È stata pubblicata la nuova gara Consip per i servizi applicativi in cloud che mette a disposizione delle pubbliche amministrazioni centrali un contratto “pronto all’uso” del valore complessivo di 3,8 miliardi di per sostenere la trasformazione digitale del settore pubblico verso logiche cloud.
L’iniziativa offre la possibilità di realizzare nuove applicazioni cloud-native e/o di migrare al cloud le applicazioni esistenti, favorendo al contempo l’adozione di soluzioni di intelligenza artificiale.
Il bando si colloca nell’ambito del Piano Triennale per l’Informatica nella PA, in coerenza con le linee programmatiche di Agid e del Dipartimento per la Trasformazione Digitale.
Il termine di presentazione delle offerte è fissato per il 10 febbraio 2026.
Indice degli argomenti
Cloud nella PA, la nuova gara Consip
I principali servizi acquistabili sono:
Servizi applicativi: sviluppo applicazioni cloud-native, migrazione al cloud, evoluzione applicazioni esistenti, gestione portafoglio applicativo.
Servizi accessori: gestione identità digitale, acquisizione e classificazione dati, e-learning e assistenza virtuale, supporto all’adozione di intelligenza artificiale.
La nuova gara introduce numerose innovazioni per una migliore qualità del servizio per le PA e maggiori opportunità per le pmi.
Novità nello schema contrattuale: qualità, pmi, AI
Infatti, nello schema contrattuale, un peso significativo è attribuito alla valutazione tecnica delle offerte (90 punti) per disincentivare ribassi eccessivi e privilegiare qualità dei servizi.
Inoltre, vengono introdotti criteri e regole per garantire e tutelare il coinvolgimento di piccole e medie imprese (pmi) e start-up, valorizzandone il contributo in fase esecutiva.
Sono previsti anche profili professionali e servizi di supporto tecnologico dedicati all’intelligenza artificiale per supportare l’avvio di progetti e sperimentazioni.
Innovazioni nel contratto esecutivo: nuove verifiche Consip
Novità anche nel contratto esecutivo.
Innanzitutto, c’è un nuovo meccanismo di attivazione delle quote contrattuali per aggiudicatario, basato su criteri temporali della fase di preordine, con obiettivi di semplificazione, efficienza, trasparenza e promuovendo una gestione più equa e dinamica delle quote.
Inoltre, vengono introdotti nuovi monitoraggi e verifiche ispettive Consip e obbligo di reportistica in fase esecutiva, per garantire qualità dei servizi e corretta gestione contrattuale.
PA locale, sul cloud 7 comuni su 10
La maturità digitale dei Comuni italiani sta aumentando grazie alla spinta verso la migrazione al cloud, come ha svelato la “Mappa dei Comuni digitali” sullo stato di digitalizzazione dei comuni italiani, frutto del lavoro congiunto tra il Dipartimento per la trasformazione digitale (Dtf) della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci).
Il Rapporto integra i dati sull’avanzamento delle misure Pnrr finanziate ai comuni tramite la piattaforma PA digitale 2026 con quelli di un questionario somministrato ai comuni nel corso del 2024.
Uno degli interventi chiave del Pnrr per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione locale è rappresentato dalla migrazione in cloud dei comuni. Secondo la Mappa pubblicata lo scorso luglio, il 68% dei comuni coinvolti ha completato con successo la migrazione, mentre il 50% ha già superato la fase di controlli tecnici e formali, accedendo così alle risorse destinate. Si tratta di 3.577 progetti per un valore complessivo di 270 milioni di euro.
Tuttavia, il processo è ancora in corso, con progetti da completare entro marzo 2026, in un contesto dinamico che sta cambiando continuamente.
Il nuovo Piano Triennale per l’Informatica nella PA
L’anno scorso, a ottobre, è arrivato anche l’aggiornamento 2026 del Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione 2024–2026 di Agid, il documento di programmazione strategica e operativa per la PA, entro cui si inscrive la nuova iniziativa di Consip.
Il Piano intende accompagnare le amministrazioni nel percorso di innovazione dei servizi pubblici, promuovendo tre principi fondamentali: interoperabilità, semplificazione e un rapporto più diretto ed efficace tra cittadini, imprese e istituzioni.
Diverse le novità di questa edizione. Sale a 22 il numero di strumenti a disposizione delle Pa, viene avviato il monitoraggio sulla gestione documentale e si consolidano i progetti legati all’It-Wallet e all’intelligenza artificiale.








