Italia e Francia lavorano a un percorso comune per rafforzare la sovranità digitale europea e costruire un ecosistema dell’intelligenza artificiale competitivo, sicuro e fondato su una visione antropocentrica. È questo il messaggio emerso a Parigi, a margine della ministeriale dedicata a digitale e tecnologia, dove il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, insieme al sottosegretario all’Innovazione tecnologica Alessio Butti, ha incontrato la ministra francese per l’Intelligenza artificiale e le Tecnologie digitali, Anne Le Hénanff.
Al centro del confronto ci sono stati i dossier più rilevanti per la competitività tecnologica europea: infrastrutture digitali, capacità computazionale, cloud e identità digitale europea. Temi considerati decisivi per ridurre le dipendenze strategiche nei servizi critici e promuovere soluzioni europee innovative al servizio di cittadini e imprese.
Indice degli argomenti
Urso: “Accelerare sull’autonomia digitale europea”
«Con la Francia stiamo costruendo un percorso per rafforzare la sovranità digitale europea e sviluppare un ecosistema dell’intelligenza artificiale competitivo, sicuro e fondato su una visione antropocentrica», ha scritto Urso su X, sottolineando la volontà di rafforzare ulteriormente la cooperazione strategica tra Roma e Parigi.
Il ministro ha spiegato di aver illustrato alla ministra Le Hénanff le iniziative messe in campo dal Governo italiano per sostenere gli investimenti nel campo dell’intelligenza artificiale e favorirne la diffusione nelle imprese. Un passaggio che si inserisce nella più ampia esigenza, condivisa dai due Paesi, di dotare l’Europa di infrastrutture, competenze e strumenti adeguati per affrontare le sfide tecnologiche dei prossimi anni.
Secondo Urso, Italia e Francia hanno convenuto sulla necessità di accelerare la costruzione di una reale autonomia digitale europea, rafforzando la capacità del continente di governare tecnologie, dati e servizi strategici senza dipendere in modo eccessivo da attori esterni.
Butti: «L’intelligenza artificiale riguarda democrazia e autonomia strategica»
Alla ministeriale, il sottosegretario Alessio Butti ha evidenziato come il confronto sull’intelligenza artificiale sia ormai uscito dal solo perimetro tecnologico. «L’incontro odierno dimostra chiaramente che l’intelligenza artificiale non è più solo una questione tecnologica: riguarda anche la sicurezza, la resilienza economica, la democrazia e l’autonomia strategica», ha dichiarato alla stampa internazionale.
Butti ha ricordato che durante i negoziati l’Italia ha lavorato per trovare un equilibrio tra innovazione e fiducia, sostenendo un approccio incentrato sull’uomo e basato sul rischio, in linea con il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. In questa visione, la tecnologia deve supportare le decisioni umane, senza sostituirsi alla responsabilità delle persone.
Nel corso degli interventi ministeriali, il Sottosegretario ha sottolineato come l’intelligenza artificiale non possa più essere considerata esclusivamente una questione tecnologica, ma rappresenti ormai un tema che riguarda sicurezza, resilienza economica, stabilità democratica e autonomia strategica.
“L’Italia ha lavorato durante i negoziati per costruire un equilibrio tra innovazione e fiducia, sostenendo un approccio antropocentrico e basato sul rischio, pienamente coerente con l’AI Act europeo. L’intelligenza artificiale deve supportare le decisioni umane, non sostituire la responsabilità delle persone, soprattutto nei settori più sensibili come sanità, giustizia, istruzione e pubblica amministrazione ”, ha spiegato Butti.
Il Sottosegretario ha inoltre ricordato il contributo italiano al rafforzamento dell’Hiroshima AI Process, il quadro internazionale promosso dal G7 per migliorare la cooperazione tra governi, industria, mondo accademico e organizzazioni internazionali sui temi della sicurezza e dell’affidabilità dell’AI. Ampio spazio è stato dedicato anche al contrasto ai deepfake e ai contenuti sintetici manipolati, considerati una delle principali sfide per la fiducia pubblica e la sicurezza online.
