Esiste una correlazione tra l’incremento delle immobilizzazioni immateriali e le relative performance economiche delle imprese: quelle che nel biennio ’20-‘24 hanno registrato una variazione elevata, almeno il doppio rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti, negli investimenti ICT, tra il ’22 e il ’24 evidenziano performance economiche decisamente positive. Infatti, i ricavi crescono del 6% e il risultato operativo del 18%, con relativo incremento della quota di mercato.
Per le organizzazioni che, invece, hanno diminuito gli investimenti nel digitale, oppure si sono fermate a livelli di spesa bassi nelle soluzioni tecnologiche abilitanti, i ricavi hanno accusato una perdita del 17% e la variazione della redditività media si è fermata al 9%, 7 punti in meno rispetto al primo gruppo di imprese.
È quanto emerge dall’indagine di Sevendata, data company fondata nel 2018 da Fabrizio Vigo, specializzata nella conoscenza dei mercati, con un giro d’affari consolidato 2025 di circa 18 mln di euro. Il perimetro dell’analisi di Sevendata è quello delle società di capitale con bilancio 2020, 2021, 2022, 2023 e 2024 depositato presso le CCIAA.
Le evidenze della ricerca sono state sottolineate nel corso della tavola rotonda “Costruire una IA italiana affidabile e competitiva” cui hanno preso parte, assieme a Fabrizio Vigo, Ceo e co-founder di Sevendata, l’On. Giulio Centemero, Deputato e Responsabile del Dipartimento Innovazione della Lega, l’On. Giulia Pastorella, Deputata e Vicepresidente di Azione, Marco Bani, Head of Public Affairs and Innovation – PD, Andrea Rangone, Full Professor Digital & Business Entrepreneurship PoliMI, Co-founder & Scientific Director Osservatori Digital Innovation, Avv. Rocco Panetta, Data Protection Officer (DPO) e fondatore e managing partner dello studio legale Panetta & Associati e Federica Meta, direttrice responsabile di CorCom.
L’evento alla Camera è stato anche l’occasione per presentare il Decalogo AI elaborato da Sevendata, che presenta i principi guida per un’Intelligenza Artificiale responsabile, sicura e al servizio di imprese e pubblica amministrazione.
Secondo Fabrizio Vigo, Ceo e co-founder di Sevendata: “Alla base di un utilizzo dell’AI che valorizzi la capacità critica degli utilizzatori occorre una visione a 360 gradi delle tecnologie abilitanti. Come ci ha ricordato Papa Leone XIV nell’enciclica Magnifica Humanitas, ‘non si tratta di fermare l’innovazione digitale, ma di guidarla ed educarla al rispetto della dignità umana’. Crediamo che la cifra della via italiana all’AI sia quella di essere soggetto-centrica, e riteniamo che questo fattore si traduca in un potenziale di crescita esponenziale della competitività delle nostre imprese”.
Partendo dalla leva competitiva rappresentata dalla GenAI, viene sottolineata da Sevendata, come presupposto, la qualità dei dati con cui i modelli vengono addestrati. Tale fattore deve essere assicurato da fornitori di dati che possiedono certificazioni e/o evidenze di conformità specifiche.
È essenziale, si legge inoltre nel Decalogo AI di Sevendata, promuovere l’elaborazione di Codici di Condotta specifici per diversi settori, come marketing, informazioni commerciali e lavoro, intesi come strumento volto a stimolare le aziende ad adottare un approccio orientato alla compliance. Il documento non tralascia, nello stesso tempo, di mettere a fuoco il ruolo della PA per la costituzione di un “registro” di fornitori di dati certificati, da considerare su base preferenziale per le gare pubbliche. Si aggiunge che lo sviluppo e l’adozione di modelli di Intelligenza Artificiale “verticali” specifici per ambito, garantisce performance di precisione, efficacia e controllo ottimale. Secondo gli autori, va anche sottolineato il valore della sinergia tra ricerca, imprese e istituzioni per sviluppare l’ecosistema italiano della GenAI (intelligenza artificiale generativa). Ciò anche con l’obiettivo di rendere possibile lo sviluppo della sovranità digitale, elemento strategico che potrà assicurare affidabilità e fiducia nell’utilizzo della GenAI.
In parallelo, particolare rilevanza viene riconosciuta alla AI agentica, ovvero all’evoluzione dell’Intelligenza artificiale in cui i sistemi agiscono in modo autonomo per raggiungere un obiettivo specifico. Infatti, grazie agli “Agenti” è possibile identificare gli ambiti dove ridisegnare e automatizzare i processi aziendali per supportare decisioni sempre più data-driven.
Si viene così a “democratizzare” la digitalizzazione in azienda, rendendo l’automazione dei processi più accessibile soprattutto alle micro e medie imprese.
Infine, il Decalogo AI mette a fuoco il punto della formazione dei cittadini, delle imprese e dei lavoratori. I contenuti da veicolare restituiranno sia le potenzialità della GenAI, ma anche i rischi e le precauzioni da adottare quando si utilizzano i modelli di GenAI.


