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AI e quantum, l’Italia in deficit di capitale umano



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Tra punte di eccellenza accademica e ritardi strutturali, il vero nodo italiano resta uno: senza una base molto più ampia di competenze diffuse, il Paese rischia di avere una strategia senza massa critica

Pubblicato il 24 apr 2026

Salvatore Improta

Segretario generale, Quadrato della Radio



quantum

L’Italia ama raccontarsi come un Paese di talento, creatività e manifattura intelligente. E in parte lo è davvero. Ha costruito una parte importante della sua forza economica su un sapere pratico raffinato, su filiere produttive capaci di qualità, adattamento e specializzazione. Ma oggi il punto è un altro: nel mondo dell’intelligenza artificiale, del software avanzato, del supercalcolo e delle tecnologie quantistiche, il solo “saper fare” non basta più. Servono più competenze formali, più tecnici, più laureati, più ricerca applicata, più “capitale umano”.

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