L’Enablement effect descrive la capacità delle tecnologie digitali di abilitare la riduzione delle emissioni nei settori ad alta intensità energetica, grazie a strumenti che ottimizzano processi, riducono sprechi, elettrificano attività e rendono più efficienti le operazioni industriali. Si tratta di un meccanismo ormai ben noto nel dibattito Ict: pur consumando energia, le reti mobili, il cloud, il 5G, l’IoT e l’AI generano risparmi di CO₂ molto più ampi nei comparti che li utilizzano. È un effetto “moltiplicatore”, dove un input relativamente contenuto crea un beneficio ambientale su scala più vasta.
scenari
Gsma rivede l’impatto green del digitale: l’Ict vale il 23% delle riduzioni CO₂ al 2030
Un nuovo modello di calcolo, allineato allo standard Itu, integra non solo i risparmi abilitati da cloud, 5G, IoT e AI, ma anche le emissioni generate dalle tecnologie e gli effetti di rimbalzo. La stima scende dal 47% al 23% nei cinque settori più energivori, ma guadagna in rigore e verificabilità: il digitale resta una leva chiave per tagliare sprechi, ottimizzare processi e aumentare l’efficienza industriale

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