Da operatore broadcasting del servizio pubblico a piattaforma infrastrutturale per imprese e PA. Pietro Grignani, Staff Ceo, Institutional Relations & External Communication di Rai Way racconta la svolta che unisce torri, fibra, Cdn, edge data center e cloud privato in una strategia centrata su autonomia tecnologica e sviluppo industriale.
Rai Way sta vivendo una trasformazione profonda: da tower company per Rai a società di infrastrutture e servizi digitali per il Paese. Cosa ci racconta questa svolta?
Rai Way ha vissuto negli ultimi anni una profonda evoluzione: nata come operatore di broadcasting per il Servizio Pubblico Radiotelevisivo, ha prima offerto il suo parco torri per l’hosting di operatori televisivi locali e telco, per poi ampliare progressivamente il proprio perimetro, differenziando le proprie aree di attività e intercettando le opportunità offerte dalla costante e rapidissima evoluzione digitale. Questa evoluzione ha avuto una forte accelerazione negli ultimi tre anni, portando a un rinnovamento dell’identità societaria. Le torri e il tower rental restano ovviamente un asset fondamentale, ma si inseriscono in un sistema più ampio: una dorsale in fibra ottica ad alta capacità, una piattaforma proprietaria di Content Delivery Network e una rete di edge data center, che affianca ai servizi di colocation soluzioni di storage e cloud privato. Si configura quindi come una vera e propria rete infrastrutturale, pensata per offrire un sistema di servizi interconnessi a supporto di imprese e pubbliche amministrazioni. È in questo contesto che si inserisce il progetto dell’Hyperscale data center di Pomezia, per il quale Rai Way ha recentemente ottenuto il permesso a costruire.
Quali sono le caratteristiche di questo data center e quale la sua funzione?
Si tratta di un’infrastruttura che sarà sviluppata su un’area di circa 140.000 m², suddivisa in quattro edifici indipendenti e 16.000 m² di data hall distribuiti in 16 spazi modulari, IT Load complessiva 35,2 MW con moduli da 8,8 MW ciascuno. L’infrastruttura potrà crescere modularmente, adattandosi alla domanda e garantendo elevata affidabilità (ANSI/TIA-942 Rated-4). Questo hyperscale data center costituirà il cuore della rete degli altri edge data center di Rai Way distribuiti sul territorio nazionale, di cui 5 oggi già attivi nelle città di Milano, Venezia, Genova, Torino e Firenze. Elemento fondante di questa strategia è la sovranità digitale: garantire dati e servizi critici in infrastrutture nazionali sicure e controllate. Essendo il data center di Pomezia progettato modularmente, lo sviluppo dei building accompagnerà le esigenze del mercato, in una logica di gestione del rischio visto il significativo investimento.
Perché avete scelto proprio Pomezia?
La scelta di Pomezia risponde a una logica industriale precisa e si inserisce nella più ampia evoluzione di Rai Way come operatore infrastrutturale digitale. La vicinanza a Roma permette di servire un bacino istituzionale e imprenditoriale di grande importanza e il Centro Italia rappresenta un’area complementare rispetto all’offerta oggi fortemente concentrata in Lombardia ed in particolare su Milano. Allo stesso tempo, l’area romana si sta rafforzando come centro di flussi di traffico dati, grazie alla costante espansione dell’hub di interconnessione Namex (IXP), che sta progressivamente aumentando la densità di peering a livello locale e nazionale. Questo rafforza la qualità e l’efficienza degli scambi di traffico dati e, insieme alla vicinanza ai principali punti di approdo dei cavi sottomarini del Mediterraneo, consolida il ruolo di Roma come nodo sempre più strategico nei flussi di traffico digitale. Inoltre, dal punto di vista energetico e industriale, le condizioni attuali risultano particolarmente favorevoli, poiché il progetto Hyperscale sorge su un’area già servita da una cabina di media tensione in quanto in passato ospitava un impianto a Onde Medie. In previsione dell’aumento del fabbisogno energetico legato alla scalabilità del data center è in fase di sviluppo la realizzazione di una cabina ad alta tensione.
Che impatto avrà sul territorio, in termini di sviluppo e sostenibilità?
Dotata di 21 sedi locali, Rai Way ha da sempre un rapporto consolidato e attento con le regioni italiane ed i territori. Il progetto di Pomezia si inserisce in una strategia che privilegia il riutilizzo e la valorizzazione di siti esistenti e in questo caso, l’intervento riguarda un’ex sito trasmittente in Onde Medie non più in uso. La sostenibilità per Rai Way è un elemento centrale. Rai Way ha già raggiunto nel 2025 l’obiettivo della carbon neutrality e prevede alimentazione al 100% da fonti energetiche rinnovabili anche per l’Hyperscale a Pomezia. Su un terreno limitrofo a quello su cui sorgerà l’Hyperscale, è previsto lo sviluppo di un impianto fotovoltaico, il cui progetto è attualmente in approvazione da parte della Città metropolitana di Roma, che potrà contribuire per 5,5 MW. Anche in questo caso l’obiettivo è a migliorare la sostenibilità complessiva del sito e a compensare parzialmente il fabbisogno energetico dell’infrastruttura. A premessa del lungo percorso della Conferenza di Servizi promossa dalla Città di Pomezia, era già stato concordato che Rai Way cedesse a titolo gratuito un terreno utile per la realizzazione di una connessione stradale tra la città ed il litorale, a beneficio della comunità locale. In un contesto come quello di Pomezia, caratterizzato da una forte vocazione industriale, è chiaro che la presenza dell’Hyperscale, costituirà motivo d’interesse per altri operatori industriali, favorendo lo sviluppo di filiere locali e l’attrazione di ulteriori investimenti.
Come si integra il progetto del data center nella visione della sovranità digitale?
Rai Way integra edge data center nazionali, rete in fibra ottica e CDN distribuita per offrire servizi sicuri e complementari all’Hyperscale. La sovranità che promuoviamo è assicurata anche dalla scelta di tecnologie italiane ed europee per cloud e storage, evitando dipendenze tecnologiche e garantendo controllo sulle informazioni strategiche. Il consenso attorno a questo progetto si fonda su questo equilibrio: infrastrutture digitali strategiche sviluppate responsabilmente, in modo trasparente e coerente, in armonia con la vocazione industriale del territorio di Pomezia. La transizione “dalle torri alle infrastrutture digitali” è un’evoluzione costruita negli anni in coerenza con la rapida evoluzione tecnologica che caratterizza i nostri tempi. Il data center di Pomezia rappresenta un ulteriore passo avanti, un’altra sfida che Rai Way intende vincere senza tradire quel DNA di servizio pubblico, che la contraddistingue dal giorno della sua nascita.






