LO STUDIO

Netics, ricetta anti sprechi: “Col digitale risparmi in sanità per 6,9 mld”

L’Osservatorio: big data al servizio del sistema di prescrizioni, telemedicina e tracciatura elettronica degli acquisti. La ricerca sarà presentata a Yoram Gutgeld, commissario per la spending review

Pubblicato il 08 Set 2015

Netics, ricetta anti sprechi: “Col digitale risparmi in sanità per 6,9 mld”
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Dall’applicazione delle tecnologie digitali alla sanità potrebbero arrivare risparmi per le casse pubbliche di 6,9 miliardi. E’ questo il risultato a cui giunge l’ultimo studio di Netics, anticipato oggi dalla Stampa, che sarà presentato nei prossimi giorni a Roma al Forum della Sanità digitale. Dopo la presentazione Netics, organismo indipendente finanziato da una decina di aziende del settore digitale, farmaceutico e medicale, consegnerà lo studio direttamente a Yoram Gutgeld, commissario del Governo per la revisione della spesa.

Soltanto utilizzando strumenti digitali come l’Ebm (evidence based medicine), che utilizza l’incrocio e l’analisi dei dati presenti negli archivi elettronici per dare supporto al medico nelle sue decisioni, sarebbe possibile evitare il 25% delle prescrizioni inappropriate, per un risparmio di circa 2,5 miliardi, e un calo drastico della cosiddetta “medicina difensiva”.

“Negli ultimi anni – afferma Paolo Colli Franzone, direttore di Netics – c’è stato un boom di studi legali che si occupano di recuperare i presunti danni legati alla malasanità. Tutto ciò ha generato un’impennata nel contenzioso. Ma oggi esistono strumenti digitali che aiutano nella diagnosi”.

Grazie alla telemedicina, inoltre, e quindi all’assistenza direttamente a casa, sarà possibile ridurre i costi dovuti alle giornate di ricovero (800 euro il costo medio giornaliero): del 5% quelle dei pazienti acuti, e del 10% per i pazienti in riabilitazione, per un risparmio totale di 1,4 miliardi di euro.

Infine, grazie alla tracciatura elettronica di tutti gli acquisti si potrebbero risparmiare subito 3 miliardi, fino ad arrivare a regime a 11 miliardi di euro l’anno, da una parte uniformando i prezzi e dall’altra riducendo drasticamente i furti, grazie al fatto che si possono tracciare il ciclo di vita e le modalità di utilizzo dei farmaci.

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