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IoT satellitare, boom delle connessioni: quasi 198 milioni entro il 2035



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Omdia prevede una crescita media annua del 31%, trainata dalle costellazioni Leo e dalla domanda di copertura globale. L’automotive sarà il comparto più dinamico, con oltre 112 milioni di veicoli collegati

Pubblicato il 27 ago 2026



IoT satellitare
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Punti chiave

  • Secondo Omdia, le connessioni IoT satellitare cresceranno da 7,7M (2023) a 197,7M (2035), CAGR 31%; le costellazioni LEO guidano l’accelerazione (LEO +88,6% annuo).
  • Copertura globale e resilienza: la connettività satellitare integra le reti terrestri per continuità operativa; settori chiave: agricoltura, energia, difesa, trasporti, logistica.
  • Nel automotive i veicoli con link satellitare salirebbero da 11mila a 112M (2035), CAGR 115%; si va verso una ‘rete di reti’ che unisce reti terrestri e non terrestri.
Riassunto generato con AI


Il mercato dell’Internet of Things satellitare si prepara a una fase di rapida espansione. Secondo le nuove stime di Omdia, le connessioni passeranno dai 7,7 milioni registrati nel 2023 a circa 197,7 milioni entro il 2035, con un tasso medio annuo composto di crescita del 31%.

A sostenere questa accelerazione sarà soprattutto lo sviluppo delle costellazioni in orbita terrestre bassa, insieme alla crescente esigenza delle imprese di garantire continuità ai servizi digitali anche nelle aree prive di reti terrestri. Agricoltura, difesa, energia, trasporti e automotive figurano tra i settori destinati a beneficiare maggiormente della nuova disponibilità di collegamenti.

Le costellazioni Leo guidano la crescita

La componente più dinamica sarà rappresentata dai satelliti Leo, Low Earth Orbit, posizionati in orbita terrestre bassa. Omdia prevede per le connessioni IoT basate su queste infrastrutture un tasso medio annuo di crescita dell’88,6% nel periodo considerato.

La progressiva messa in orbita di nuove costellazioni amplia infatti la copertura disponibile, aumenta la capacità trasmissiva e contribuisce alla riduzione dei costi. Questi fattori rendono il collegamento satellitare accessibile a una platea più ampia di aziende e applicazioni, superando il perimetro dei servizi tradizionalmente riservati alle aree remote.

Anche il mercato dei satelliti geostazionari, indicati con la sigla Geo, Geostationary Earth Orbit, contribuirà all’espansione del settore, sebbene con un ritmo più contenuto. Per questo segmento Omdia stima una crescita media annua del 7,3%.

Copertura globale e resilienza spingono la domanda

L’evoluzione tecnologica coincide con una fase in cui i dispositivi connessi assumono un ruolo sempre più rilevante nei processi industriali e nella gestione delle infrastrutture. Le imprese hanno quindi bisogno di reti capaci di assicurare una copertura continua su scala globale e di mantenere operative le applicazioni anche quando la connettività fissa o mobile tradizionale risulta indisponibile.

Sebbene i progressi tecnici nel mercato satellitare siano significativi, la loro tempistica è altrettanto importante – afferma John Canali, principal analyst IoT di Omdia – Con la maturazione dell’IoT, le imprese hanno sempre più bisogno di una copertura globale senza interruzioni della connettività, oltre che di una maggiore resilienza quando le reti terrestri non sono disponibili. Queste esigenze diventeranno più pressanti man mano che i dispositivi IoT supporteranno una gamma crescente di modelli ad alta intensità di dati e applicazioni automatizzate”.

Il satellite si candida così a diventare una componente integrata delle architetture di comunicazione aziendali. La sua funzione sarà complementare a quella delle reti terrestri, con la possibilità di instradare dati e servizi sull’infrastruttura disponibile in base alla posizione, alla qualità del segnale e alle necessità operative.

Agricoltura, energia e logistica tra i settori chiave

Omdia individua diversi comparti nei quali l’adozione è destinata ad aumentare. Nell’agricoltura e nel monitoraggio ambientale, la connettività satellitare può collegare sensori installati in territori estesi o difficilmente raggiungibili, raccogliendo dati sulle colture, sul suolo, sulle condizioni meteorologiche e sugli ecosistemi.

Nel settore dell’energia e delle utility, può invece sostenere il controllo a distanza di reti, impianti e infrastrutture distribuite. Anche difesa e ambito militare rappresentano aree di applicazione rilevanti, grazie alla possibilità di mantenere attivi i flussi informativi in scenari privi di copertura terrestre o caratterizzati da condizioni operative complesse.

Un ulteriore impulso arriverà da trasporti e logistica, dove la disponibilità di collegamenti lungo rotte marittime, ferroviarie e stradali consente di seguire mezzi e merci, raccogliere dati in tempo reale e migliorare la gestione delle flotte.

L’automotive prepara il salto di scala

Il cambiamento più marcato è atteso nel settore automobilistico. Secondo le previsioni, i veicoli dotati di collegamenti satellitari saliranno dai soli 11mila del 2023 a oltre 112 milioni nel 2035, registrando un tasso medio annuo composto del 115%.

Produttori come Geely, Tesla, Bmw e Stellantis – spiega la ricerca – stanno già sperimentando o introducendo soluzioni di questo tipo. L’obiettivo è costruire una vera e propria “rete di reti”, nella quale il veicolo possa passare dinamicamente dalla connettività terrestre a quella satellitare in base alla copertura disponibile.

Questo modello potrà garantire maggiore continuità a servizi come la navigazione, la diagnostica, gli aggiornamenti software, la gestione delle emergenze e le applicazioni connesse a bordo. La convergenza tra reti terrestri e non terrestri diventa così uno dei principali fattori di sviluppo dell’IoT, aprendo una nuova fase per operatori satellitari, telco, costruttori di dispositivi e imprese utilizzatrici.

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