La Silicon Valley torna ad allinearsi con le politiche di Washington, ora che si approssima il passaggio di consegne dall’amministrazione Trump a quella del presidente eletto Joe Biden. Google si è schierata a favore del programma “Dreamers”, che regolarizza gli immigrati minorenni e al quale donerà 250.000 dollari.
Google ha fatto sapere che darà il suo sostegno a Biden anche nel far passare al Congresso la nuova legge sull’immigrazione che il presidente eletto ha annunciato come “azione immediata”, pur senza fornire dettagli sui contenuti.
Apple a sua volta ha aumentato il suo impegno a favore della diversity, altro tema caro al nuovo presidente Usa. La casa degli iPhone ha annunciato un investimento di 60 milioni di dollari in una nuova serie di progetti che intendono combattere il “razzismo sistemico”. Tra le iniziative, Apple per la prima volta entra in un programma di venture capital a sostegno degli imprenditori delle minoranze etniche.
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Le Big tech per una “nuova” immigrazione
Google, Apple e altre grandi aziende statunitensi hanno a lungo osteggiato la politica fortemente restrittiva nei confronti dell’immigrazione portata avanti da Donald Trump perché ha limitato le possibilità di assumere cittadini stranieri. I talenti che vengono dall’estero sono considerati, soprattutto nell’industria tecnologica, un grande valore, capace di introdurre modi di pensare diversi e idee innovative. Google è la prima azienda tecnologica a farsi avanti per offrire un concreto supporto.


