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Il capitale strategico come nuova grammatica dello Spazio



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Dalla scelta della NASA alla possibile traiettoria europea: perché ASI ed ESA dovrebbero dotarsi di una regia finanziaria capace di leggere la filiera, scalare le PMI e finanziare programmi industriali complessi

Pubblicato il 2 lug 2026

Alessandro Sannini

investitore e membro della Commissione nazionale Space Economy di Federmanager



Alessandro-Sannini, capitale strategico spazio


C’è un momento, nelle grandi politiche industriali, in cui la questione non è più se una tecnologia sia importante. Lo è già. Il punto vero diventa un altro: chi la finanzia, con quale pazienza, con quale intelligenza di sistema e con quale capacità di trasformare un insieme di imprese, laboratori, competenze e programmi pubblici in una traiettoria di investimento riconoscibile. La notizia che arriva dalla NASA, con l’Office of Strategic Capital e con l’iniziativa avviata insieme alla Small Business Administration, va letta esattamente così. Non come l’ennesimo annuncio americano sullo spazio commerciale, non come una formula di marketing pubblico-privato, ma come il segnale che la competizione spaziale entra in una fase più matura: quella in cui il capitale non è accessorio, ma diventa architettura.

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