L’INTERVENTO

Leonardo, Cingolani: “Digitalizzazione è parte integrante della difesa”

La guerra in Ucraina primo vero test sul campo. “I dati che i satelliti si scambiano con le piattaforme in aria, terra e mare devono essere protetti. La cybersecurity diventa fondamentale. E bisogna analizzare le informazioni con macchine di calcolo sofisticate e potenti che allenano gli algoritmi con l’intelligenza artificiale”

Pubblicato il 28 Mar 2024

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La guerra in Ucraina ha insegnato che “la digitalizzazione è diventata una parte integrante della difesa. Non più proiettili, ma proiettili e dati”. Così Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo, intervenendo in videocollegamento all’evento Pact4future organizzato a Milano da Università Bocconi e Corriere della Sera. 

Satelliti, Internet e droni

“Ci sono più di 50 conflitti sul pianeta in questo momento. Una situazione simile si è venuta a creare solamente nel 1945, durante la Seconda Guerra Mondiale” ha ricordato l’Ad. È evidente, secondo Cingolani, “quanto ora come non mai la pace vada difesa. Quello che abbiamo imparato tecnicamente negli ultimi due anni dalla guerra in Ucraina è che strumenti civili, come telefoni mobili, satelliti per la comunicazione e internet, droni che di solito servono a far fotografie, utilizzati e armonizzati, possono distruggere macchine da guerra come carri armati che costano decine di milioni”.

Cybersecurity fondamentale

Alla luce dei conflitti attualmente in corso, a cominciare da quello ucraino, “i dati che si scambiano le piattaforme in aria, terra e in mare con i satelliti devono essere protetti, la cybersecurity diventa fondamentale altrimenti queste piattaforme non possono parlare tra di loro – ha spiegato ancora Cingolani -. Tutti questi dati devono essere analizzati da macchine di calcolo sofisticate e potenti che allenano degli algoritmi su una base di dati sempre più grandi che chiamiamo AI. È un paradigma nuovo, che richiede impegno da parte dell’industria, un nuovo concetto di strategia difensiva ed è l’unico modo in futuro di dare sicurezza globale ai cittadini”.

Parola d’ordine: interdominio

Secondo il top manager tutto ciò “richiede uno sforzo tecnologico senza precedenti. Lo possiamo riassumere in una parola: interdominio. Tutto deve essere inter-operabile. I dati che si scambiano le piattaforme in aria, a terra e in mare con i satelliti devono essere protetti”.

Secondo Cingolani dalla guerra in Ucraina “abbiamo imparato che nessuno ce la fa da solo. Soprattutto l’Europa, con i suoi 27 Stati molto frammentati, ognuno dei quali ha il suo concetto di difesa, le sue piattaforme di difesa, in realtà non riesce a essere efficace quando si tratta di difendere la pace in un Paese occupato”.

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