La diffusione dell’intelligenza artificiale apre nuove opportunità per imprese e amministrazioni pubbliche, ma il fattore decisivo resta la capacità delle organizzazioni di sviluppare competenze e valorizzare il capitale umano. È il messaggio lanciato da Romina Chirichilli, direttore People & Sustainability di Open Fiber, intervenuta all’evento “Crescere nella PA: persone, formazione e risultati”, promosso a Palazzo Wedekind a Roma alla presenza del ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo.
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L’innovazione parte dalle persone
Secondo Chirichilli, le reti digitali rappresentano una condizione indispensabile per sostenere la competitività, “ma il loro valore – spiega – si realizza pienamente solo attraverso competenze diffuse e una cultura dell’apprendimento continuo. L’intelligenza artificiale crea opportunità solo se le persone sono le vere protagoniste dell’innovazione tecnologica”.
Formazione e reverse mentoring
Per affrontare questa trasformazione, Open Fiber sta “sviluppando percorsi di formazione sempre più mirati e personalizzati – spiega – favorendo anche il reverse mentoring, che stimola l’apprendimento reciproco tra senior e junior e lo scambio tra esperienza, conoscenza dei processi e competenze digitali”.
Una cultura aziendale costruita sulle nuove generazioni
La manager ha inoltre richiamato alcune caratteristiche della realtà aziendale, evidenziando come Open Fiber abbia realizzato una rete in fibra ottica di oltre 168 mila chilometri, raggiunga 17,4 milioni di unità immobiliari in tecnologia Ftth e conti circa 4 milioni di clienti residenziali attivi. La società impiega inoltre oltre 1.800 persone di 29 nazionalità, con un’età media inferiore ai quarant’anni e una popolazione aziendale composta per il 72% da Millennial e Gen Z, un patrimonio di competenze sul quale l’azienda intende continuare a investire.
La centralità del fattore umano
Nel suo intervento, Chirichilli ha infine sottolineato come l’intelligenza artificiale debba essere interpretata come uno strumento capace di amplificare il contributo delle persone, senza sostituirne le capacità decisionali e relazionali.
“La nostra sfida, come nella Pubblica Amministrazione, è e rimane sempre la centralità della persona, perché la tecnologia può accelerare i processi di sviluppo delle organizzazioni pubbliche e private, ma il fattore umano resta centrale: l’intelligenza artificiale amplifica le nostre capacità, mentre la visione, il giudizio e la capacità di relazione continuano a essere prerogativa delle persone.”







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