Le tecnologie riconducibili al quantum computing stanno attraversando una fase di grande espansione e con importanti aspettative di crescita, anche in Italia. Ecco perché l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’indagine conoscitiva sul settore, che la stessa Agcm definisce “un innovativo sistema di calcolo potenzialmente capace di rivoluzionare la gestione e la soluzione di problemi complessi rispetto agli standard computazionali attuali, con applicazioni già in essere nella cybersecurity, le biotecnologie, la progettazione di materiali, l’ottimizzazione di processi produttivi, il fintech”.
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Le osservazioni dell’Agcm sulle opportunità e sulle criticità del quantum computing
L’Agcm parte dalla considerazione che nell’ambito del quantum computing esistono “demarcazioni produttive e commerciali tra hardware e software assai meno nette rispetto a quanto è osservabile al momento per i computer tradizionali”.
Sul versante delle imprese, in particolare, l’Autorità osserva una compresenza dei protagonisti del big tech globale attivi nella fornitura di servizi – tra cui, potenzialmente, anche il quantum computing – tramite cloud, e piccoli-medi operatori, spesso ancora startup, concentrati nell’individuare e mettere a punto particolari tecnologie e servizi.
In questa fase di importante sviluppo, l’Agcm vuole dunque approfondire una serie di possibili criticità concorrenziali, anche alla luce di dinamiche già osservate con la diffusione dell’AI: il riferimento è in particolare all’esistenza di significative barriere all’ingresso di tipo economico, tecnologico e conoscitivo; rischi di lock-in e più in generale di tech-preemption rispetto a un intero settore strategico, anche visto il sostenuto ritmo di registrazioni di brevetti attualmente in corso.
Le potenzialità del quantum computing per le Tlc
Sebbene l’informatica quantistica abbia inizialmente trovato applicazione sperimentale soprattutto negli ambiti della finanza, della chimica e della scienza dei materiali, la disciplina sta guadagnando sempre più terreno nel settore delle telecomunicazioni. Le applicazioni spaziano dalla progettazione della topologia di rete e dall’assegnazione dei canali all’allocazione della larghezza di banda, alla pianificazione, al bilanciamento del carico e al rilevamento dei guasti. Questi problemi sono spesso di natura combinatoria, il che li rende estremamente difficili da risolvere su larga scala con i metodi classici.
I sistemi quantistici sfruttano la sovrapposizione e l’entanglement per scalare in modo più favorevole con la dimensione del problema, offrendo un vantaggio determinante. Le tecniche di calcolo quantistico più probabilmente utili nelle reti di telecomunicazione sono attualmente gli algoritmi quantistici variazionali e ricottura quantistica, l’apprendimento automatico quantistico e gli algoritmi di ispirazione quantistica.
Gli algoritmi quantistici variazionali, nello specifico, regolano iterativamente i parametri nei circuiti quantistici per risolvere problemi di ottimizzazione, mentre la ricottura quantistica si basa sull’effetto tunnel quantistico e sulle fluttuazioni termiche per trovare soluzioni ottimali. Entrambi gli approcci possono affrontare alcune complesse attività di ottimizzazione nelle telecomunicazioni, come la minimizzazione del rapporto potenza di picco-potenza media nelle reti wireless e la simulazione degli effetti quantistici nelle tecnologie dei transistor sub-10 nm (nanometri).
L’apprendimento automatico quantistico mira invece a migliorare i processi di apprendimento come la classificazione e il riconoscimento di pattern, impiegando tecniche come le reti neurali quantistiche e le macchine a vettori di supporto quantistiche. Quando un determinato compito di apprendimento automatico (classificazione, ad esempio) viene eseguito nel dominio quantistico, ogni punto dati viene codificato in uno stato quantistico mediante un opportuno metodo di codifica di stato.
Gli algoritmi di ispirazione quantistica, infine, si concentrano sullo sfruttamento di un sottoinsieme di fenomeni quantistici che sono eseguibili in modo efficiente su computer classici per risolvere compiti di ottimizzazione e apprendimento automatico. Le tecniche di rete tensoriale basate sulla decomposizione tensoriale per modellare complesse funzioni d’onda quantistiche si sono dimostrate promettenti per i circuiti quantistici con basso entanglement tra i qubit.
Il calcolo quantistico offre anche nuove opportunità per migliorare le prestazioni e la gestione delle reti. Attraverso i digital twin di rete quantistica – repliche digitali di reti quantistiche fisiche – diventa possibile simulare scenari, prevedere anomalie e ottimizzare i processi, migliorando sia l’efficienza che il consumo energetico. Un approccio, già adottato per esempio da FiberCop nei suoi programmi di innovazione, che rappresenta un passo importante verso reti capaci di autoconfigurazione e di rapida risposta ai cambiamenti.
Via alla consultazione pubblica: c’è tempo fino al 30 aprile per inviare i contributi
Considerata l’importanza della tecnologia per lo sviluppo di infrastrutture critiche come quelle del settore delle telecomunicazioni, l’iniziativa dell’Agcm dunque si inserisce in una prospettiva strategica a tutela dell’innovazione del Sistema-Paese. Nel complesso, l’indagine dell’Agcm intende effettuare una ricognizione tempestiva di rischi e criticità, tenuto conto dei significativi investimenti e delle aspettative esistenti a livello sia italiano sia comunitario.
Contestualmente all’indagine, l’Autorità ha avviato anche una consultazione pubblica (Call for inputs) sulle tematiche specificate nel provvedimento d’avvio dell’indagine: tutti i soggetti interessati possono inviare contributi pertinenti – in italiano o in inglese – all’indirizzo e-mail IC59@agcm.it, entro il 30 aprile 2026.


