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SpaceX, colloqui con Crown Castle per le torri della futura rete mobile Usa


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Il gruppo di Elon Musk punta all’accesso ad almeno 80mila siti per affiancare una componente terrestre ai collegamenti satellitari. Il confronto riguarda un portafoglio di circa 40mila impianti. Obiettivo: competere con AT&T, Verizon e T-Mobile sul servizio nazionale

Pubblicato il 26 ott 2026



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Punti chiave

  • SpaceX tratta l’accesso alle torri di Crown Castle (~40mila siti) e punta ad almeno 80mila siti, coinvolgendo altre tower company per una rete nazionale.
  • Starlink Mobile punta a una rete di small cell per competere con AT&T, Verizon e T-Mobile, richiedendo copertura, capacità e qualità verificabili.
  • Satelliti e antenne complementari; l’acquisto di spettro da Grain Management migliora copertura, penetrazione negli edifici e capacità di rete.
Riassunto generato con AI


SpaceX cerca spazio sulle torri di Crown Castle per sviluppare la propria rete cellulare negli Stati Uniti. Secondo le indiscrezioni di Bloomberg riportate dalla stampa specializzata, i colloqui riguardano l’accesso alle infrastrutture della società americana, che dispone di circa 40mila siti. L’interesse del gruppo di Elon Musk sarebbe però più ampio: il traguardo indicato è di almeno 80mila siti complessivi, una dimensione che suggerisce il coinvolgimento di altri fornitori di infrastrutture.

Il confronto aggiunge un elemento operativo al progetto di trasformare Starlink Mobile in un operatore cellulare nazionale, in concorrenza con AT&T, Verizon e T-Mobile. Le informazioni disponibili riguardano trattative per ospitare gli apparati: restano da definire condizioni commerciali, tempi di realizzazione ed estensione effettiva della copertura.

Crown Castle, accesso a un portafoglio da 40mila siti

Per SpaceX, un’intesa con Crown Castle consentirebbe di utilizzare localizzazioni già destinate alle telecomunicazioni, sulle quali installare le apparecchiature necessarie al servizio mobile. La società infrastrutturale mette infatti a disposizione degli operatori gli spazi per ospitare antenne e altri apparati.

L’accesso alle torri sarebbe quindi una componente della costruzione della rete, cui aggiungere gli investimenti nelle tecnologie radio e nei sistemi che gestiscono il traffico e gli utenti. Il numero di siti ricercati offre una prima indicazione della scala industriale del progetto, pur lasciando aperte le scelte tecniche e la distribuzione geografica delle installazioni.

L’obiettivo degli 80mila impianti supera il portafoglio attribuito a Crown Castle. Da qui l’ipotesi che il gruppo stia discutendo anche con altre società del settore per assicurarsi una presenza sufficientemente estesa sul territorio americano.

Starlink Mobile prepara il servizio nazionale

L’ambizione di entrare direttamente nel mercato cellulare era stata illustrata ad agosto, durante la prima presentazione dei risultati di SpaceX come società quotata. In quell’occasione il management aveva delineato un piano per realizzare una rete estesa di small cell negli Stati Uniti, stazioni radio di dimensioni contenute utilizzate per distribuire copertura e capacità.

Musk aveva prospettato agli investitori una connettività «che, a nostro avviso, potrebbe essere migliore e offrire una larghezza di banda superiore a quella attualmente disponibile presso gli operatori cellulari».

I colloqui con le società delle torri indicano ora l’interesse per un’infrastruttura terrestre su vasta scala. Il rapporto fra il progetto delle small cell e l’impiego dei siti delle tower company resta da chiarire, così come l’architettura complessiva del servizio.

Per competere con i tre principali operatori americani, SpaceX dovrà tradurre questi programmi in prestazioni verificabili: copertura, capacità nelle aree a maggiore traffico, continuità delle connessioni e disponibilità del segnale negli edifici saranno determinanti per l’offerta commerciale.

Satelliti e antenne nella stessa offerta

Oggi Starlink Mobile collabora con compagnie telefoniche, fra cui T-Mobile US, per fornire servizi direct-to-device, ossia collegamenti diretti fra satelliti e dispositivi mobili. La prospettiva di una rete nazionale amplia il ruolo della società lungo la catena del servizio.

L’integrazione con una componente terrestre permetterebbe di assegnare alle diverse infrastrutture funzioni complementari. I satelliti possono estendere la raggiungibilità nelle zone prive di copertura; le antenne a terra possono sostenere il traffico dove si concentrano gli utenti e contribuire alla qualità delle connessioni negli ambienti chiusi.

La capacità disponibile rappresenta uno dei principali nodi del progetto. Servire una clientela cellulare nazionale richiede di gestire molti collegamenti contemporanei, con consumi di dati e condizioni di utilizzo differenti. L’accesso ai siti dovrà accompagnarsi a una disponibilità di frequenze e apparati adeguata a questi carichi.

Le frequenze di Grain Management

Le trattative arrivano a poche settimane dall’annuncio dell’acquisto di spettro in banda bassa da Grain Management. Queste frequenze hanno caratteristiche di propagazione utili per estendere la copertura e raggiungere l’interno degli edifici.

Lo spettro e i siti costituiscono due risorse essenziali per lo sviluppo cellulare: il primo determina le possibilità di trasmissione, i secondi consentono di collocare gli apparati sul territorio. La loro combinazione contribuirà a definire il costo e le prestazioni della futura rete.

Per il mercato americano, il punto da osservare sarà la trasformazione delle trattative in contratti e installazioni. La consistenza degli impegni con le tower company offrirà una misura concreta dell’avanzamento di SpaceX nel mobile terrestre, insieme alle indicazioni su investimenti, calendario e lancio del servizio.

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