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Intelligenza artificiale, il governo vara la cornice italiana: governance ad Agid e Acn



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Il Consiglio dei ministri approva i decreti attuativi della legge 132 del 2025 e di adeguamento al Regolamento europeo. Butti: “L’IA serve alla Repubblica e non si sostituisce alla Repubblica. Salto di qualità della politica del governo ”. Stretta su biometria, lavoro e responsabilità civile

Pubblicato il 10 giu 2026

Federica Meta

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  • Approvati i decreti attuativi della legge 132 del 2025 e adeguamento UE per una governance pubblica, coordinata da Agenzia nazionale per la cybersicurezza e Agenzia per l’Italia digitale
  • Introdotta la responsabilità civile per danni da IA; vietati sistemi di sorveglianza di massa e l’uso di banche dati biometriche, con usi circoscritti e controlli giudiziari; contrasto ai deepfake
  • Divieto di automatismi nelle decisioni del rapporto di lavoro (assunzione, modifica contrattuale, licenziamento); 300 milioni per formazione docente e visione antropocentrica dell’IA
Riassunto generato con AI


Il governo accelera sull’intelligenza artificiale. Il Consiglio dei ministri ha approvato i decreti attuativi della legge 132 del 2025 e di adeguamento al Regolamento europeo, con l’obiettivo di definire una disciplina nazionale per l’applicazione delle nuove norme e una governance pubblica dell’ecosistema digitale.

Il modello individuato mette al centro il coordinamento tra Agenzia nazionale per la cybersicurezza e Agenzia per l’Italia digitale, chiamate a presidiare sicurezza, regole operative e raccordo istituzionale. Il provvedimento passerà ora all’esame delle commissioni parlamentari, della Conferenza delle Regioni e delle Authority competenti.

In conferenza stampa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, ha ricordato che “l’Italia è la prima nazione che si dota di una normativa nazionale organica in materia”. Tra le novità viene indicata anche l’introduzione della responsabilità civile per i danni derivanti dall’uso dell’intelligenza artificiale, tassello destinato ad avere un impatto diretto su imprese, pubbliche amministrazioni e fornitori di tecnologie.

Butti: “L’IA serve alla Repubblica e non si sostituisce alla Repubblica”

Il sottosegretario con delega all’Innovazione Alessio Butti rivendica la scelta di una regia istituzionale forte. “Questi due decreti segnano un salto di qualità della politica del governo che ha deciso un anno e mezzo fa di disciplinare l’Intelligenza artificiale e non lasciare l’innovazione al caso, l’IA serve alla Repubblica e non si sostituisce alla Repubblica”.

La governance, ha spiegato Butti, è “un’architettura istituzionale solida con incarichi importanti ad Acn e Agid in capo alla Presidenza del Consiglio, due agenzie tecnologiche molto sofisticate, e all’altezza della situazione”. Sotto la regia dell’Agenzia per l’Italia digitale saranno coinvolte anche Banca d’Italia, Consob, Ivass e Garante Privacy, con funzioni di controllo, poteri ispettivi e cooperazione istituzionale.

L’obiettivo è costruire un modello nazionale capace di coniugare tutela dei diritti, sovranità tecnologica e sicurezza pubblica. “Con i decreti legislativi sull’Intelligenza artificiale portiamo avanti un progetto ambizioso e non velleitario: costruire un modello italiano dell’ Ai, improntato sulla tutela dei diritti, la sovranità tecnologica, la sicurezza pubblica, con una governance che ha una architettura istituzionale molto solida”, ha detto ancora Butti.

Piantedosi: “Non è previsto alcun sistema di sorveglianza di massa”

Uno dei capitoli più sensibili riguarda l’impiego dell’intelligenza artificiale nella sicurezza. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiarito che “non è previsto alcun sistema di sorveglianza di massa o di ‘Grande fratello’ generalizzato ed è vietato l’utilizzo di grandi banche dati biometriche”.

Il decreto prevede però casi circoscritti di utilizzo ex ante, prima della commissione di reati, in presenza di pericoli legati al terrorismo o per la ricerca di persone scomparse. In queste situazioni, ha spiegato Piantedosi, serviranno una “richiesta del questore e autorizzazione dell’autorità giudiziaria”. È previsto anche un uso ex post rispetto ai reati, ma con garanzie procedurali.

