stanno trainando investimenti record. Tuttavia, dietro l’espansione del mercato si nasconde un fenomeno che Gartner definisce “memflation”, cioè l’inflazione dei prezzi delle memorie, destinata a condizionare l’intero ecosistema fino alla fine del decennio.
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Una crescita che non ha precedenti recenti
Nel dettaglio, Gartner prevede per il 2026 un aumento dei ricavi dei semiconduttori pari al 64% su base annua. Si tratta di un’accelerazione eccezionale, che porta il mercato da circa 805 miliardi di dollari nel 2025 a oltre 1.320 miliardi l’anno successivo. La dinamica non si esaurisce nel breve periodo, perché le stime indicano un’ulteriore espansione fino a 1.554 miliardi di dollari nel 2027.
A trainare questa crescita è soprattutto il segmento delle memorie, destinato a triplicare il proprio valore in un solo anno. I ricavi memory, secondo le previsioni, passeranno da 216,3 miliardi di dollari nel 2025 a 633,3 miliardi nel 2026. Un balzo che da solo spiega gran parte dell’incremento complessivo del mercato.
Il comparto non memory cresce in modo più moderato, ma comunque significativo. I ricavi sono attesi a 686,9 miliardi di dollari nel 2026, rispetto ai 589 miliardi del 2025. Un segnale di solidità strutturale, che riflette la domanda di processori, componenti di rete e chip di potenza per infrastrutture sempre più complesse.
Il peso crescente della memflation
Alla base dell’esplosione dei ricavi memory c’è la memflation, un fenomeno che Gartner descrive come intenso ma non permanente. Le previsioni indicano che nel 2026 i prezzi annuali delle Dram (Dynamic Random Access Memory) aumenteranno del 125%, mentre quelli delle Nand flash (memoria di archiviazione) saliranno addirittura del 234%. Una pressione sui costi che difficilmente troverà un allentamento prima della fine del 2027.
Rajeev Rajput, Senior Principal Analyst di Gartner, sintetizza così lo scenario: “In presenza di una forte domanda di elaborazione AI, networking e alimentazione per i data center, e di un’inflazione dei prezzi delle memorie, l’industria dei semiconduttori è destinata a registrare per il terzo anno consecutivo una crescita a doppia cifra nel 2026, un traguardo che sottolinea il ruolo centrale del settore nella catena del valore dell’AI”.
Il rovescio della medaglia riguarda l’impatto sulla domanda tradizionale. Secondo Gartner, la memflation rischia di comprimere o rinviare gli acquisti non legati all’Ai fino al 2028, con effetti diversi a seconda delle applicazioni. Dispositivi consumer, elettronica industriale e alcune soluzioni enterprise potrebbero subire rallentamenti, schiacciati dall’aumento dei costi dei componenti.
Ai come motore strutturale del mercato
Il vero baricentro della crescita resta l’AI. Gartner stima che nel 2026 i semiconduttori dedicati all’intelligenza artificiale rappresenteranno circa il 30% del fatturato complessivo del settore. Una quota che certifica il passaggio dell’AI da fenomeno emergente a infrastruttura di base dell’economia digitale.
Gli hyperscaler continuano a investire massicciamente nelle piattaforme di calcolo avanzato. La spesa per le infrastrutture Ai è attesa in aumento di oltre il 50% nel 2026, sostenendo la domanda di acceleratori, sia sotto forma di Gpu sia di chip personalizzati non Gpu. Questi componenti richiedono grandi quantità di memorie ad alte prestazioni e interconnessioni veloci, amplificando ulteriormente la pressione sull’offerta.
In questo contesto, la filiera dei semiconduttori diventa sempre più polarizzata. Da un lato, i fornitori tecnologici che operano nel perimetro Ai beneficiano di volumi e margini in crescita. Dall’altro, chi serve mercati meno dinamici deve fare i conti con una domanda più debole e con costi di approvvigionamento più elevati.
Effetti a catena su imprese e Cio
Le conseguenze non si fermano ai produttori di chip. Gartner invita anche Cio e responsabili It a muoversi con cautela. L’aumento dei prezzi delle memorie e la scarsità relativa di alcune componenti possono riflettersi sui budget tecnologici e sulle strategie di acquisto.
Rajput avverte: “La memflation distruggerà, o quantomeno ritarderà, la domanda non legata all’AI fino al 2028, in misura diversa a seconda delle applicazioni. I fornitori tecnologici dovrebbero prepararsi a prezzi più elevati nella prima metà del 2026, seguiti da aumenti persistenti ma più moderati nel resto dell’anno. I Cio e i leader It dovrebbero essere prudenti nel firmare accordi di fornitura con condizioni di prezzo sfavorevoli che si estendono oltre il 2027”.
Il messaggio è chiaro. In una fase di mercato così tesa, la gestione dei contratti e delle scorte diventa un fattore competitivo. Chi riesce a pianificare con anticipo e a negoziare condizioni flessibili può attenuare l’impatto della volatilità dei prezzi.
Un settore sempre più strategico
Il quadro delineato da Gartner conferma la trasformazione dei semiconduttori in asset strategico globale. Non si tratta più solo di componenti tecnologici, ma di leve geopolitiche ed economiche, al centro di politiche industriali, piani di reshoring e investimenti pubblici.
La combinazione tra AI, data center e memorie ad alte prestazioni sta ridefinendo le priorità dell’industria. La crescita record prevista per il 2026 non è quindi un’anomalia isolata, ma il riflesso di un cambiamento strutturale. Tuttavia, la stessa dinamica porta con sé nuove fragilità, legate alla concentrazione della domanda e alla dipendenza da pochi segmenti chiave.
Nel medio periodo, la fine della memflation, attesa non prima del 2027, potrebbe riportare maggiore equilibrio. Fino ad allora, il mercato resterà caratterizzato da forti asimmetrie, con vincitori e vinti ben distinti lungo la catena del valore.
Oltre il picco, le incognite del lungo termine
Guardando oltre il 2026, le previsioni Gartner indicano una crescita ancora sostenuta nel 2027, seppure a ritmi più contenuti. Il superamento di 1,5 trilioni di dollari di ricavi globali segnerebbe un nuovo punto di riferimento storico per l’industria.
Resta però aperta una domanda cruciale: quanto a lungo l’AI riuscirà a sostenere da sola una domanda così elevata? Gartner sottolinea che l’attuale ciclo espansivo poggia su investimenti massicci e su aspettative molto alte. La sostenibilità di questo modello dipenderà dalla capacità delle applicazioni AI di generare valore concreto e diffuso.






