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Tempeste solari, Argotec firma la piattaforma di MiniCOR per la Nasa


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Il CubeSat da 32 chilogrammi osserverà le espulsioni di massa coronale e il vento proveniente dalla nostra stella. Completata la revisione critica del progetto, iniziano produzione e test. La missione punta ad aumentare la frequenza del monitoraggio e ad aprire la strada a future costellazioni dedicate allo space weather

Pubblicato il 8 set 2026



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satellite MiniCOR Nasa


Punti chiave

  • Scopo e partnership: MiniCOR osserva lo space weather per proteggere infrastrutture; progetto H-FORT che unisce competenze di Argotec, APL e NRL.
  • Ruolo di Argotec: la sede USA fornisce la piattaforma 12U HAWK Lite; superata la Critical Design Review, il progetto passa a produzione, test e integrazione.
  • Strumento e impatto: coronografo miniaturizzato Lyot (campo 2,5–20 raggi solari), design 3–4U, satellite 32 kg; dimostra osservazioni più frequenti e possibilità di costellazioni CubeSat.
Riassunto generato con AI


Un satellite compatto per osservare con maggiore frequenza le eruzioni del Sole e raccogliere informazioni utili a proteggere infrastrutture tecnologiche terrestri e spaziali. È l’obiettivo di MiniCOR, acronimo di Miniature CORonagraph, la nuova missione scientifica della Nasa dedicata al monitoraggio dello space weather.

Argotec parteciperà al progetto attraverso la propria sede statunitense di Melbourne, in Florida, mettendo a disposizione la piattaforma satellitare 12U HAWK Lite. Il programma ha superato la Critical Design Review, la revisione che certifica la maturità della progettazione, ed entra ora nelle fasi di produzione e test.

MiniCOR rientra nel programma Nasa Heliophysics Flight Opportunities for Research and Technology, H-FORT. La missione riunisce le competenze industriali di Argotec U.S. e quelle scientifiche della Johns Hopkins Applied Physics Laboratory, APL, e dello U.S. Naval Research Laboratory, NRL, responsabili dello sviluppo del payload.

Il ruolo della sede statunitense di Argotec

Il team di Argotec U.S. ha guidato lo sviluppo e l’implementazione della piattaforma sulla quale sarà installato il coronografo. Il completamento della Critical Design Review consente al progetto di passare dalla definizione tecnica alla realizzazione dell’hardware, consolidando il ruolo della facility americana del gruppo italiano nelle missioni scientifiche e governative statunitensi.

“La missione MiniCOR dimostra le crescenti capacità del nostro team statunitense nel realizzare piattaforme spaziali sofisticate per la NASA e per altre missioni governative altamente complesse – spiega Corbett Hoenninger, General Manager di Argotec U.S – Il completamento con successo della Critical Design Review rappresenta una milestone importante e siamo orgogliosi di entrare nella fase di produzione, continuando al contempo ad ampliare la presenza di Argotec U.S. come partner affidabile nello sviluppo di soluzioni innovative basate su piccoli satelliti per applicazioni scientifiche, civili e di sicurezza nazionale”.

Argotec è già impegnata in diversi programmi di esplorazione e osservazione spaziale. Il gruppo ha partecipato alle missioni Nasa DART e Artemis 1 rispettivamente con i microsatelliti LICIACube e ArgoMoon e sta lavorando, tra gli altri progetti, alla costellazione HEO del programma italiano IRIDE, alla missione HENON per lo studio delle tempeste solari e a LUPEX, dedicata alla ricerca di risorse idriche sulla superficie lunare.

Come funzionerà il coronografo MiniCOR

Il cuore scientifico della missione sarà un coronografo miniaturizzato Lyot a occultazione esterna, progettato per osservare la corona solare schermando la luce diretta proveniente dal disco del Sole. Lo strumento avrà un campo di osservazione compreso tra 2,5 e 20 raggi solari.

Un braccio dispiegabile e un sistema di specchi ripiegabili permetteranno di contenere il payload in un volume tra 3U e 4U, facilitando le attività di assemblaggio, integrazione e collaudo. Il satellite completo peserà 32 chilogrammi e sarà dotato di un sensore solare, uno star tracker e un magnetometro.

A bordo saranno presenti anche capacità di elaborazione dei dati, necessarie per gestire il volume di informazioni raccolte e sostenere lo sviluppo di sistemi di allerta precoce in caso di eventi solari potenzialmente pericolosi. La missione avrà una durata prevista di sei mesi e studierà le strutture del vento solare lento, le espulsioni di massa coronale e le dinamiche della corona interna.

Osservazioni più frequenti con piattaforme compatte

Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda la frequenza delle rilevazioni. MiniCOR dovrà acquisire immagini delle espulsioni di massa coronale con intervalli più ravvicinati rispetto ai tradizionali strumenti di grandi dimensioni, mantenendo una sensibilità comparabile o superiore a quella delle missioni scientifiche già operative.

“Il completamento della CDR rappresenta un passaggio fondamentale per portare MiniCOR dalla fase di progettazione alla realtà – sotolinea Kathy Batho, MiniCOR Program Manager presso Johns Hopkins APL – MiniCOR dimostrerà che osservazioni dello Space Weather potenti e frequenti non richiedono necessariamente una grande piattaforma spaziale e che le partnership con l’industria sono fondamentali per rendere possibili missioni di questo tipo”.

La miniaturizzazione potrebbe favorire la realizzazione di costellazioni di coronografi, distribuendo le capacità di osservazione su più satelliti e aumentando continuità e resilienza del monitoraggio. Soluzioni di questo genere potrebbero essere collocate anche nei punti di Lagrange o nello spazio cislunare, contribuendo alla costruzione di un’infrastruttura integrata per la sorveglianza dell’attività solare.

Lo space weather e i rischi per le infrastrutture digitali

Le espulsioni di massa coronale proiettano nello spazio grandi quantità di plasma e campi magnetici. Quando questi fenomeni raggiungono la Terra possono generare tempeste geomagnetiche e interferire con satelliti, sistemi di navigazione, comunicazioni radio, reti elettriche e altre infrastrutture critiche.

La crescente dipendenza da servizi satellitari e connettività rende quindi il monitoraggio dello space weather una priorità scientifica, industriale e strategica. Una maggiore tempestività nell’individuazione degli eventi può offrire a operatori, governi, organizzazioni della difesa e strutture di protezione civile più tempo per adottare misure di mitigazione.

Le piattaforme CubeSat permettono inoltre di distribuire le osservazioni tra più punti dello spazio, riducendo la dipendenza da singoli strumenti di grandi dimensioni. MiniCOR punta a verificare sul campo la possibilità di coniugare prestazioni scientifiche, compattezza e rapidità di dispiegamento, creando le basi per sistemi di sorveglianza solare più capillari.

La strategia di Argotec nello space weather

MiniCOR si inserisce in una linea di sviluppo sulla quale Argotec è già attiva attraverso HENON e SEE, Sun CubE onE. Il patrimonio di competenze maturato nelle missioni in orbita terrestre bassa e nello spazio profondo sarà affiancato dall’esperienza di APL e NRL nei programmi di osservazione coronografica, tra cui STEREO e Parker Solar Probe.

Per Argotec U.S. il passaggio alla produzione rappresenta anche un nuovo avanzamento nella strategia di crescita sul mercato americano. La facility di Melbourne, inaugurata nel 2026, costituisce il fulcro delle attività satellitari del gruppo negli Stati Uniti, affiancata da un presidio in California dedicato alle tecnologie per le telecomunicazioni.

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