BORSA

Effetto Covid19 sul listing, ma Aim Italia “tiene” grazie all’hi-tech

Solo 7 Ipo nei primi nove mesi dell’anno, ma 4 sono nel settore Technology. Il segmento di Borsa italiana resta il più resiliente, con una volatilità del 16%, rispetto a Star (26%). E nel quarto trimestre è atteso un raddoppio delle quotazioni

Pubblicato il 19 Nov 2020

Ipo
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Le Ipo nel segmento Aim della Borsa italiana risentono della pandemia di Covid-19: al 30 settembre 2020 sono state in totale sette, contro le 23 dello stesso periodo del 2019. Le previsioni sono tuttavia positive: il mese di dicembre potrebbe assistere a un picco di operazioni. Lo afferma Bdo Italia nel suo studio sulle Ipo nel segmento Aim della Borsa italiana nei primi nove mesi del 2020.

Anche in uno scenario complicato e in costante evoluzione, il settore tecnologico fa da traino e gode di nuovi stimoli e opportunità: con 4 Ipo su 7 (pari al 69% del totale) “Technology” è il settore con la maggior concentrazione confermando il primato del 2019, seguito da “Industrial” (18%) e “Consumer services”(13%).

Per l’ultimo trimestre la società di consulenza e revisione aziendale prevede che il numero delle quotazioni raddoppi rispetto ai nove mesi precedenti: sono diverse le aziende pronte a sfruttare l’ultima finestra temporale dell’anno, concretizzando i progetti di crescita grazie a nuovi capitali e accesso al sistema finanziario europeo, caratterizzato da investitori qualificati che garantiscono credibilità, trasparenza e visibilità.

Aim più resiliente, opportunità per le Pmi

“Lo scenario attuale è la nuova normalità, con cui le imprese medio-piccole che caratterizzano il tessuto economico del nostro Paese, hanno imparato per prime a fare i conti. La quotazione su Aim rappresenta, infatti, un’occasione per rafforzarsi e prepararsi oggi alla ripresa attesa nei prossimi mesi, aiutando i progetti di internazionalizzazione, espansione ed evoluzione tecnologica delle Pmi, commenta Manuel Coppola, Partner Audit & assurance di Bdo Italia. “Inoltre, un fattore sicuramente incentivante è il poter beneficiare del credito d’imposta pari al 50% sulle spese di consulenza per il processo di Ipo, come previsto dalla Legge di Bilancio 2018 per il triennio 2018-2020, e che ancora non è stato rinnovato dal governo”.

La ricerca sottolinea anche che, nonostante numeri inferiori rispetto a quelli del 2019, il segmento Aim si è dimostrato più resiliente degli altri listini:la volatilità di Aim negli ultimi 12 mesi è pari al 16%, significativamente inferiore rispetto a quella del segmento Star, pari al 26%. Si conferma, inoltre, il trend che vede Aim presentare più Ipo rispetto a Mta (setto contro una nell’anno corrente).

Più Ipo nell’hitech. Ma più valore all’industria

Oggi sul segmento Aim sono quotate in tutto 128 società (considerando le 121 già presenti e le 7 nuove Ipo), per una capitalizzazione di mercato pari a 5,6 miliardi di euro, in ribasso rispetto all’anno precedente (6,6 miliardi).

Considerando tutte le società presenti su Aim il settore “Industrial” guida come quota sulla capitalizzazione totale (33%), seguito dal settore “Technology” con circa il 18% e dal settore “Consumer Goods” con circa il 12% della capitalizzazione totale di mercato

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