SPACE ECONOMY

Thales Alenia Space “firma” il satellite Nilesat-301

La jv Thales-Leonardo realizzerà la piattaforma per conto dell’operatore egiziano Nilesat: servizi in banda Ku per Africa e Medio Oriente. Il lancio previsto nel primo trimestre del 2022

Pubblicato il 04 Dic 2019

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Thales Alenia Space “firma” il satellite Nilesat-301

Thales Alenia Space realizzerà il satellite per telecomunicazioni geostazionario Nilesat-301. La jv Thales – Leonardo ha siglato un contratto con l’operatore egiziano Nilesat.

Posizionato al 7° Ovest, Nilesat-301 opererà con Nilesat-201 per fornire servizi a banda Ku al Medio Oriente e al Nord Africa. Nilesat-301 aiuterà inoltre ad ampliare la fornitura di telecomunicazioni a banda Ku e servizi di direct digital broadcasting della società in due nuove ampie regioni dell’Africa, fornendo al contempo connettività a banda Ka su tutto l’Egitto.

Thales Alenia Space, in qualità di prime contractor, sarà responsabile del progetto, della produzione e del test di accettazione in orbita del satellite.

Il satellite si basa sulla piattaforma Spacebus 4000-B2 e peserà 4 tonnellate al lancio, che è previsto nel primo trimestre del 2022 ed avrà un’aspettativa di vita superiore ai 15 anni.

Dopo Nilesat-201, Nilesat-301 è il secondo satellite per telecomunicazioni geostazionario realizzato da Thales Alenia Space per Nilesat. È anche il quarto payload sviluppato da Thales Alenia Space per l’operatore egiziano.

“Sono lieto che Nilesat, e il suo Presidente e Amministratore Delegato generale Ahmed Anis, continui a riporre fiducia in noi – commenta Jean-Loïc Galle, Presidente e Ad di Thales Alenia Space – Questo risultato dimostra che la nostra offerta nelle telecomunicazioni risponde perfettamente alle esigenze del mercato di riferimento. Nilesat-301 è il secondo contratto per satelliti per telecomunicazioni che Thales Alenia Space si è aggiudicato in due mesi. Siamo perfettamente in grado di fornire soluzioni su misura per soddisfare i requisiti di ciascun operatore, per ottimizzare la connettività globale e ridurre il divario digitale”.

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