“Deepfake e contenuti manipolati possono alimentare frodi, minare la fiducia dei cittadini ed esporre soprattutto i minori a rischi molto seri. Per questo l’Italia ha sostenuto il progetto G7 Meta-detector, che rappresenta un esempio concreto di cooperazione internazionale per lo sviluppo di strumenti condivisi di sicurezza sull’intelligenza artificiale ”, ha sottolineato Butti.
Nel corso della sessione dedicata alla crescita economica e all’adozione dell’AI, il Sottosegretario ha evidenziato il ruolo strategico dell’open-source AI e delle diverse forme di apertura dei modelli per favorire la diffusione dell’intelligenza artificiale nelle piccole e medie imprese.
“L’apertura dei modelli riduce le barriere all’ingresso, migliora trasparenza e accountability e contribuisce a ridurre dipendenze eccessive da pochi grandi operatori globali. Al tempo stesso servono definizioni chiare e una governance equilibrata, capace di rafforzare fiducia e adozione”, ha affermato.
Nel suo intervento dedicato alla sovranità digitale, Butti ha infine posto l’attenzione sul ruolo sempre più centrale delle tecnologie quantistiche nello scenario geopolitico globale: “Il quantum sta rapidamente diventando una questione industriale e strategica. Talenti, proprietà intellettuale, hardware quantistico, componenti criogeniche e supply chain sicure rappresentano ormai asset strategici. La sovranità digitale non significa isolamento, ma capacità di partecipare in modo competitivo e sicuro a un ecosistema globale aperto”.
Il Sottosegretario ha inoltre illustrato alcune delle principali iniziative italiane nel settore, tra cui Q-Alliance, il Centro Nazionale Volta e Q-Lomb, sottolineando l’impegno dell’Italia nella costruzione di un ecosistema che colleghi ricerca, industria, startup e partner tecnologici internazionali nel campo delle tecnologie quantistiche avanzate.
“Una delle grandi sfide dei prossimi anni sarà integrare energia, capacità computazionale, cybersicurezza, competenze e infrastrutture in una visione industriale coerente. Su questo la cooperazione tra i Paesi del G7 sarà sempre più importante” , ha concluso Butti.
Startup, imprese e infrastrutture: la sfida industriale europea
Nel confronto di Parigi è emersa anche la necessità di sostenere l’innovazione aperta, con particolare attenzione alle startup e alle piccole e medie imprese. Per l’Italia, apertura, trasparenza e una governance chiara possono accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale e contribuire a ridurre le dipendenze tecnologiche.
La prossima sfida, ha sottolineato Butti, sarà allineare energia, capacità di calcolo, sicurezza informatica, competenze e infrastrutture all’interno di una visione industriale coerente. Un obiettivo che chiama in causa la competitività dell’Europa e la sua capacità di agire come protagonista nella nuova fase della trasformazione digitale globale.
Materie prime critiche, Urso vede il collega giapponese
A margine della ministeriale G7 Digitale e Tecnologica in corso a Parigi, Urso ha partecipato a un incontro bilaterale con il viceministro all’Economia, al Commercio e all’Industria, Komori Takuo. “Con il Giappone condividiamo una visione comune sulle grandi sfide tecnologiche e industriali del nostro tempo – ha spiegato Urso – Abbiamo approfondito i temi dell’intelligenza artificiale, delle infrastrutture digitali, dei semiconduttori e delle materie prime critiche, confermando la volontà di rafforzare ulteriormente la cooperazione industriale tra i nostri Paesi”.
“Ho quindi illustrato al rappresentante giapponese – ha sottolineato il titolare del Mimit – il progetto pilota italiano per lo stoccaggio strategico delle materie prime critiche che presenteremo nei prossimi giorni alla Commissione europea. Il Giappone dispone di un’esperienza consolidata in questo settore e il confronto avviato oggi potrà consentirci di condividere buone pratiche e modelli operativi utili a rafforzare la resilienza delle filiere industriali e la sicurezza degli approvvigionamenti”.







