L’intelligenza artificiale può diventare uno degli strumenti più efficaci per affrontare una delle criticità più sentite dai cittadini: le liste d’attesa. È il messaggio lanciato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti, intervenendo al forum “G19+2 Sanità, Regioni a confronto”, in corso ai Magazzini del Cotone di Genova, appuntamento che vede la partecipazione anche del ministro della Salute Orazio Schillaci.
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Butti: “Tecnologie applicate ai problemi concreti”
Nel suo intervento Butti ha evidenziato come l’intelligenza artificiale rappresenti una leva strategica per rendere più efficiente il sistema sanitario, a partire dalla gestione delle prestazioni e dalla programmazione delle risorse.
“L’AI è fondamentale anche in relazione a una delle emergenze della nostra sanità: le liste d’attesa”, sottolinea il sottosegretario.
Butti ha quindi richiamato l’iniziativa Reg4IA, il programma promosso dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio insieme a Regioni e Province autonome, che punta a sperimentare soluzioni innovative basate sull’intelligenza artificiale per migliorare i servizi pubblici.
“Con l’iniziativa REG4IA, abbiamo siglato un accordo di collaborazione con Regioni e Province autonome, mettendo a disposizione 20 milioni di euro del Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione. Il progetto su Salute e Turismo vede capofila proprio la Liguria e mira a sperimentare soluzioni sul problema delle liste di attesa in sanità: analisi e previsione della domanda, allocazione adattiva delle risorse, gestione delle agende, supporto al processo di prenotazione e verifica etica e normativa”.
Secondo Butti, l’approccio adottato dal Governo punta a valorizzare le potenzialità dell’intelligenza artificiale attraverso sperimentazioni concrete e progressive. “Questo è un esempio molto forte del nostro approccio alla sanità del futuro attraverso tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale: le studiamo e le applichiamo alle questioni concrete, passo dopo passo, per ottenere risultati vantaggiosi per tutti”.
Reg4IA, la rete tra Governo e territori per l’innovazione
Lanciata dal Dipartimento per la trasformazione digitale, Reg4IA (Regioni per l’Intelligenza Artificiale) nasce con l’obiettivo di creare una governance condivisa tra amministrazioni centrali e territoriali per favorire l’adozione dell’AI nei servizi pubblici.
L’iniziativa mette a disposizione 20 milioni di euro del Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione e punta a sostenere la realizzazione di hub interregionali dedicati a settori strategici come salute, turismo, pubblica amministrazione, ambiente, mobilità sostenibile e sicurezza del territorio.
Il progetto dedicato a salute e turismo, coordinato dalla Liguria insieme ad altre Regioni e Province autonome, rappresenta uno dei quattro pilastri della sperimentazione. L’obiettivo è sviluppare proof of concept capaci di utilizzare l’intelligenza artificiale per l’analisi predittiva della domanda sanitaria, l’ottimizzazione dell’allocazione delle risorse, la gestione delle agende e il supporto ai processi di prenotazione, con particolare attenzione agli aspetti etici e normativi. Un modello che, nelle intenzioni dei promotori, dovrà essere replicabile e riutilizzabile su scala nazionale, favorendo la diffusione delle migliori pratiche tra i diversi territori.
Sanità digitale, cittadini sempre più orientati all’AI
L’accelerazione dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario si inserisce in un contesto in cui il digitale è già diventato parte integrante del percorso di cura. Secondo il report “Salute Artificiale”, realizzato da Sociometrica e FieldCare per Fondazione Italia in Salute e Fondazione Pensiero Solido, il 94,2% degli italiani cerca online informazioni su sintomi, malattie e terapie, mentre oltre la metà utilizza con regolarità strumenti digitali per orientarsi nelle scelte sanitarie.
Lo studio evidenzia inoltre come gli strumenti di intelligenza artificiale siano già il secondo canale più utilizzato per ottenere informazioni mediche, con un tasso di utilizzo del 42,8%, dietro soltanto ai motori di ricerca tradizionali. Il fenomeno interessa soprattutto le generazioni più giovani, che apprezzano la capacità dei modelli conversazionali di fornire risposte immediate e personalizzate.
La sfida resta quella della fiducia e dell’alfabetizzazione
La crescente diffusione dell’AI apre tuttavia interrogativi importanti sul rapporto tra tecnologia, professionisti sanitari e cittadini. Il report evidenzia che il 63,9% degli italiani ha verificato online almeno una volta una diagnosi o una terapia ricevuta e che il 14,1% dichiara di aver modificato o interrotto una cura senza confrontarsi con il medico.
Dati che confermano come l’intelligenza artificiale possa rappresentare uno strumento di supporto prezioso, ma richieda allo stesso tempo adeguati percorsi di alfabetizzazione digitale e solide garanzie di affidabilità delle informazioni.
In questo scenario, iniziative come Reg4IA puntano a coniugare innovazione tecnologica e governance pubblica, sperimentando applicazioni concrete in grado di migliorare l’efficienza dei servizi e la qualità dell’assistenza, mantenendo al centro la supervisione umana, la trasparenza e la tutela dei cittadini.



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