IL PROGETTO

La “Netflix” della cultura italiana ai nastri di partenza, online il sito

La piattaforma digitale pubblica a pagamento “ITsArt” metterà in vetrina tutto il patrimonio artistico e culturale del nostro Paese. In campo Cdp, Mibact e Chili per un investimento complessivo di 28 milioni

Pubblicato il 11 Gen 2021

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Inzia a prendere forma il  “Netflix della cultura italiana”. È online il sito di ITsArt – questo il nome della piattaforma digitale pubblica a pagamento – che metterà in vetrina tutto il patrimonio artistico e culturale del nostro Paese.

“ITsArt – si legge sul sito ancora piuttosto scarno – è il nuovo palcoscenico virtuale per teatro, musica, cinema, danza e ogni forma d’arte, live e on-demand, con contenuti disponibili in Italia e all’estero: una piattaforma che attraversa città d’arte e borghi, quinte e musei per celebrare e raccontare il patrimonio culturale italiano in tutte le sue forme e offrirlo al pubblico di tutto il mondo”.

Presente anche una call to action: “ Per inviare proposte di contenuti, eventi e manifestazioni culturali scrivere a content@itsart.tv”.

L’annuncio della Netflix della cultura italiana lo ha dato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, in occasione “Next Generation, the Italian Innovation Society”.

“Durante il lockdown – ha spiegato il ministro – abbiamo verificato quanto l’offerta culturale possa arrivare nelle case delle persone. Lo abbiamo verificato in modo spontaneo e creativo, come spesso succede in Italia, grazie a migliaia di iniziative culturali online, mostre, concerti, spettacoli offerti e arrivati nelle case. Questo movimento spontaneo ci ha ispirato un’idea che abbiamo già finanziato con 10 milioni di euro: si tratta della Netflix della cultura italiana, cioè una piattaforma digitale pubblica, a pagamento, che stiamo costruendo con Cdp, la quale possa offrire a tutta Italia e tutto il mondo l’offerta culturale del nostro Paese“.

La piattaforma digitale sarà gestita da una newco a cui partecipano  Cassa Depositi e Prestiti con il 51% e un investimento di 9 milioni di euro e Chili, che deterrà invece il 49% a fronte di un investimento di 9 milioni tra know how e cash. Regista del progetto il Mibact che metterà sul piatto 10 milioni del Recovery Fund.

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