Sul fronte giustizia, il ministro Carlo Nordio ha precisato che “tutte le attività di rilievo biometrico possono avvenire solo con il controllo della magistratura e su richiesta del pubblico ministero al gip. Solo in caso di urgenza possono essere adottate dal pm, con successiva convalida da parte del gip”.

Nordio ha inoltre annunciato l’introduzione “di una nuova fattispecie di reato, ossia la punizione di chi progetta, realizza o omette le necessarie misure di sicurezza dei sistemi di IA quando da tale condotta derivi un concreto pericolo per la sicurezza delle persone o dello Stato”. Sul versante dei deepfake, Butti ha ricordato che l’articolo 26 della legge 132 del 2025 ha già istituito un reato specifico, “ponendo l’Italia all’avanguardia”.

Calderone: “Stop agli automatismi su assunzioni e licenziamenti”

Il pacchetto interviene anche sul lavoro, introducendo un divieto di utilizzo dei sistemi automatizzati per decisioni che incidono direttamente sul rapporto professionale. La ministra Marina Calderone ha citato, tra gli ambiti vietati, “l’assunzione, la modifica delle condizioni contrattuali, il licenziamento, le sanzioni disciplinari”.

Il ministero del Lavoro sarà coinvolto nel coordinamento dell’aggiornamento professionale e della formazione legati alla transizione digitale. Quando l’intelligenza artificiale modifica l’organizzazione o le modalità operative, il tema dovrà entrare anche nella valutazione dei rischi per salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il nodo delle competenze è stato richiamato anche da Butti al Forum Pa: “Per fare in modo che la risposta della pubblica amministrazione sia sempre più efficace e performante abbiamo promosso un’intensa attività di formazione della Pa. Perché noi possiamo studiare anche architetture particolari di intelligenza artificiale, ma se non abbiamo poi le competenze che le mettono a terra, ovviamente abbiamo perso tempo e denaro”.

Valditara: “L’IA entra nel curriculum formativo”

La dimensione formativa è un altro pilastro del provvedimento. Per il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, “l’IA entra nel curriculum formativo in modo esplicito nei licei, con la rivoluzione della matematica e una forte modifica dei percorsi formativi”.

Il ministero ha stanziato complessivamente 300 milioni di euro per la formazione dei docenti e per promuovere l’intelligenza artificiale nella didattica. Sul fronte università e ricerca, le norme attribuiscono al sistema accademico e dell’alta formazione un ruolo centrale nello sviluppo dell’ecosistema nazionale, puntando su competenze, ricerca, trasferimento tecnologico e sperimentazione.

La traiettoria indicata dall’esecutivo è quella di un’intelligenza artificiale “antropocentrica”, governata da una visione etica e umanistica. Per il sistema digitale italiano si apre ora la fase più complessa: trasformare la cornice normativa in regole operative, controlli efficaci e competenze diffuse, evitando che la disciplina resti sulla carta.

Il commento dell’esperto

Per Massimiliano Masnada, Partner di Hogan Lovells. “Con questi decreti l’Italia passa dalla stagione dei principi a quella della sostanza: l’AI Act smette di essere solo Bruxelles e diventa autorità competenti, sanzioni, ispezioni, sandbox e responsabilità. Il messaggio è chiaro: ora si inizia a fare sul serio e non si potrà più improvvisare.”

Per le imprese il punto non è fermare l’IA, ma renderla difendibile. In un quadro di enforcement così strutturato, il vero vantaggio competitivo sarà poter dimostrare, con documenti e processi solidi, che il sistema è stato progettato, testato e monitorato correttamente – spiega Masnada – La responsabilità civile cambia il baricentro: non basterà dire che l’errore è dell’algoritmo o che il sistema era complesso. Chi sviluppa o usa IA dovrà poter ricostruire le scelte tecniche e organizzative fatte a monte, perché quella sarà la prima linea di difesa in caso di danno, tanto più ora che viene introdotta una presunzione di causalità tra danno e sistema di IA. In altri termini, c’è una inversione dell’onere della prova, a favore del danneggiato”.

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