AGENDA DIGITALE

Agenzia digitale, i sindacati: ” Stop allo statuto”

In una missiva inviata al direttore Agostino Ragosa, alla Presidenza del Consiglio e ai ministeri competenti le rappresentanze sindacali chiedono di prendere visione dello schema del provvedimento. E lanciano l’allarme: “Governance poco trasparente e troppo onerosa”

Pubblicato il 13 Feb 2013

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Le rappresentanze sindacali degli addetto dell’Agenzia per l’Italia digitale sul piede di guerra contro lo statuto dell’ente. Con una missiva urgente Fp Cgil, Fp Cisl, Falbi, Ugl, Fialp Cisal e la Rsu Agenzia per l’Italia Digitale hanno richiesto al Direttore Generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale Agostino Ragosa, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alle segreterie dei ministeri, che per legge hanno la vigilanza sull’Agenzia, un incontro preliminare per l’esame dello statuto della nuova Agenzia .

“Com’è noto l’approvazione di questo atto di governance non rientra nei poteri di “ordinaria amministrazione” del governo dimissionario – precisano i sindacati – ma in questi giorni è all’esame dei vari ministeri “vigilanti”, uno schema che contiene previsioni in assoluto contrasto con la stessa normativa di risparmio e contenimento della spesa pubblica che ha ispirato la riforma e soppresso i vari enti che sono poi confluiti nella nuova Agenzia“. Si prevede, infatti, un direttore vicario del direttore generale e una governance di ben quattro direttori generali e di 12 direttori di secondo livello, di vari comitati tutti, nelle intenzioni da coprire con personale esterno “senza nessuna trasparenza e ciò con un carico di spesa solo per gli emolumenti previsti biennali di qualche milione di euro”, puntualizzano.

Altra criticità è quella della previsione della possibilità per la dirigenza di costituire società di scopo senza necessità di preveniva autorizzazione ministeriale. Un’altra possibile fonte di ulteriori centri di spesa, prevedono i sindacati. “Nessuna attenzione, sino ad oggi, invece ai problemi organizzativi dell’Agenzia alla necessaria riorganizzazione del personale di tutti gli enti soppressi nonché la valorizzazione delle risorse interne come imposto dal DL 22.06.2012 n. 83, convertito in legge 07.08.2012 n. 134”, concludono.

Stando a quanto risulta al Corriere delle Comunicazioni, il governo punta ad approvare lo statuto nell’ultimo consiglio dei ministri e varare in tempi rapidi il Dpcm di riferimento.

Lo statuto dettaglia quanto già previsto dal primo decreto Crescita, poi modificato dalla Legge di conversione 7 agosto 2012, secondo cui all’Agenzia sono affidate funzioni a sostegno dello sviluppo dell’amministrazione digitale; la progettazione e la realizzazione di una strategia per la larga banda, a beneficio delle imprese e dei cittadini; l’impostazione di una serie di interventi mirati per la scuola, proseguendo e razionalizzando gli esperimenti già in atto. La quarta funzioni è trasversale e comprende l’informazione, la formazione e i rapporti con gli organismi europei: attività strategica, necessaria anche per attingere ai fondi comunitari disponibili.

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